ARRESOCONTO

15 Gennaio 2007 14 commenti

Lo so, lo so che dovevo scrivere prima. Ma poi gli eventi si accavallano e allora comincio a chiedermi: che faccio, scrivo di Vet, di me che ho fatto lo scritto per diventare Carrie avvocato, dei regali di Natale, della decerebrata, di Praty che mi fa impazzire e che si è licenziata come prevedevo, del freddo che non arriva, della polenta con la spuntatura, dei saldi all’outlet???
Non sapevo scegliere.Quindi, mettetevi comodi.
Parlerò di tutto. Mica posso fa le cose a puntate. Io poi sono prolissa, lo sanno tutti.

Dunque. A dicembre ho fatto gli scritti per l’esame di abilitazione. Grande esperienza, è curioso come non ci sia rimasta secca, però è sempre una soddisfazione, soprattutto riuscire ad entrare coi foglietti negli stivali e non farsi beccare.
Durante la mia assenza, Praty e Deccy, da me a lungo istruite per sostituirmi, avrebbe dovuto alternarsi a studio. Deccy, su tre giorni e mezzo (di più non mi è stato concesso) ha lavorato, si e no, 8 ore, adducendo sempre bieche scuse di mamme agonizzanti, nonne morte, criceti col cimurro e sorelle leucemiche, ma riconducibili sempre ad unico comune denominatore: c’aveva da fare qualche servizietto veloce al nobile di turno, che le avrebbe fruttato qualche cena e qualche nuova Vuitton. Non è perdonabile. Infatti il titolare l’ha cacciata via pesantemente urtato dal suo assenteismo e dalle sue cazzate.
Praty, dal canto suo, presente è stata presente, ma siccome la sua scatola cranica è vuota un ovetto kinder aperto, mi ha seppellito di sms e chiamate, anche durante gli esami, per conoscere dettagli altrimenti insuperabili tipo, che so, da che lato va inserito il fax, a faccia in giù, o a faccia in su?
Poi è arrivato Natale e con lui le sospirate ferie.
Avevo proprio bisogno di riposare qualche giorno, così con i miei titolari ho usato una parola che ha più efficacia di abbracadabra: “avrei numerose ore di permesso da utilizzare…che se non utilizzate vanno LIQUIDATE”.
Ecco, alla Q ero già in ferie.
Vet, che era già in ferie da qualche giorno, per evitare che andasse in giro a fare danni, tipo comperare regali alla ex moglie, è stato bloccato dalla maledizione del cagotto, chiaramente da me lanciata. S’è preso l’influenza intestinale ed è dimagrito, se ce ne fosse stato bisogno, 3 chili in 5 giorni, povero amore. Una roba così dovrebbe attaccare la Foca Monaca per un mesetto. Altro che dieta, che serve poco.
Comunque, con molta nonchalance, esattamente come erano le mie intenzioni, i miei 15 giorni di ferie li ho trascorsi a casa di Vet. Mi sono insediata con la dovuta leggerezza, lasciando qualcuna delle mie scarpette e cappottini in macchina, così, per non allarmarlo. Il Moncler l’ho appeso nel suo armadio, gli stivali l’ho infilati nella scarpiera, pezzo qui, pezzo li, lui s’è accorto poco della mia presenza ma, soprattutto, il giorno 2 gennaio, quando lui riprendeva il lavoro ed io non ancora, ho giocato il jolly: ho voluto fare la distaccata e ho buttato li un ” vabbè amore io vado a casa, tanto tu lavori..”.
E lui mi ha chiesto di restare, che tanto avrebbe lavorato poche ore.
Roba da matti. Ecco perchè nevica in California.
Così ho preso confidenza con il quartiere, fatto la spesa e la casalinga, attendendo bramosa il suo ritorno dal lavoro, recitando il ruolo della residente fissa con il portiere e con i vicini che, tanto, prima o poi, diventeranno anche il MIO portiere ed i MIEI vicini.
Venerdì 22 dicembre, nostro primo giorno insieme, eravamo invitati a casa di quella mia compagna di liceo, quella che ha accalappiato anche lei l’anziano e gli si è piazzata a casa. Beh, sarà una bertuccia antipatica e pesante, ma quanto la invidio. Se sposano. Anzi non la invidio. La odio proprio, è il termine più corretto. Dico solo che me lo ha annunciato il giorno prima dei miei scritti. Quando me lo ha detto ho iniziato a piangere di rabbia, e siccome mi è venuta una voce da Amanda Lear, per giustificarmi ho anche dovuto fingere di essere commossa. Invece ero incazzata nera, altro che commossa. A me mai eh.
Con grande eleganza, ho accettato l’invito al suo piccolo Christmas Party, come direbbero in American Express.
Cinque coppie: due di giovani sposi con marmocchietto, una di conviventi che festeggiano l’acquisto della loro seconda casa, i padroni di casa che festeggiano il loro ultimo natale da non sposati, e noi.
Io penso di esere stata simpatica come la cacca sotto alle Geox, Vet poveretto era reduce dall’attacco intestinale e quindi era emaciato e arrendevole. Forse, ora che ci penso, sotto l’influsso del bimixin, avrei potuto reiterare la mia proposta di nozze. Evabbè.
Deglutita la zuppa di ceci e la serata con le coppie felici, siamo andati a casa sua. Le sue ex ovviamente si sono tutte ricordate di fargli gli auguri, non sia mai. Ma io ho monitorato il flusso degli sms, cancellato qualche chiamata non risposta, insomma, ho tutto sotto controllo.
L’interessante è che per la prima volta non c’è stato scambio di regali con la ex moglie, che Vet ha letto ad alta voce tutti gli sms in entrata, e che io sono stata autorizzata a far sparire da casa i bigliettini pregressi di ogni presenza femminile. Lasciati quelli della piccola bestia, la figliola, gli altri sono stati prontamente distrutti e gettati nel water. Sissì, nel water. E’ il posto loro.
Natale insieme con i suoi parenti, passiamo ai regali.
Io e Vet ,senza saperlo, ci siamo reciprocamente regalati dei biglietti per il teatro, per due spettacoli diversi, ma per la stessa sera. Non è amore questo? Poi mi ha regalato un anello di Pianegonda col topazio azzurro, accompagnato da un biglietto toglifiato, ma io ho capito che gioco gioca lui. Vuole riempirmi tutte le dita, così non rimane spazio per la fede. Ma io quella me la metterei anche all’ombelico come piercing, lui non lo sa.
Per la prima volta ho ricevuto quasi solo doni gradevoli e utilizzabili.
Comunque, non ho dovuto giocare a tombola. E i titolari non mi hanno cercata duramte le festività. Capodanno è filato via liscio e piacevole in montagna, davanti al camino, tra una partita di carte e una fetta di cotechino, insieme ai fratelli di Vet e relative mogli, senza nemmeno l’ombra di un bacillo che mi attaccasse alle tonsille.
Il tre gennaio sono stata a trovare Foca nella sua azienda. Dovevamo scambiarci il pensierino natalizio che, nel suo caso, visto che non l’ho ancora avuto, spero per lui non sia proprio un pensier-ino, ma un dono degno di essere chiamato tale.
Comunque, ha insistito affinchè io andassi, anche se ivi lavorano la sua ex e la sua attuale giovane fidanzata. Di solito non mi piace fare la parte della ex che desta gelosia, invece ho deciso di vendicarmi di tutte le ex di vet, con tutte le fidanzate di foca, così sono andata dal parrucchiere, ho infilato una mini altezza osso iliaco, mi sono infiocchettata al meglio, e con un collo dritto da ballerina classica sono entrata in azienda sfoderando la mia conoscenza dei luoghi, dei dipendenti più datati e, soprattutto, la mia graaande confidenza col capo dei capi.
Scambiati i convenevoli e consegnatogli il suo pacco (lui ha pensato di portarmelo quando siamo soli. Allora che m’hai fatto venì affà? Spero che sia così ingombrante da giustificare la discrezione), mentre usciamo per prendere un caffè, passiamo davanti alla scrivania della sua ex, la ragazzina classe 1983 con cui è stato due anni fa, una bella giovane dall’aria matura che non si scompone affatto quando ode il mio nome. Le odio ste regazzine, io. Rapide presentazioni, poi in strada, per caso, incontriamo la sua attuale fidanzata, che stava spostando l’auto. Presentazioni, lei sale in macchina e noi andiamo al bar. Ci siamo assentati una buona oretta, lei nel frattempo ovviamente avrà pensato che amoreggiassimo nell’armadietto delle scope, roba che Foca senza preavviso e marca da bollo non lo avrei sedotto nemmeno se gli avessi puntato una pistola sulla prostata. Ma lei questo non lo sa, pertanto è gelosa, gelosa da morì. Ohhhh, per una volta io sto dall’altro lato del fiume. La poveretta, esausta, dopo 40 minuti gli invia il seguente falsissimo sms ” Ti prego di scusarmi con Carrie, in quanto non le ho potuto prestare la dovuta attenzione, poichè dovevo spostare l’auto dalle strisce pedonali. Salutala molto da parte mia, spero ci saranno altre occasioni. ”
Che è come dire ” brutto ciccione, si può sapere che cazzo di fine hai fatto, è un’ora che sei uscito con quella zoccoletta e non so dove sei finito, se non rientri in ufficio entro due minuti non te la do più fino al due giugno “.
‘Sta faRza. Tutte uguali le donne. All’inizio. Perchè noi no, non siamo gelose, noi no, non siamo come tutte le altre. Tanto poi finirà come me, a cercare gli sms tra Carrie e Foca, con la bava alla bocca. Tzè.
Ma non è un problema mio, questo.
Ho ripreso a lavorare l’otto, e l’otto stesso Praty si è licenziata.
Del resto, avevo preventivato che reggesse anche meno. Adducendo scuse poco credibili, si è ovviamente resa conto che la mole di lavoro è eccessiva, che il titolare è un cocainomane squilibrato, che fare l’avvocato non è il mestiere giusto per lei, che va in ansia anche solo se al mattino non trova i corn flakes vicino al caffè. Perciò, s’è data. E io sono di nuovo sola in una valle di lacrime. Sicuramente ci attendono nuovi colloqui e nuove maniaco depresse instabili che prenderanno il suo posto. Perchè la speranza di avere una persona normale al mio fianco mi ha oramai abbandonata.
Lo stesso giorno, ho ricevuto anche la visita di Deccy che, siccome non lavora più qui, quand’anche si possa dire che abbia mai ” lavorato “, e che aveva preannunciato, intorno al 26, che l’8 mi avrebbe portato il regalo di Natale.
Preparo il suo, e la aspetto. Un quarto d’ora prima che io vada via, la vedo arrivare dalla finestra. Parcheggia in doppia fila, ma c’è uno che deve uscire, così lei fa retromarcia per farlo passare. Poi, come sarebbe ovvio, non parcheggia al posto del tipo che è uscito. No.
Va un poco più avanti e si rimette in doppia, chiudendo il passo a due auto, invece che una, stavolta. Sale su, la saluto, le do il suo regalo.
” Ohhh ma Cattie, non ero venuta per questo (ma come no? Se me c’hai telefonato apposta?) perchè non sapevo che sarei passata!! Però ti ho portato un’altra cosa (se non sapevi che saresti venuta, perchè mi hai portato dell’altro?) ma non è il tuo regalo di Natale, te lo giuro. E’ che ho fatto il cambio di stagione (a gennaio?) e quindi c’è questa canottierina NUOVA che mi hanno regalato, ma io non metto, se la vuoi….”
Estrae una canottierina rosa porcellino scucita sul fondo, asseritamente nuova, in quanto dotata di etichetta riciclata da altro capo.
Perchè, mi chiedo io, perchè? Ma chi te l’ha chiesta?
Aggiunge finanche: “Però, ti giuro Cattie, questo non è il tuo regalo di Natale, anzi, guarda, ritorno a portartelo domani mattina”.
Non l’ho più vista.
Che almeno sia l’anno del mio fidanzamento.

AUGURI

8 Gennaio 2007 8 commenti

Intanto, buon anno a tutti voi.
Torno prestissimo con nuove esilaranti avventureeee!!!!
Sbaciuzzz

Ricoveratemi

17 Novembre 2006 24 commenti

Ieri mattina, prossimità Corso Trieste.
Sono in motorino, su una stradina in discesa a senso unico, avanti a me una porsche grigia, che procede lentissima.
Ho pazienza, ma non appena riesco a superarla, visto che sono in ritardo, incito il guidatore con un “coraggio, ie la poi fà”.
Si indispettisce, ovvio. Mi supera sgommando. Corre via. Al primo semaforo chiaramente lo raggiungo, lo supero nuovamente, nonostante si fosse posizionato al centro della carreggiata per non farmi passare, lui comincia a suonare il clacson come un esaurito, tira giù il finestrino, vuole scendere, gli sorrido, e gli dico “ma cosa suoni, ma non hai capito che era un modo per rimorchiarti perchè hai la macchina fichissssssima?”
Inutile dire che si incazza ancora di più, probabilmente vuole picchiarmi, ma io me ne vado e il poveretto, incastrato nel traffico, non può più raggiungermi.

Ieri pomeriggio, visita dal ginecologo preferito, anche detto “passera in mondovisione”. Un’ora e mezza di attesa, circondata da mamme gravide e bimbi rumorosi. Penso tra me e me ” Dio mio, come fanno a sopportarli, se avessi un bambino dopo una giornata come questa lo userei per sbattere il divano impolverato “.
Terminata la visita, il medico ” Signora Carrie, lei sta bene. Non c’è nessuna recidiva della cisti operata l’anno scorso, purtuttavia, è un problema che nel suo caso sicuramente si ripresenterà. Dobbiamo tenere il fenomeno sotto controllo. A parte l’utilizzo dell’UFO, ha pensato a qualche soluzione diciamo..più permanente?”
“Scusi dottore, in che senso?”
“Nel senso…non ha pensato a qualche evento riproduttivo?”
“Eh ma dottore, lei me lo dice tutte le volte, io…non saprei con chi, dove, come…e poi a me piacciono i cani, non i bambini”.
“Ah beh, non volevo esercitarle pressioni, è solo che lei ha…UNA CERTA ETA’. Deve proprio cominciare a pensarci”.
Mi cadono gli occhi sulla scrivania, dove le foto del tipo con i suoi tre bambini sono ben evidenziate in cornici splendenti. Ecco perchè.
A Vet manco ie lo dico, sarà meglio.

Uscendo, sono ferma al semaforo rosso.
Un golfista mi passa accanto, mi struscia lo specchietto, sostanzialmente evita la punta del mio stivale per un soffio, passa col rosso.
Suono e lo maledico lanciando anatemi ai suoi posteri.
Si ferma.
Il semaforo scatta.
Lo affianco.
Tira giù il finestrino ” Ma che cosa vuole che suona?”
“Cioè, famme capì, mi hai quasi rigato gli stivali nuovi per passare col rosso, e mi chiedi cosa voglio?”
“Il semaforo è rosso ma si può passare perchè qui ci sono i lavori, ma impari a guidare, se non siete capaci voi donne lasciate perdere”
” Infatti, ci sono i lavori ma il semaforo funziona, tanto che ora è verde. Ti dice nulla…rosso…verde…rosso…verde…se si alternano, dice che funziona. Tu passi col rosso e io devo imparare a guidare?”
“Ahh ma io le donne non le capiscoooooo”
“Siamo nervosetti eh….mi sa che a casa si tromba poco”.
Vado via rapidamente, prima che il golfista mi investa.

Oggi, poi, l’apotesosi, il culmine della sfiga di ogni stramaledettissimo venerdì 17.
Praty, ovverosia la idiotissima praticante che mi hanno agganciato alle caviglie da un pò, è decisamente più idiota di quanto si potesse anche solo pensare di supporre.
Mi chiama, quando è in giro per servizi di studio, di media una ventina di volte. Per chiedere di tutto. Carrie dove si compra il tagliando del parcheggio, Carrie devo salire al primo piano o al secondo, Carrie dove mi fermo, Carrie non so la via, Carrie non so gli orari, Carrie sono esaurita, Carrie mi scoppia la testa. L’apice pensavo fosse stato raggiunto qualche giorno fa quando, uscita da sudio da 5 minuti, mi chiama al cellulare chiedendomi ” Oddio scusa – con la sua vocetta da Memole coll’apparecchio e la zeppola – tu penserai che sono pazza, infatti lo so, che non sto bene, però ti giuro mi devi fare un super-super favore. Puoi andare al bagno e vedere se ho tirato l’acqua perchè ho il ciclo e non vorrei che gli avvocati trovassero sporco?”.
Vabbè.

Oggi però, ha superato se stessa.
Stamani sono stata con lei, assistendola al telefono, tutta la mattina.
Sostanzialmente, doveva ritirare un atto presso una agenzia, metterlo in una busta chiusa, preventivamente acquistata, e spedirlo con posta celere.
Operazione tropo complessa, si vede.
Appena uscita dall’agenzia, mi ha chiamata in lacrime e singhiozzi ” Carrie, no, guarda (avete presente Brignano quando fa l’imitazione della bambina isterica? Così) tigggiuro, mi hanno trattata male, hanno detto che sono ansiosa (noo, perchè, che malelingue ao!) e maleducata, che ho alzato la voce, solo perchè sono passata avanti a tutti per ritirare l’atto, ma io non volevo essere maleducata, non me lo vogliono più dare, adesso io non voglio più fare questo lavoro, anzi, non voglio più fare niente, oggi non voglio più parlare con nessuno “(viene lecito: cazzo m’hai chiamato affà?).
Cerco di calmarla, le consiglio un caffè e un tramezzino e due passi a Via Cola ,che i negozi sono aperti, prima di andare alla posta a spedire sta cosa.
Va finalmente alla posta.
Da li, mi ha chiamata sei volte per chiedermi come si compila il tagliandino posta celere (ce riesce anche Deccy, penso).
Ma il momento clou si è avuto quando, alla ottava telefonata, mi passa l’impiegato dello sportello che, poveretto, imbranato anche lui, e ormai sfinito, non sapeva più cosa doveva fare con lei.
Qualcuno vuole adottarla? Non è brutta.

Brividi, scoperte, conquiste

30 Ottobre 2006 23 commenti

Dunque…questo we è stato lunghissimo, direi infinito, pieno di novità.

BRIVIDI
Iniziamo dal fatto che sabato ho partecipato al matrimonio della nipote di Vet (che, non irrilevante, ha la mia età, l’età GIUSTA per convolare).
Ebbene, al detto matrimonio ha partecipato anche la piccola bastarda, ovvero sia la beneamata figliola strizzapalle di Vet, 23enne.

Non l’avevo mai incontrata prima, anche scoraggiata da Vet e parenti, che l’hano sempre dipinta come una vera infame, capricciosa, viziata, lunatica, furastica femmina. Il figlio maschio si, più malleabile, è un caso facile, lo conquisterò in breve, comunque non è venuto in quanto all’estero.
La piccola tigre, invece, dopo lunghi lamenti e lagne, è venuta.
Premetto che ho acquistato il vestito per la cerimonia almeno un mese fa, io che devo sempre anticipare le cose per il timore di trovarmi impreparata.
Giovedì, ore 18.00
Mi chiama Vet, che ha appena appreso che la figlia sta acquistando un tailleur per le nozze, con un certo top in tinta, in un certo negozio, molto noto in città.
E’ LO STESSO TAILLEUR E LO STESSO TOP E LO STESSO STRAMALEDETTISIMO NEGOZIO DOVE L’HO COMPRATO IO.
E, c’è da dire, porca paletta, abitiamo a Roma eh, mica a Minervino delle Puglie, che c’è solo un unico negozio sul corso.
Cazzarola, come fa ad avere scelto lo stesso negozio e lo stesso vestito?
Perchè è una stronza. E cià i radar da stronza.
Per cui, non poco sollecitata da Vet, che è in preda ad una crisi isterica da “comeconiugarefigliaefidanzataconlostessovestito”, ripiego su un altro abito, non poco irritata, certo, ma tutto si aggiusta, come dice lui.
Almeno, penso, abbiamo gli stessi gusti. Il che significa che ho il gusto di una 23enne. Oppure che io, a 32, (che carine, le cifre delle nostre età si scambiano tra loro, avremmo potuto usare le stesse candeline, ah, a saperlo) non sono poi così diversa da lei. Oppure che lei si veste da anziana. Oppure che sono sfigata. Oppure, che mi sembra la mejo, che è una stronza.
Sabato, ore 8.00
Vet possiede una smart. Per tale ragione si era già deciso da tempo immemore che la figliola sarebbe andata alla cerimonia con gli zii.
Per non trovarmi a fare la parte della stronza rubapapà, avevo suggerito a Vet di farla venire con noi, con la Carriemobile, o al limite, di farla andare con lui con la smart, che io sarei andata da sola, ma lui, fino a sabato mattina, aveva detto che andava bene così.
Improvvisamente, chissà perchè, forse preso dai rimorsi del cattivo padre, cambia idea e decide che la figlia DEVE venire con noi. Lei, inaspettatamente, acconsente subito, senza fare drammi, così sabato mattina Carrie va di corsa a far lavare l’auto, onde la piccola belva possa poggiare le sue regali terga in una Ka pulita.
Con non poca malizia, lascio casualmente il codice civile ed il codice penale sul sedile posteriore, affinchè il cucciolo di bestia, che studia legge (per questo è tanto bastarda, poi è anche del mio stesso segno, figuriamoci, due vergini che sanno di legge, ossignur, aprite i finestrini)ne fosse attratta e, magari, avremmo avuto qualcosa di cui parlare.
Andiamo a prenderla. Vet, che guida, mi impone di non muovermi dal sedile anteriore e la fa salite dietro.
Lei, nell’entrare, dice qualcosa come ” bauroarrrr” perchè, certo, un ciao non era. Ha ringhiato.
Sale, si accomoda, mi giro, le allungo la mano, e se non l’avessi allungata di molto non l’avrebbe neanche calcolata. “Piacere, Carrie”. Lei farfuglia il suo nome. Deglutisco a fatica e mi aiuto con una OLLSMENTOLIPUTSSS.
Durante il viaggio, però, mi sorprende non poco, chiacchiera assai, quando il padre mi aveva avvertito che non avrebbe aperto bocca. Ci stupisce con sorrisi e battute e racconti, e mi chiede finanche di che edizione sono i predetti codici. Uauuu.
Qualche giorno fa Vet cercava in un negozio un certo bagnoschiuma che piaceva alla figlia, alla fragola, diceva, ma non c’era. Così, il giorno successivo, passando davanti allo stesso negozio, non distante da casa mia, mi fermo e perchè no, lo cerco io, che magari le fa piacere. Lo trovo! Incredibile. E’ l’unico articolo non scontato ma chissenefrega, è per la figlia del mio amore!
Quando lo do a lui, gli dico “mi raccomando, non c’è bisogno che tu le dica che l’ho comprato io che, altrimenti, sembra la voglia comprare con un bagnoschiuma”. Infatti, in macchina, Vet “amore di papà, ti ricordi quel bagnoschiuma alla fragola che ti piaceva e non abbiamo più trovato? Carrie te l’ha comprato vicino casa sua”.
La pantera, acida come uno stracchino rimasto al sole d’agosto per tre giorni, risponde “era arancia e kiwi, e non fragola, e poi chissà perchè tutti mi regalano bagnoschiuma, eppure mi lavo”.
A questo punto temo lo svenimento, Vet risponde buttandola in caciara ” vabbè tesoro, ormai l’abbiamo preso alla fragola e te lo fai piacè”.
Ottimo. Signore, fammi sparire da questo sedile.
In chiesa, al “scambiatevi un segno di pace”, mi giro nella panca a tergo, stringo al mano alla vecchia zia di Vet, alla cugina; lei, il cucciolo di puma, è a braccia conserte, così mi allungo ancora di più, quasi scivolo, e le sorrido caldamente, e allora, finalmente, allunga la zampetta ungulata e stringe con l’energia di un diabetico la mia.
Pufff.
Grazie al Cielo, questa si che è fortuna, al ristorante siamo in due tavoli diversi. L’hanno posizionata con i giovani, che sollievo. Perciò, il tempo che passiamo non distanti è pochissimo, prima del pranzo, al buffet, e subito dopo, alla torta nuziale; è stato un matrimonio veloce, nel quale ho avuto il riscontro, almeno apparente, di tutto il pezzo di famiglia che non conoscevo, cioè la zia di Vet, e le cugine con i rispettivi coniugi e figli, che caldamente mi hanno salutata e invitata a vederci presto.
Lei però, la bastarda, che bastarda lo è anche, e non poco, con il papà, al ritorno va via con gli zii. Che non abitano lontano da lei, certo, ma considerando che lei ed il papà vivono a circa 3 km, era ragionevole e conveniente che tornasse proprio con noi ma, evidentemente, non ce la poteva fà, aveva già dato abbastanza della sua aurea presenza.
Alle otto, ho un cerchio alla testa che sembra mi abbiano operato alle meningi, un nodo allo stomaco che pian piano si scoglie, Vet è soddisfatto perchè dice che, per quanto è stronza e bastarda solitamente, oggi si è comportata da gran signora ed ha anche “chiacchierato”.
OmioDio. E quando gli girano, che devo fa, l’antirabbica?

SCOPERTE
Domenica mattina, è tutto finito, il primo passo è stato fatto, mi sento meglio.
Mi chiama il mio ex, quello del liceo. Ci sentiamo, che dire, ogni sei mesi, circa. E’ una amicizia da ormai 15 anni, ma viene coltivata ben poco. Siamo sempre rimasti in buoni rapporti e curiosamente lui mi ha eletto a consigliere e solutore dei suoi dubbi sessuali ed amorosi.
Ha una nuova ragazza, da un pò, che vuole conoscermi.
“Eperchèmmmai?” – chiedo io.
“Perchè dice che il nemico è meglio accattivarselo piuttosto che ignorarlo”
“Il nemico? Ma che cià la ragazza, i canditi nel cranio?”
“Beh sai, lei sa che sei stata la mia storia più importante (io lo apprendo adesso, dopo 13 anni) che per me sei una presenza fondamentale (non lo avrei mai supposto) e che comunque non hai pari (ohcielo).
E io non ho fatto mai nulla per alimentare tutti questi convincimenti. Tra l’altro, all’epoca, è stato lui a lasciarmi per un’altra.
Ma ho scoperto che si, anche io, Carrie, sono una ex.
Nel mondo c’è una donna che mi teme, che teme il mio ruolo, quasi istituzionale, e che mi vede come antagonista. Ammè. La donna meno competitiva della storia. Non è incredibile?

CONQUISTE
Non mi dilungherò. Dico solo che stamani, accanto alla colazione e al sacchetto del pranzo, che Vet mi prepara ogni volta che dormo da lui, ho trovato le sue chiavi di casa con un portachiavi giallo, brutto come Magalli, ma pur sempre un portachiavi.
Dopo lunghissime ed estenuanti trattative, durate mesi, Carrie ha estorto le chiavi di casa di Vet. Che, all’apparenza ingrugnato, mentre io mi facevo bella per venire a lavorare, alle otto del mattino spolverava al ritmo di salsa.

Carrie MAC BEAL

12 Ottobre 2006 24 commenti


Ormai, da tempo, ho rinunciato a capire cosa e perchè accade in questo studio.
Il titolare, per fare un favore ad un amico molto in vista, gli promette che prenderemo una giovane pulzella da questi raccomandata a fare quivi la pratica forense.
Bene, pensavo io, avrò qualcuno che mi da una mano. Sicuramente sarà una tipa sveglia e con un minimo di esperienza alle spalle.
Scccerto.
Ore 15.00, arriva la praticante che, per brevità, chiamiamo Francesca.
La mia stanza, dove Ella andrà collocata, dispone all’uopo di n. 2 scrivanie e n. 2 poltrone e n. 2 telefoni e n. 2 pc.
Le mie cose, ovviamente sono più belle, più grandi, più nuove.
Nel tempo, con il turn over di tutte le persone che ho visto ruotare su quell’altra scrivania, ho derubato la detta postazione di ogni accessorio a me più confacente, cosicchè la mia, già ab origine di livello nettamente superiore, è diventata con gli anni, dotata di ogni comfort, mentre all’altra è rimasto: una tastiera scolorita e zoppicante, un pc senza antivirus che spara ” attenzione mi distruggerò entro pochi secondi se non mi aggiorni ” ogni due o tre minuti, un telefono col filo attorcigliato, la poltrona sbilenca, la stampante avariata, il portapenne sfigato.
Ordunque, il titolare ci presenta e mi comunica che la giovane è laureata…da maggio. Non ha nessun tipo di esperienza. E, quando lei mi chiede dove si accende il pc, e se dopo ” ti chiedo l’elenco dei seguenti documenti ” ci vadano i due punti o il punto e virgola..apprendo, con non poca mestizia, che è una replicante della decerebrata.
Solo un pò più molesta, perchè laureata in legge, e come tutti noi laureati in legge, dotata di quel sottile senso di superiorità, anche se lei, giovane e fresca di studi, ancora non ne è cosciente (penso siano i brocardi latini che ce rovinano).
Bene, comunque, non è antipatica, è piuttosto umile (durerà tre o quattro giorni, la sua umiltà, ma me li godo e faccio il vip per ora) la metto a leggere un pappardellone di venti pagine, così sta buona.
Nel contempo vedo uscire l’avvocato furtivamente, farfuglia che deve andare a pranzo con non so chi.
Dopo pochi minuti rientra.
Nel frattempo mi chiama la decerebrata. Mi dice che l’avvocato l’aveva vista arrivare dalla finestra ed è sceso di sotto per ingiungerle di andarsi a comprare dei pantaloni, altrimenti non l’avrebbe fatta entrare a studio con la minigiropasseradirasatelloazzurroapiegoline.
Mi chiede consiglio su dove andare a comperare qualcosa di lungo. Posto che per lei, lungo significa appena più giù dell’osso iliaco.
Comunque, dopo circa mezzora arriva, con un vestitino al ginocchio, appena acquistato, taglia L perchè c’era solo quella, quindi le cade e pende da ogni dove, le bretelline le arrivano alle orecchie.
Ovvio che io non avevo idea che le due arrivassero contestualmente, altrimenti avrei evitato l’incontro.
La decerebrata, per brevità Deccy, appena arriva, esordisce con un ” ah, c’è questa qui oggi seduta al posto mio? “.
Francesca è un pò sgomenta, io rido, offro a Deccy la mia poltrona, così che finisce che l’unica che lavora, qui dentro, è seduta tutto il pomeriggio sulla scaletta a tre pioli.
Segue altra esclamazione della Deccy ” Ho deciso, Cattie, mi faccio il botulino, ora chiamo il chirurgo che è un mio amico “.
In diretta la telefonata.
“Sssccciao Marco, come stai tesssoro!”
“Ma chi è, mi scusi?”
” Come chi è, sono io, Deccy, il tuo ammmorre, non ti ricordi?”
“Oh certo, ora mi ricordo, come stai grande Deccy?”
“Benissimo, senti, volevo chiederti se per caso tu togli anche le voglie di fragola dal viso”.
“Le voglie?”
“Si, sai, le voglie, quelle di fragola, di caffè, di yogurth ”
“Voglie di yogurth? Mai sentite, comunque, sono più cose da dermatologi…poi è carina quella voglia che hai sul polso”
“Ma guarda, non parlo di quella, parlo di una che mi è spuntata ieri sul viso”
“Ieri? Ma Deccy, le voglie dicono siano congenite, sai”
“Con..cosa? Scusa non ho capito bene il termine”
“Nulla, Deccy, comunque, vienimi a trovare, poi vediamo il da farsi ( rejectus: vieni che dopo un lavorino sotto alla scrivania ti rifaccio gli zigomi gratis)”
Deccy è soddisfatta. Francesca, che assiste al tutto, è sempre più allibita.
Segue la infruttuosa ricerca di Deccy di qualcuno tra i ricchi e nobili della sua cerchia, che se la incolli per la serata. Ogni giorno, la sua abitudine è sfogliare l’agenda, piena di numeri di telefono, e ripetere a tutti la stessa, identica frase: “Sciaoooo tesssoooroooo Orsetto come stai??? Come non ti ricordi di me? Sono il tuo tessssorrroooo! Senti stasera vorrei andare a questo evento ma mi serve un cavaliere importante, di rilevanza, bello, insomma uno che puoi essere solo tu…verresti ? ”
Però, chissà come mai, le danno buca tutti. E quindi, fa ogni giorno 15, 16 telefonate uguali, fino a che non trova un pollo che le paga la cena e le regala qualcosa.
Nel contempo i due titolari stanno facendo la consueta partita di scopetta, che tutti lo sanno ma nessuno lo può dire, chiusi nella tana di uno dei due, per cui ogni tanto giunge solo qualche esclamazione che richiama vagamente una bisca ” Che culo che c’hai mortaccituaaa”.. ” Cazzo quella bottana di tua madre c’avevi l’assoo”…” Scopaaa!!! sisisisisisi ciò il culo rottooooo”

Ore 17.00. Francesca si prepara per andare via, mentre si infila la giacca Deccy (che nel frattempo non le ha mai rivolto la parola) esclama ” ah va via questa ragazza? Finalmente così ognuno si riprende la sua sedia, e rimaniamo da sole, io e te che ci adoriamo ”
Accompagnando la giovane alla porta, mi scuso per i modi di Deccy, e le chiedo se ha mai visto Ally Mac Beal.
Risponde, si, che è divertente.
Ecco, rispondo io, “qui è un tantino peggio, ne riparliamo fra un paio di settimane e mi dici se lo trovi ancora divertente “.
Tanto, fra due settimane, come tutte le altre, sarà fuggita verso posti di lavoro meno somiglianti al circo Barnum.

E’ ACCADUTO REALMENTE

5 Ottobre 2006 26 commenti


Al quasi scoccare del Margot matrimonio, ho afferrato il bouquet.
Non si accettano repliche, domande tendenziose, controinterrogatori, illazioni, incidenti probatori: E’ MIO EBBBASTA.

Essendomi, peraltro, sincerata presso importanti ed autorevoli fonti che, quand’anche il lancio fosse una puntina pilotato, vale lo stesso.
Perciò, statece!

Rif: http://margottina.blog.tiscali.it/zv2873345/#commenti

Del matrimonio

28 Settembre 2006 25 commenti

Ieri, un amico, mi ha chiesto perchè voglio tanto sposarmi.
Il dialogo.

- Insomma, Carrie, cosa ti spinge esattamente a questo desiderio irrefrenabile?
- L’ho sempre desiderato, fin da bambina.
- E che vuol dire?
- Che se a sei anni disegnavo tulle pizzi e veli bianchi, ci dovrà pur essere un motivo.
- Vabbè, ma cosa pensi, che se uno si sposa vive insieme felice per sempre amen, e se non si sposa no?
- Che c’entra, è una legittimazione formale.
- E senza non ci si può amare, fare figli, ecc?
A questo punto doveva scattare il ” ce sei venuto o te c’hanno mannato ” ma sorrido e rispondo.
- Certo che si può, ma io i figli li voglio fare all’interno di un matrimonio.
- Ma se mi hai sempre detto che i figli non li vuoi!
- Vabbè, insomma, nel caso che un giorno ne volessi, tanto vale che mi trovi già un bel pezzo avanti, no?
- Vabbè ma questa veste formale a che serve in sostanza?
- A tutelarmi.
- Contro che?
- Beh, per dire, se scazziamo e ci mandiamo a quel paese la casa coniugale restammmè.
- Quindi è un discorso solo venale?
- Ma no, che c’entra, è per amore, perchè così mi sento più amata, perchè ho molto più diritto di incazzarmi se rientra tardi la sera, pechè posso fare legittimamente la gelosa, perchè posso dire “ciao, questo è mio marito”, perchè nessuno mi chiederà mai più se mi sono sistemata, e poi si, è anche un discorso di pensione di reversibilità.

Insomma, diciamo che ai miei deliri matrimoniali giovanili, tutti puntati sul tulle e sul pizzo e sulla bomboniera a forma di pierrot e sulla orrenda fotografia delle nozze appesa sul letto al posto della madonna, e sul lancio del bouquet che poi quale lancio io il bouquet non lo lancerei mai, a tutto questo, nel tempo si è aggiunta l’esperienza professionale che insegna che una donna si DEVE sposare. In comunione dei beni. Con un uomo abbiente. E deve riprodursi, non foss’altro per tenersi la casa, quand’anche fosse dei suoceri, che tanto, sei femmina, madre, resta sempre a te, pensa un pò, la legge italiana.
Poi dice che non c’abbiamo vantaggi.

La decerebrata, posseduta dai neuroni e traboccante di intelligenza, come folgorata dall’intuizione del secolo ha suggerito:
- Ma scusa Cattie, tu prendi la pillola?
- In un certo senso, si.
- E il tuo ragazzo, lo sa?
(Glisso sulla gentilezza dimostrata nell’apostrofare ” ragazzo ” il fossile del paleolitico).
- Si, certo che lo sa.
- Ma scusa, non puoi non prenderla più, senza dirglielo?
- A quale fine ? – inorridita dalla possibile risposta.
- E’ chiaro, resti incinta e lui ti sposa. Lo vuoi capire che è l’unico modo? Non ti dirà mai no, penserà che è successo per caso e sarete tutti felici e contenti.

DATEMI UNA BERETTA. SUBITO.

32 lune

18 Settembre 2006 22 commenti


Dunque, per chi non lo sapesse ma soprattutto per chi se ne fosse dimenticato (LISA puoi riparare subito con una mail, un regalo, una telefonata e dei fiori) sabato 16 Carrie compiva 32 anni.
32 lune, di cui due trascorse a corteggiare Vet.

Venerdì 15 settembre, casa di Vet. A cena, lui dice che non mi ha comperato nessun regalo, che non ha trovato nulla di adatto. Ovvio, non gli credo, sta giocando. Anche perchè, lui non sa, che già da qualche giorno, nel libercolo dove appunta le spese, ho avvistato un “euro 500: varie”. Che non può essere altro che il mio regalo.
Scoccata la mezzanotte, esce sul balcone, torna con un mazzo di rose rosse che aveva sapientemente occultato nel vano della caldaia, rischiandone l?appassimento precoce, peraltro.
Voi non ci crederete.
Ho 32 anni, e sono le prime rose ROSSE della mia vita. Ho ricevuto delle rose si, screziate, rosa bianche, gialle, e dei tulipani rossi, delle gerbere rosse, ma mai, prima d?ora, delle rose rosse.
Il che, già cagiona una punta di luccichio nei miei pupilloni.
Però, subito rinsavisco e torno nella bestia lamentosa che alberga in me, e quasi mi urto, perché non scorgo biglietto alcuno nel detto mazzo.
Ringrazio, attendo il dono che sarebbe seguito, niente.
Continuiamo a vedere American Beauty, faccio la vaga, andiamo a letto.

Al mattino successivo, Vet mi porta il caffè a letto, cincischiamo per la casa tutta la mattina, dopo pranzo mi dice che il mio regalo è giù in garage.
Nel pomeriggio usciamo a passeggiare, prendiamo la Smart dal garage, non mi consegna né avvisto nessun pacco. Comincio ad innervosirmi.
Tornati dallo shopping, resto basita alla notizia che non ha organizzato nulla per la cena, nel presupposto che lo avrei fatto io. Sono due anni e spicci che stiamo insieme, tre compleanni sono passati da allora, i primi due entrambi mai festeggiati insieme per ragioni familiari, prima, e ospedaliere, dopo. E? quindi la prima volte che gli è concessa la possibilità di festeggiarmi in grande stile. E non la sfrutta!
Penso di infangargli la casa per punizione, torniamo a casa , ho su un muso da brontosauro lungo almeno due metri, lui non capisce perché io sia così rabbuiata. Sono le 19.00 e del regalo ancora nemmeno l?ombra.
Mentre si decide sul da farsi, prenota per la cena in una pizzeria dove andiamo solitamente, vicino casa sua.
Cioè, è il mio compleanno e tu mi porti a cena nella solita pizzeria??? A me, la quintessenza, l?apogeo della femmina lamentosa?
Ma Vet è uno che stupisce con effetti speciali. Speciali, almeno per me. Arrivati a casa, mi dice ?ma dai, disdico, restiamo a casa che piove ?, e si mette a fare le lasagne. Bicchieri di cristallo, candele, vino, torta e anche candelina.
Poi, dice, ? scendo un attimo a prendere in garage le sciocchezze che ti ho comprato ?.
E torna con due pacchi, contenenti un piumino bellissimo d?ochissimo ed una borsa della stessa marca deliziosissima ma, soprattutto, un biglietto, ma un biglietto, una nostra foto che lui ha stampato e sotto alla quale ha scritto delle cose, ma delle cose, così romantiche che?ancora piango.
E la decerebrata, invece, c?è rimasta male, che si aspettava un altro dono. Venerdì mi aveva augurato ? spero che ti faccia un bel regalo?magari un bell?anello?una fedina?oppure no, proprio una Beretta di brillanti ?.
? Scusa – dico io, convinta di aver sentito male quella B – una fedina o.. ? ?
?Una Beretta!! ?.

Mandiamola a ? La Pupa e il secchione ?. Lei non recita.

Stato civile Zitella

5 Settembre 2006 34 commenti

Cari amici, bentrovati.
Ieri è stata la mia prima giornata di lavoro, sicchè, voi capite, avevo l’umore da ” mi è morto il gatto sotto al 31 barrato ” e non me la sentivo di scrivere granchè. Poi però, nel pomeriggio, è tornata la decerebrata, inguainata in microgonna di pelle nera ( embè, l’estate sta finendo, oggi verrà con i collant presumo) microtop fucsia trasparente, e sandalo a cui il laccetto che lega la caviglia è stato sfilato via, pertanto camminava come la Cruz in ?non ti muovere?, un pò strascicando i piedi, che le scarpe le si sfilavano dai talloni. Il solito mignottone, in sostanza. Ma è tanto cara.
Ebbene, la mia estate è stata positiva, tutto sommato. Il viaggio in Bretagna superlativo, ho fatto delle foto spettacolari che andranno a comporre il mio solito libro post vacanze (ci sto lavorando già da sette ore) pieno di casine fiorite, gente simpatica (tutti, a parte i francesi, è più simpatico un astice nelle mutande, sono scortesi e supponenti, pare che pe strada ce stanno solo loro, e poi, pieni de bambini e de cani, ma che è? poi ho scoperto che al 4 figlio non pagano più le tasse, ecco perchè ne fanno uno ogni mattina, tacciloro) cibo ottimo ( frutti di mare in quantità, ostriche a iosa, a dei prezzi ridicoli rispetto ai nostri), ospiti cordiali (i proprietari dei bed and breakfast sono ordinati, puliti, gentili, quelli degli alberghi sono da investire con la macchina), strade allucinanti (si dice tanto che i francesi abbiano delle strade magnifiche, ma de che?? c’hanno sta fissazione della rotatoria che è pazzesca; eviterà anche gli incidenti, ma ti fa diventare cretino. Mentre segui una indicazione ecco che sul più bello non la vedi più, ti trovi davanti a una rotatoria, un cartello che dice ” tutte le direzioni? o ?altre direzioni? – altre rispetto a che? – e poi scopri che il cartello che ti interesava sta proprio sul mezzo giro della rotatoria, che per leggerlo però devi storcere la testa di 96 gradi, così che sulla rotatoria ce sbatti il muso, so imbecilli, nce gnente da fà).
Io e Vet, a core a core, siamo andati d?amore e d?accordo, abbiamo festeggiato il nostro anniversario in un ristorantino sul mare, vicino Mont. S. Michel, a ostriche e vino bianco, insomma, tutto molto romantico.
Piccola parentesi, perché non voglio rovinarmi la mattinata al ricordo, certo che gli ho chiesto di sposarmi. Cioè, in verità gli ho anche fatto un piccolo sconto, essendo in tema di saldi estivi, addivenendo anche solo alla semplice convivenza.
Questo il dialogo:
Carrie: ?amore, io non posso vivere senza te, ti amo, so che se non te lo chiedo ora me ne pentirò per sempre, te lo chiedo adesso, davanti a questo panorama mozzafiato ( immaginate: la costa bretone di granito rosa, un faro, poche persone, vento fresco, nulla più) ti prego amore, inizia questa pratica di divorzio, ti faccio tutto io, sposiamoci, saremo felici, non ti deluderò mai, sarò sempre al tuo fianco, ti amerò per sempre, e se non vuoi sposarmi, almeno andiamo a vivere insieme, vuoi?
Vet: ?No?.

Ecco, riprendetevi, che a me mi ci è voluta una mezza giornata. Poi si, abbiamo parlato, ci siamo spiegati, ma la risposta è più eloquente di qualunque scusa posta a supporto della risposta medesima.
Al ritorno dalla Bretagna, giusto due giorni a Roma, e via per Capoverde, vacanza che invece, col senno di poi, mi sarei risparmiata. Bel mare, buon clima, ma una desolazione, una povertà peggio che a Luxor, ti fanno un po? venire voglia di tornare a casa tua. Comunque, sebbene non soli ma accompagnati dalla coppia di amici suoi, oramai anche miei, siamo stati bene, meglio di quel che io mi aspettavo.
In queste vacanze io e Vet non abbiamo (quasi) mai litigato, al ritorno da Capoverde io avevo ancora una settimana di ferie, lui , invece, doveva tornare a (fare finta di) lavorare. Avrei voluto che fosse stato lui a dirmi : ? ma Carrie, fermati a casa mia, tanto io lavoro mezza giornata al massimo, tu ti fai le tue cose, poi ce ne andiamo al mare insieme o qualcos?altro ?. Ebbene, visto che lui non ce pensava pe gnente, quando siamo tornati dal viaggio sono andata a casa mia, così, per darmi un tono ( e disfare la valigia) poi, delicatamente e gentilmente, il giorno dopo sono tornata da lui perché?ehm.?passavo da queste parti ?, diciamo, e così per tutti i giorni a venire, fino a che non si è arreso e mi ha accolto, cedendomi (in comodato d?uso gratuito per una sola settimana) le chiavi di casa, così che io potessi andare e venire, far la spesa, comprare il giornale, andare al mercatino.
Quando un giorno è tornato dal lavoro, io lo attendevo bramosa, si è seduto sul divano, e io, carezzandolo dolcemente, ho sussurrato un ? amore, che bello rientrare qui con le chiavi?.sentire il tuo profumo sulla porta?andare a far la spesa per noi due..? , al suo non rispondermi, pensavo che stesse meditando sulla eventualità di cedermi il mazzo di chiavi per sempre?invece il suo silenzio era solo dovuto, più semplicemente, al fatto che con le mie soavi parole si era?addormentato.

Gnela posso fa più

2 Agosto 2006 31 commenti

Ci siamo.
Lavoro oggi e domani.
Poi, fanculo tutti.
Non ne posso più, questo luglio allucinante, trascorso in un ufficio senza aria condizionata, mi ha devastato.

Il condizionatore si è rotto un anno e mezzo fa, d’inverno.
Feci presente la cosa al titolare, provai a farlo riparare ma è risultato troppo vecchio e andava sostitutito, il capo mi disse “ora è inverno, si arrangi con la stufetta, poi d’estate vedremo”.
E d’estate non abbiamo visto un bel ciufolo.
Qualche giorno fa, sempre lui, esce dalla sua stanza polare, dove pretende gli venga accesa l’aria condizionata al mattino presto, così che quando arriva la trovi sufficientemente gelida, entra nella mia, che sembra…non so, Naama Bay, per fare un paragone poco calzante, visto che qua è più caldo.
Appena entra da me, incazzato come un furetto:
“Carrie, ma dico io, si può sapere perchè non accende l’aria condizionata??!!”
Io, incredula:
“Perchè è rotta da un anno e mezzo?”
“E si può sapere perchè queste cose non me le dice?”
“Ma se le ho messo i preventivi di quello nuovo sul tavolo nel marzo 2005?”
“Vabbè, adesso mi chiami il Sig. Rossi”.
Come dire, ho detto na cazzata, ma non lo ammetterò mai.
Il nostro rapporto è fatto così. Dice, parla, fa, disfa, rompe i maroni, e io faccio da pungiball a tutte le sue storture e paturnie quotidiane.
Motivo per cui gli auguro di trascorrere l’estate più brutta della sua vita, di ustionarsi le chiappe tanto che dovrà farsi una plastica, di perdersi la figlia mentre è in crociera, di dover terminare anticipatamente le vacanze perchè sua madre, colta da un attacco di amnesia, verrà ritrovata in camicia da notte a Piazza Euclide senza sapere come ci è finita, perchè gli si allagherà la casa, perchè gli andrà a fuoco la Jeep parcheggiata in strada, perchè la ex moglie avrà una gravidanza isterica e avrà bisogno della sua assistenza, perchè la seconda ex moglie invece, colta da un attacco di gelosia, rivelerà alla sua attuale compagna che si vedono e si sentono ancora, perchè entreranno i ladri a studio e ruberanno solo il suo pc, la sua poltrona, e tutta la sua collezione di videocassette porno che lui pensa siano ben occultate nell’ultimo casetto del comò, ma io lo so che stanno lì. Tiè.

Buone vacanze a tutti:)))