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Archivio per la categoria ‘Società’

Bouquet cercasi – anche a pagamento, pare che funziona

3 Luglio 2007 7 commenti


Giovedì sera, il giorno precedente il matrimonio di Sissi, dopo cena, forse – e spero – sufficientemente avvinazzato, Vet ha esordito con un ? amore, mi prometti che domani farai la brava? ?.
Il che, per carità, può voler dire tante cose, non farti scappare la pipì in chiesa, non ti sporcare il vestitino nuovo, non incastrarti i tacchi a spillo come al tuo solito nel primo sampietrino che capita.
Ma siccome io non sono Sissi, alias non sono scema, avevo già in mente l?immagine del lancio di coltelli che sarebbe seguita a questa avventata, quanto inopportuna frase.
Ma, restando sul vago, ho optato per un ? di cosa stiamo parlando, amore ??, lasciando a lui, se credeva, la possibilità di impiccarsi da solo col laccio della presina.
E lui, non pago, impavido, prosegue con un ? voglio dire, evitiamo di litigare domani sera, so che per te è una giornata difficile, è una delle tue ultime amiche che si sposa, lui ha la mia età, insomma non vorrei che finissimo per discutere ?.
Solo un sms calmante di Margot è riuscito ad evitare che scagliassi il ferro da stiro contro quel bel visino.
Cioè, ma quanto sarai cretino?
Ma gli uomini, mi chiedo, non diventano un minimo saggi nemmeno a 50 anni?
Vuoi evitare un certo tipo di discorso DOMANI SERA quindi me lo anticipi STASERA pregandomi di non aprirlo DOMANI SERA?
Ma i neuroni tuoi so? annati a giocà a nascondino co? le particelle de sodio dell?acqua Lete?
Dopo fugaci chiarimenti, lui ha voluto spiegare l?orribile affermazione con ? volevo dire che noi del nostro futuro abbiamo già parlato, abbiamo detto che, al tempo giusto, faremo ogni cosa anche noi, non vorrei che questo evento fungesse da acceleratore ?.
E che me accelero che devi ancora divorzià? Dovrei prima investire la ex moglie.
Così che, iure hereditatis, ci potessimo anche appropriare dell?altro appartamento.

La mattina seguente, agitata più che mai, apro gli occhi alle 6.30. Cioè, mezzora prima che il parrucchiere andasse a casa di Sissi a coprirle le orecchie a sventola con l?acconciatura.
Indosso l?abito a pois, infilo il cappello da Grace.
Fuori dalla chiesa, tanta gente addobbata nelle guise più curiose.
La madre della sposa col classico capello a panettone.
La testimone, con vestito charleston fucsia e piumette in tinta sulla testa.
La mia amica F., che per me s?è rifatta le tette, d?improvviso sono espanse e sode e abbondantemente esibite in un modellino da geisha. Che, non ha bisogno del cuscinetto sulle chiappe perché è già accessoriata del suo.
L?altra mia amica M. con un cappello a piantana, che fa molto abat jour.
I presenti, metà bolognesi e metà calabresi, si studiano vicendevolmente.

Sissi arriva, accompagnata dal padre, fiero maresciallo, con tette balconate che straripano anche sugli invitati, incede con passo deciso attraverso le navate del monastero, andando a chiudere con un semplice si il cerchio di tutte le sue fatiche.

La cerimonia troppo lunga, condotta da prete cabarettista ed accompagnata da canti parrocchiali oltremodo anni 80, strema le forze di ogni presente, i bambini sono annoiati, Vet vacilla dietro alla cravatta, mentre io realizzo un vero e proprio reportage, traendo in inganno chi pensava stessi compiendo un servizio fotografico per l?intenso legame che mi lega alla sposa, ignorando che stavo solo testimoniando gli eventi per le mie amiche blogghers.

La giornata è proseguita gradevole, unica nota stonata, i sampietrini protagonisti di ogni pavimento, tra i quali ho lasciato numerose parti dei miei sandali sogno_di_sposa.
Ho mangiato dolci e bevuto alcool a sufficienza da sedare il mio nervosismo e da sembrare perfettamente padrona della mia relazione, completamente sotto controllo il corso degli eventi che porteranno anche me alla chiusura del cerchio.
Fino a quando la donna panettone, vedendomi non ha esclamato ? Carrrieeee quanto teeeempo!!!! Questo è il tuo fidanzato! Che occhi sembra Poll Iuman! E voi, a quando le nozze? ?
Guardo Vet che, forse temendo che il ferro da stiro sarebbe arrivato con un giorno di ritardo, ha risposto sorridendo ? presto ?.
Che vordì presto? Presto pe? chi? Presto rispetto a che?
Poi, quando si parla di matrimonio, non è mai troppo presto.

Ed ecco, i momenti finali.
Stavolta, non avevo che pochissime rivali.
Le mie amiche, tutte coniugate.
Le colleghe di Sissi, pure.
I parenti, troppo anziani.
Era mio.
Poi, secondo un ordine di scuderia sottinteso, ma pur sempre esistente, dalla amica più importante era stato passato a quella meno, da quella meno a Sissi, da Sissi?c?ero io, stavolta.
Peraltro, Sissi è proprio l’ultima di noi che ha acchiapato quello dell’ultima sposa, un anno e mezzo fa, durante quel match che ci ha visto lottatrici di wrestling, e che l’ha vista vincitrice solo a fronte di un lancio pilotato che però, dati gli acadimenti odierni, pare che sia comunque risolutivo.
E? il papà a ricordarle il tradizionale lancio del bouquet, che lei, stolta, stava per dimenticare.
Si guarda intorno con l?aria spaesata e dice ?ah si?devo lanciare il bouquet?..un po? esitante.
E? stordita dall?alcol o dall?ebbrezza dell?addio allo zitellaggio?
E? indecisa verso quale delle sue amiche indirizzare il lancio?
E? troppo presa dai suoi punti mille miglia?
Ie fanno male le scarpe?
E? na stronza?
Bona l?ultima.
Mi distraggo un attimo, bevo un sorso di vino, amoreggio con Vet, ed ecco, tragico scenario: una delle invitate, che peraltro era stata al nostro tavolo durante il pranzo, saluta tutti ondeggiando qualcosa nella mano destra. E? lui. Me lo ha scippato.
Vado decisa verso la sposa, e le sussurro ? se po? sapè che te dice er cervello? Vabbè che ultimamente non ci siamo frequentate molto ma?che mi significa regalare il bouquet a quer manico de scopa che c?avrà quasi 50 anni? ?
Lei, con tono comprensivo ? Ecco, appunto, il suo, di fidanzato, temporeggia da 20 anni, lei ne ha 46, che dici, non je lo potevo non dà! E’UN CASO UMANO PEGGIO DEL TUO. ”

RACCOLTA DIFFERENZIATA

5 Giugno 2007 14 commenti


Il matrimonio più temuto si avvicina.
La mia cara ex amica, che per ovvi motivi ci tiene taaaantissimo ad avermi presso di sè – e con me l’amato Vet – nel giorno in cui diventerò più verde di Hulk, ovvero alle sue regali nozze, ha organizzato una serie di pre e post celebrazioni che manco Sissi quando ha saputo che sarebbe diventata imperatrice.
Così, a quaranta giorni dall’evento, è stata organizzata la sua festa di compleanno.
Che, dico, uno già deve sopportare di vederti infarcita di bianco per il matrimonio, anche tempestata di lustrini per festeggiare le 33 lune no.
E così, visto che nè io, nè Vet, je la potevamo fà, ho dato forfait adducendo una trasferta fuori Roma, perchè si sa, il mio fidanzato è atleta, e cià le gare, e io lo seguo, come un impresario, sissì, mica come il suo, che ciavrà anche 3 anni meno, ma in più ha l’addome batraciato.
La settimana seguente, non paga, a distanza quindi di soli 7 giorni dal compleanno, viene organizzato il suo addio al nubilato, degno di una principessa araba.
Ricevo l’sms di una sua collega, che neppure conosco, la quale mi annuncia che – testuale – ” è stata individuata una struttura per festeggiare l’addio al nubilato di Bacheca….ecc.ecc.”
Trattavasi di un noto stabilimento balneare del lido, che, manco a fallo apposta, è stato spettatore del mio primo appuntamento con Vet, figuriamoci se avrei mai potuto appannare quell’infuocato ricordo con la faccia di Bacheca.
Nello stabilimento suddetto, l’addio al nubilato – che da che mondo è mondo, si svolge la sera o due sere prima delle nozze, non un mese, ed in genere con una cena seguita da spogliarelli di unti uomini già seminudi – consisteva in:
lettino – ombrellone – grattachecca – aperitivo – pranzo – percorso benessere – brindisi finale e chi più ne ha più ne metta.
Praticamente dovevo passare le ferie lì.
Ah beh, poi, in ultimo, non d’importanza, il tutto per una modica somma, che neanche menziono per quanto è scandalosa.
Così, una come me, che non la sopporta, e tanto mai sopporta il fatto che si sposi, oltre a farle un simpatico bonifico per mandarla a riposare un mese all’estero, oltre a comprare un abito che al suo cospetto la sposa sembri un pois su un vestito a pois, ed un cappello da diva e delle scarpe da urlo, avrebbe anche dovuto sostenere un costo rilevantissimo per brindare al fatto che, ahilei, non sarà più zitella.
Ma ammazzate cor tubo der gas!
E quindi, ho elegantemente declinato anche codesto invito, assumendo di dover seguire il mio celebre maratoneta in giro per l’Italia.
Qualche mattina fa, per non bastare, mentre ero in seduta sfinaterga al centro estetico, la mazzata finale.
Ho da leggere la mia EX rivista preferita.
In copertina, insieme alle diete a base di tofu dell’ultimo momento, del bikini che diventi Paris Hilton, dell’estirpapeli al cloroformio, un suggerimento davvero prezioso: ” ABITO DA SPOSA? NON GETTARLO, PUOI RICICLARLO! ”
‘Aaaveccelo!!!!!!!!

Prove di maternità

3 Maggio 2007 20 commenti


Orsudunque,
siccome la partecipazione della mia amica bastarda tardava a giungere, qualche giorno fa le ho inviato un sms per averne contezza, e lei prontamente mi ha richiamata.
Per spiegarmi che la celebrazione avverrà di mattina, che come regalo di nozze desiderano denaro contante, per il viaggio di nozze di UN MESE che ? mortacciloro ? faranno negli stati uniti e alle hawaii (che le si incastri una ghirlanda hawaiana nei denti), per chiedere, manco a dirlo, se avessi progressi di rilievo da notiziarle riguardo la mia love story.
Non mi dilungo volutamente sulla circostanza che la detta amica non mi ha mai chiamato, messaggiato o scritto né risposto alle mie telefonate, e mail ed sms e che, invece, alle 8 del lunedì seguente, puntuale come la morte, arrivava la sua mail con le coordinate bancarie.
Ma ti clonassero il bancomat .
Comunque, qualche giorno dopo è arrivata la nota partecipazione, e Vet non ha fatto una piega. Quest?uomo cederà, me lo sento.
Il giorno di Pasqua, nella sua casetta umbra (che lui chiama la NOSTRA casetta, vorrei sottolinearlo grassetto ma non ne sono in grado) sono venuti i figlioli prodighi a pranzo da noi.
Ebbene si, la piccola belva 23 enne ed il belloccio 21 enne (che se non fosse che cià solo 21 anni, è tutto er padre?.gnam) si sono scomodati da Roma per pranzare col papà e con la MATRIGNA.
E mi hanno portato un uovo, rivestito di tulle rosa, al papà uno uguale, però verde.
Ci mancava poco che mi mettessi a piangere.
Si è mangiato, si è chiacchierato, si è finanche fatta la passeggiatina digestiva per le viuzze del paese, con sosta in chiesa.
Che ne so, beatificateme.
Tanto, quando si renderanno conto che, con il mio matrimonio, voglio scippare la pensione di reversibilità alla loro mamma, mi odieranno e finirà questo idillio.
Ma veniamo ai giorni nostri, e quindi all?appena trascorso ponte del primo maggio e della fava e della pecorina.
Vet che, certo, ha la sua età, bisogna capirlo, bramava già dallo scorso anno di trascorrere qualche giorno sulla riviera adriatica.
Ed io, che vi ero già stata una quindicina di anni fa, non premevo per tornarvi. Me lo figuravo come un posto, Riccione, pieno di vitelloni sgangherati col capello ostinatamente lungo anche se demodé oltre misura, di zoccolette minigonnate stivalate che aleggiano per i locali, ma soprattutto, di bande di famigliate e caratterizzato da un mare piatto e cupamente oscuro.
Non mi sbagliavo, ma anzi, è molto deppiù.
Non potevo certo immaginare di finire dentro ad un FAMILY HOTEL.
Ovverosia, uno di quegli alberghi appositamente attrezzati per bambini, con le bici col seggiolino, con i seggioloni colorati, con lo spazio animazione, con i clown, con il menù bimbo, con il distribuisci pannolini, con il parcheggio passeggini.
Ennò.
Orde di piccoli nani urlanti, camerieri veloci, papà devastati, nonne zelanti, mamme esauste, col viso sfinito e adornato solo da un tenero mollettone giallo che, oltre a voler tenere su i capelli ormai unti, vorrebbe sostenere anche una stanchezza dilagante fatta di notti insonni.
Voci da incubo, piccoli gollum che lanciano cucchiaiate di pappe al pollo sulle felpe sogno di sposa altrui, ruote di passeggini sulle ballerine nuove, belvette che giocano agli apaches davanti alla tua porta alle sette del mattino, vociare continuo che impedisce la conversazione, ed al centro di una sala ristorante che vedeva protagonista la tenera età, con una media di 2/3 marmocchi per tavolo, manco fossimo in Francia, dove dopo il 4 figlio non pagano più le tasse, noi.
Io, brillantinata come na palla de natale e Vet, bello, profumato, sfigurati da olezzi di omogeneizzati al tacchino.
Roba che m’era quasi venuta la voglia di acquistare delle terribili calzature Birkenstock con le stampe di fragola. Roba da matti. Perdi il lume in mezzo a tante mamme che basculano dietro ai figli primi passi. E devono stare comode, hai visto mai gli scappasse un ragazzino in strada.
E la proprietaria dell?albergo, querula, ci dice: beh ma ad una coppia (ed ha avuto il buon gusto di non dire GIOVANE coppia ) con tutti questi bambini intorno, magari gli viene voglia di farli, no?
NO.
Mi sono rinfrancata solo perché alla partenza mi ha detto ? tornate presto, vi aspettiamo, lei e Suo marito ?.
Ahmbè. Almeno siamo credibili.

Perchè io valgo – disse l’alluce

28 Marzo 2007 23 commenti

Dice che è primavera.
Ogni tanto tuona, io le ballerine nuove me le sono messe comunque, anche se diluvia, ma è pur sempre primavera.
La mia amica-nemica che si sposa in giugno mi ha mandato un sms, chiedendomi dove deve spedire la partecipazione per me e Vet.
Ho avuto il solito conato pre-festeggiamento altrui, poi ho risposto ” mandala a casa di Vet, Via ecc ecc.”
E lei, insiste, bastarda:
” devo mandarla a Carrie e Vet, col cognome di Vet?”
” Ccitua – penso sommessamente ed aggiungo – si, mandala così ”
Tanto non potremo partecipare perchè a Vet, quando vedrà il mio ed il suo nome accostati insieme al SUO cognome, nella SUA cassetta postale, gli verrà un ictus.
Sono diventata una gazza ladra. Voglio, desidero ed acquisto ogni cosa che faccia ” sogno di sposa “.
Così, ho le sneakers_sognodisposa, la cintura tutta tempestata di brillantini_sognodisposa, gi orecchini a forma di stella_sognodisposa, il fermaglio pieno di brillanti_sognodisposa e, finanche le ballerine silver_sognodisposa. Sogno, si, giusto quello, che, per ora, se continuano a sposà solo gli altri.
La mia esistenza argentata prosegue uguale, ho recuperato una vaga salute dopo un periodo di TUTTOILCORPO_algìa.
Ho attraversato indenne il Vet compleanno, e per mia somma gioia la ex più bastarda di tutte s’è dimenticata di fargli gli auguri. Dio volesse che sia diventata missionaria in sud africa e non torni mai più.
Sto cercando di recuperare anche una forma fisica, purchessia, forma di qualcosa, almeno.
Così, ai quotidiani esercizi per la parte inferiore dell’essere, ho abbinato il massaggio smuovi cellula manuale e meccanico.
Teribbile. Sono ancora più stressata che, concertare con 3 centri estetici gli orari e le sedute e conciliarle con il lavoro, con la lampada (che il colore ha la sua importanza) con la fisioterapia, con il controllo vettesco, con lo shopping, con la piega dei capelli, mica è facile.
Però, è quasi Pasqua.
Avrò qualche giorno per riposare, io e Vet staremo in campagna tra una bruschetta ed il camino, e magari riuscirò ad estorcergli qualche promessa, che ci sta sempre bene.
Le mie amiche sono ormai quasi tutte gravide, quest’anno sarà costellato invece che dai matrimoni ( parte quello della strega) dai battesimi, siamo passati alla fase B, e ci avviamo serenamente verso i 35, chi con un passeggino, chi con una bomboniera, chi con uno spray schiarente, che tutto si può sopportare, ma il capello deve essere biondo. Sempre.

Medieval party

19 Febbraio 2007 23 commenti


Si, in effetti abbiamo fatto pace.
Finanche, ci siamo visti per il S. Valentino, lui ha messo su una tovaglia rossa, una candela rossa, ed i portatovaglioli a forma di cuore che gli ho portato da Lipari. Io, gli ho portato degli gnocchi rossi, di patata e pomodoro, a forma di..cuore. Non siamo vomitevoli? Sissì. Scambio di doni e di biglietti, anche.

Sabato, la mia Grande Sorella festeggiava i suoi meritati 40 anni, e siccome non ero paga di aver passato la domenica precedente con lei ed i suoi amici gruppettari, a mangiar polenta in un casale senza riscaldamenti, ho pensato bene di sfidare l’ignoto, e portare Vet anche alla mega- festa, dove sarebbero stati presenti anche i miei cari parenti.

Sapevo solo che trattavasi di una festa organizzata in stile medievale.
Che vordì, direte voi. Che da mangiare ci sarebbero state pappette di ceci, piselli, lenticchie, sformati di ceci e lenticchie, patate su patate, e che il party sarebbe stato rallegrato da giocolieri e giostre dell’epoca, e da musica in tono, ovviamente. E che, presumibilmente, ci sarebbe stato qualche scemo in calzamaglia. Detta così, sembra un’idea carina.

Nel pomeriggio tento invano di contattare Vodafone o i miei, per conoscere l’indirizzo, dopo aver verificato che Vet fosse nello stato d’animo idoneo per accompagnarmi. Niente. Nessuno è raggiungibile. Sapevo solo che si svolgeva in quartiere Torrevecchia ove (che velo dico affà) se ritrovi la macchina dove l’hai lasciata, già te poi considerà fortunato.
Vet storce la bocca, sostenendo di non sapere nemmeno ” come ci si arriva “.
Lo dirigo io, mentre continuo a cercare qualche parente al telefono, ed ormai quasi arrivati sul posto, finalmente apprendo da un invitato l’esatta locazione.
Pronti?
SANTA MARIA DELLA PIETA’.
Per i non romani o per chi non lo sapesse, l’ex manicomio. PADIGLIONE B.
Giuro, èvvero, dentro a qualche padiglione ormai in disuso, ha preso alloggio una sorta di centro sociale, infatti al piano terreno c’era proprio un concerto rock. Vody, invece, ha pensato bene di festeggiare al piano secondo.
Orbene, per chi non lo conoscesse ancora, Vet è quanto di più maniaco dell’igiene-signorino-precisetti-fighetto si possa immaginare.
Quando ci siamo resi conto, ho proposto di andare via, ma ormai eravamo li e …ci aspettavano e…entriamo. Vet è preoccupato per il suo giubbotto nuovo. Io per le mie scarpe Barbie sogno di sposa. Lui proclama che dentro a un manicomio non si siederà mai, che altrimenti nemmeno la tintoria potrebbe lavare via i bacilli.
Già entrando, riconosco l’atmosfera tipica del centro sociale: quattro sciamannati con il clasico maglione lento e contemporaneamente infittito ( ma come fanno?) circondati da una nuvola fumosa, vagano tra sculture non meglio identificate. Saliamo al primo piano e….eccolo qui, mio papà è stato travestito da menestrello, pover’uomo, che farebbe per la figlia.
Meno male che Vet i miei li conosce già che, altrimenti, l’impatto sarebbe stato troppo forte.
Ed eccola, sopraggiunge mia madre, con tunica fucsia e cinta di corda e tipica veletta medievalstyle…vojo morì, adesso.
Vet sorride, e fino a che sorride, tutto ok.
Ma il meglio è proprio Vodafone che, siccome pesa quell’ottantina, giustamente s’è messa la tunica pure lei, che sfina. Color oro, però.
Balla al centro della sala, sulle note di qualche flauto, zompettando come se avesse sei anni e i genitori l’avessero portata ad Eurodisney.
L’uomo di Vody, seduto su un tipico sgabelletto, con una coperta avvoltolata intorno, recita la parte di un santone che, con bastone ricurvo, legge e profetizza con pergamene e candele.
Ci buttiamo sul cibo, consapevoli che le pappette di legumi cagioneranno degli effluvi poco gradevoli almeno per due giorni.
I giocolieri ed i trampolieri ci dilettano con le loro acrobazie, mio papà riprende tutto con la videocamera, nsia mai si perdesse qualche performance, Vody tiene la giostra dei nastri e tutti i suoi amici le girano intorno (e gira tutto intorno lei, vedi che lo slogan ritorna sempre).
Un vecchio amico di Vody mi riconosce.
“Daiiii Carrie, sono anni che non ti si vede! Ma che ce fai qua?”
“Eh, dice che è la festa di mia sorella, non potevo mancare, fa 40 anni…”
“Beh vabbè ma hai ADDIRITTURA portato il fidanzato…non hai paura che ti lasci?”
Non ci avevo pensato. Mi volto. Vet ha l’aria confusa, come dopo un sinistro stradale.
Saluto cordialmente tutti.
Per oggi forse è abbastanza, non forziamo la mano.
Lo zio sindacalista, la zia ipocondriaca, il cuginetto rosa antico (frutto della commistione di zio romano e colf somala), il nipote down…me li conservo per un’altra volta.

La maledizione della Peroni

31 Gennaio 2007 18 commenti

Non è contro-pubblicità, pubblicità occulta, messaggio piu o meno subliminale.
E’ proprio vero.
Quel posto porta incredibilmente sfiga.
Almeno, ammè.

1992, 16 settembre
Oggi compio 18 anni. Sono fidanzata da due anni con G., lo adoro e penso mi adori anche lui. E’ un pò rustico, a volte, ma è di buona famiglia, essere sgarbato fa parte del suo personaggio, ma sotto sotto è dolce e mi adora.
E’ tutto il giorno che aspetto davanti al mio telefono a disco rosa, rosa come il copripiumone, come l’abat-jour, come lo scendiletto, come il lampadario, come le pareti. Forse dovrei smetterla co sto rosa. Che, in effetti, ormai sono grandicella.
Chissà perchè non suona. Non se l’è mica dimenticato, nonnonnò, è solo che è impegnato. Eccerto, uno studente ripetente di 18 anni, come volete che non sia molto impegnato?
Chiudo gli occhi e comincio ad immaginare la serata che mi attende.
Lui viene a prendermi. Col sì. Ebbè, la macchina non ce l’abbiamo ancora. Ma va bene uguale. Io mi vesto bella, coi capelli belli cotonati. Ao, cotonati, si, è il 1992, poco va andavano ancora le maniche a pipistrello.
Lui mi porta un mazzo di rose rosse con un bigliettino amorevole e mi porta a cena in un posto bellissimo ed elegante dove mi ricorderà che ami ama, e mi regalerà un anello stupendo.
Sono le 19.30, minchia. Ma dove cazzo è finito? Prima che la mia serata sia vanificata in un mare di fantasie, lo chiamo io. Se si è dimenticato della mia festa, glielo ricordo, così che tutto non vada in fumo, non si può avere tutto dalla vita oh.
- Amore, ciao, ti ricordi che giorno è oggi?
- No, veramente no.
- Ma amore, è il mio 18 compleanno!
- Ah. Significa che ce dovemo vedè??
- Eh beh, amore, non festeggiamo?
- Vabbè, te porto in un posto, e te vengo pure a prende, ma solo se paghi te.

Andammo a cena alla Birreria Peroni, a mangiare crauti e salsicce. E pagai io.
Non portò nessuna rosa e nessun biglietto, non ricevetti nessun anello, ma una penna stilografica. Poi, quando vuotai il sacchetto della confezione, scoprii un biglietto che diceva “a G. per il giorno della sua cresima, tanti auguri dalla zia Carla “. Era riciclata.

Un giorno di febbraio, 2005
Io e Vet stiamo insieme da qualche mese, ormai sono pazza di lui!!!Abbiamo passeggiato per il centro, e ora ci fermiamo a spizzicare qualcosa alla Birreria Peroni, qui, dietro Piazza Venezia. Quanti anni che non vengo qui! Certo che ero proprio una ragazzina deficiente e cotonata a quei tempi.
Ceniamo.
- Amore, quanto ti adoro, non puoi capire, sono troppo innamorata di te!!!
- Mi ami pazzamente eh. Cosi tanto che non potresti vivere senza me?
- Ma certo tesoro!!!
- Mannaggia…
- Come, mannaggia? Perchè, non vorresti che fosse così?
- No. Io non ti ricambio.

Quella stessa sera, davanti alla Peroni, lasciai Vet, e fino a quando, tempo dopo, lui non ci ripensò, io trascorsi buoni 20 giorni stordita dall’alcool a fumare canne insieme alla mia migliore amica, registrando canzoni improbabili e strappacore.

Ieri sera
Sono due anni e mezzo che io e Vet stiamo insieme, Ormai è fatta.
Quasi fatta, ci sto lavorando.
Viene a prendermi in ufficio perchè ha voglia di vedermi, cucciolo.
Andiamo a cena nel nostro solito posto, una pizzeria in Via Nomentana. E’ chiuso, capperi.
Non sappiamo dove andare. A Vet viene in mente che gli andrebbe qualcosa di romano. E opta per la Birreria Peroni.
Sono due anni che non ci entriamo. Da quando, una sera, ci siamo detti cose spiacevoli e poi ci siamo lasciati. Poi certo, tutto è finito a posto, oggi Vet mi ama e me lo dice spesso, e vuole passare la sua vita con me. In una forma un pò inusuale (io a casa mia, te a casa tua), però, per adesso, famoselo bastà, no? Poi, ci sto lavorando su sto punto, l’ho appena detto.
Vabbè. Secondo me porta male, ma andiamo a sta birreria.
Ceniamo, io trippa (lo so, sono una chiavica) lui goulash con patate,
Anche il dolce, perchènno.
Fine cena, io:
- Amore, perchè non scacciamo la maledizione della birra Peroni, tu mi giuri eterno amore e mi dici che mi vuoi sposare, proprio qui dentro, proprio stasera?
- Uffa, sempre lo stesso discorso, non puoi chiedere la stessa cosa ogni tre giorni, ti ho detto che ci sto pensando, ma lasciami il tempo, non si sta piu un giorno sereni!!!

E’ partito il vaffanculo. Non lo sento da ieri.
La prossima volta, venisse giù il mondo, piuttosto il Kebab in uno scantinato alla stazione Termini.

ARRESOCONTO

15 Gennaio 2007 14 commenti

Lo so, lo so che dovevo scrivere prima. Ma poi gli eventi si accavallano e allora comincio a chiedermi: che faccio, scrivo di Vet, di me che ho fatto lo scritto per diventare Carrie avvocato, dei regali di Natale, della decerebrata, di Praty che mi fa impazzire e che si è licenziata come prevedevo, del freddo che non arriva, della polenta con la spuntatura, dei saldi all’outlet???
Non sapevo scegliere.Quindi, mettetevi comodi.
Parlerò di tutto. Mica posso fa le cose a puntate. Io poi sono prolissa, lo sanno tutti.

Dunque. A dicembre ho fatto gli scritti per l’esame di abilitazione. Grande esperienza, è curioso come non ci sia rimasta secca, però è sempre una soddisfazione, soprattutto riuscire ad entrare coi foglietti negli stivali e non farsi beccare.
Durante la mia assenza, Praty e Deccy, da me a lungo istruite per sostituirmi, avrebbe dovuto alternarsi a studio. Deccy, su tre giorni e mezzo (di più non mi è stato concesso) ha lavorato, si e no, 8 ore, adducendo sempre bieche scuse di mamme agonizzanti, nonne morte, criceti col cimurro e sorelle leucemiche, ma riconducibili sempre ad unico comune denominatore: c’aveva da fare qualche servizietto veloce al nobile di turno, che le avrebbe fruttato qualche cena e qualche nuova Vuitton. Non è perdonabile. Infatti il titolare l’ha cacciata via pesantemente urtato dal suo assenteismo e dalle sue cazzate.
Praty, dal canto suo, presente è stata presente, ma siccome la sua scatola cranica è vuota un ovetto kinder aperto, mi ha seppellito di sms e chiamate, anche durante gli esami, per conoscere dettagli altrimenti insuperabili tipo, che so, da che lato va inserito il fax, a faccia in giù, o a faccia in su?
Poi è arrivato Natale e con lui le sospirate ferie.
Avevo proprio bisogno di riposare qualche giorno, così con i miei titolari ho usato una parola che ha più efficacia di abbracadabra: “avrei numerose ore di permesso da utilizzare…che se non utilizzate vanno LIQUIDATE”.
Ecco, alla Q ero già in ferie.
Vet, che era già in ferie da qualche giorno, per evitare che andasse in giro a fare danni, tipo comperare regali alla ex moglie, è stato bloccato dalla maledizione del cagotto, chiaramente da me lanciata. S’è preso l’influenza intestinale ed è dimagrito, se ce ne fosse stato bisogno, 3 chili in 5 giorni, povero amore. Una roba così dovrebbe attaccare la Foca Monaca per un mesetto. Altro che dieta, che serve poco.
Comunque, con molta nonchalance, esattamente come erano le mie intenzioni, i miei 15 giorni di ferie li ho trascorsi a casa di Vet. Mi sono insediata con la dovuta leggerezza, lasciando qualcuna delle mie scarpette e cappottini in macchina, così, per non allarmarlo. Il Moncler l’ho appeso nel suo armadio, gli stivali l’ho infilati nella scarpiera, pezzo qui, pezzo li, lui s’è accorto poco della mia presenza ma, soprattutto, il giorno 2 gennaio, quando lui riprendeva il lavoro ed io non ancora, ho giocato il jolly: ho voluto fare la distaccata e ho buttato li un ” vabbè amore io vado a casa, tanto tu lavori..”.
E lui mi ha chiesto di restare, che tanto avrebbe lavorato poche ore.
Roba da matti. Ecco perchè nevica in California.
Così ho preso confidenza con il quartiere, fatto la spesa e la casalinga, attendendo bramosa il suo ritorno dal lavoro, recitando il ruolo della residente fissa con il portiere e con i vicini che, tanto, prima o poi, diventeranno anche il MIO portiere ed i MIEI vicini.
Venerdì 22 dicembre, nostro primo giorno insieme, eravamo invitati a casa di quella mia compagna di liceo, quella che ha accalappiato anche lei l’anziano e gli si è piazzata a casa. Beh, sarà una bertuccia antipatica e pesante, ma quanto la invidio. Se sposano. Anzi non la invidio. La odio proprio, è il termine più corretto. Dico solo che me lo ha annunciato il giorno prima dei miei scritti. Quando me lo ha detto ho iniziato a piangere di rabbia, e siccome mi è venuta una voce da Amanda Lear, per giustificarmi ho anche dovuto fingere di essere commossa. Invece ero incazzata nera, altro che commossa. A me mai eh.
Con grande eleganza, ho accettato l’invito al suo piccolo Christmas Party, come direbbero in American Express.
Cinque coppie: due di giovani sposi con marmocchietto, una di conviventi che festeggiano l’acquisto della loro seconda casa, i padroni di casa che festeggiano il loro ultimo natale da non sposati, e noi.
Io penso di esere stata simpatica come la cacca sotto alle Geox, Vet poveretto era reduce dall’attacco intestinale e quindi era emaciato e arrendevole. Forse, ora che ci penso, sotto l’influsso del bimixin, avrei potuto reiterare la mia proposta di nozze. Evabbè.
Deglutita la zuppa di ceci e la serata con le coppie felici, siamo andati a casa sua. Le sue ex ovviamente si sono tutte ricordate di fargli gli auguri, non sia mai. Ma io ho monitorato il flusso degli sms, cancellato qualche chiamata non risposta, insomma, ho tutto sotto controllo.
L’interessante è che per la prima volta non c’è stato scambio di regali con la ex moglie, che Vet ha letto ad alta voce tutti gli sms in entrata, e che io sono stata autorizzata a far sparire da casa i bigliettini pregressi di ogni presenza femminile. Lasciati quelli della piccola bestia, la figliola, gli altri sono stati prontamente distrutti e gettati nel water. Sissì, nel water. E’ il posto loro.
Natale insieme con i suoi parenti, passiamo ai regali.
Io e Vet ,senza saperlo, ci siamo reciprocamente regalati dei biglietti per il teatro, per due spettacoli diversi, ma per la stessa sera. Non è amore questo? Poi mi ha regalato un anello di Pianegonda col topazio azzurro, accompagnato da un biglietto toglifiato, ma io ho capito che gioco gioca lui. Vuole riempirmi tutte le dita, così non rimane spazio per la fede. Ma io quella me la metterei anche all’ombelico come piercing, lui non lo sa.
Per la prima volta ho ricevuto quasi solo doni gradevoli e utilizzabili.
Comunque, non ho dovuto giocare a tombola. E i titolari non mi hanno cercata duramte le festività. Capodanno è filato via liscio e piacevole in montagna, davanti al camino, tra una partita di carte e una fetta di cotechino, insieme ai fratelli di Vet e relative mogli, senza nemmeno l’ombra di un bacillo che mi attaccasse alle tonsille.
Il tre gennaio sono stata a trovare Foca nella sua azienda. Dovevamo scambiarci il pensierino natalizio che, nel suo caso, visto che non l’ho ancora avuto, spero per lui non sia proprio un pensier-ino, ma un dono degno di essere chiamato tale.
Comunque, ha insistito affinchè io andassi, anche se ivi lavorano la sua ex e la sua attuale giovane fidanzata. Di solito non mi piace fare la parte della ex che desta gelosia, invece ho deciso di vendicarmi di tutte le ex di vet, con tutte le fidanzate di foca, così sono andata dal parrucchiere, ho infilato una mini altezza osso iliaco, mi sono infiocchettata al meglio, e con un collo dritto da ballerina classica sono entrata in azienda sfoderando la mia conoscenza dei luoghi, dei dipendenti più datati e, soprattutto, la mia graaande confidenza col capo dei capi.
Scambiati i convenevoli e consegnatogli il suo pacco (lui ha pensato di portarmelo quando siamo soli. Allora che m’hai fatto venì affà? Spero che sia così ingombrante da giustificare la discrezione), mentre usciamo per prendere un caffè, passiamo davanti alla scrivania della sua ex, la ragazzina classe 1983 con cui è stato due anni fa, una bella giovane dall’aria matura che non si scompone affatto quando ode il mio nome. Le odio ste regazzine, io. Rapide presentazioni, poi in strada, per caso, incontriamo la sua attuale fidanzata, che stava spostando l’auto. Presentazioni, lei sale in macchina e noi andiamo al bar. Ci siamo assentati una buona oretta, lei nel frattempo ovviamente avrà pensato che amoreggiassimo nell’armadietto delle scope, roba che Foca senza preavviso e marca da bollo non lo avrei sedotto nemmeno se gli avessi puntato una pistola sulla prostata. Ma lei questo non lo sa, pertanto è gelosa, gelosa da morì. Ohhhh, per una volta io sto dall’altro lato del fiume. La poveretta, esausta, dopo 40 minuti gli invia il seguente falsissimo sms ” Ti prego di scusarmi con Carrie, in quanto non le ho potuto prestare la dovuta attenzione, poichè dovevo spostare l’auto dalle strisce pedonali. Salutala molto da parte mia, spero ci saranno altre occasioni. ”
Che è come dire ” brutto ciccione, si può sapere che cazzo di fine hai fatto, è un’ora che sei uscito con quella zoccoletta e non so dove sei finito, se non rientri in ufficio entro due minuti non te la do più fino al due giugno “.
‘Sta faRza. Tutte uguali le donne. All’inizio. Perchè noi no, non siamo gelose, noi no, non siamo come tutte le altre. Tanto poi finirà come me, a cercare gli sms tra Carrie e Foca, con la bava alla bocca. Tzè.
Ma non è un problema mio, questo.
Ho ripreso a lavorare l’otto, e l’otto stesso Praty si è licenziata.
Del resto, avevo preventivato che reggesse anche meno. Adducendo scuse poco credibili, si è ovviamente resa conto che la mole di lavoro è eccessiva, che il titolare è un cocainomane squilibrato, che fare l’avvocato non è il mestiere giusto per lei, che va in ansia anche solo se al mattino non trova i corn flakes vicino al caffè. Perciò, s’è data. E io sono di nuovo sola in una valle di lacrime. Sicuramente ci attendono nuovi colloqui e nuove maniaco depresse instabili che prenderanno il suo posto. Perchè la speranza di avere una persona normale al mio fianco mi ha oramai abbandonata.
Lo stesso giorno, ho ricevuto anche la visita di Deccy che, siccome non lavora più qui, quand’anche si possa dire che abbia mai ” lavorato “, e che aveva preannunciato, intorno al 26, che l’8 mi avrebbe portato il regalo di Natale.
Preparo il suo, e la aspetto. Un quarto d’ora prima che io vada via, la vedo arrivare dalla finestra. Parcheggia in doppia fila, ma c’è uno che deve uscire, così lei fa retromarcia per farlo passare. Poi, come sarebbe ovvio, non parcheggia al posto del tipo che è uscito. No.
Va un poco più avanti e si rimette in doppia, chiudendo il passo a due auto, invece che una, stavolta. Sale su, la saluto, le do il suo regalo.
” Ohhh ma Cattie, non ero venuta per questo (ma come no? Se me c’hai telefonato apposta?) perchè non sapevo che sarei passata!! Però ti ho portato un’altra cosa (se non sapevi che saresti venuta, perchè mi hai portato dell’altro?) ma non è il tuo regalo di Natale, te lo giuro. E’ che ho fatto il cambio di stagione (a gennaio?) e quindi c’è questa canottierina NUOVA che mi hanno regalato, ma io non metto, se la vuoi….”
Estrae una canottierina rosa porcellino scucita sul fondo, asseritamente nuova, in quanto dotata di etichetta riciclata da altro capo.
Perchè, mi chiedo io, perchè? Ma chi te l’ha chiesta?
Aggiunge finanche: “Però, ti giuro Cattie, questo non è il tuo regalo di Natale, anzi, guarda, ritorno a portartelo domani mattina”.
Non l’ho più vista.
Che almeno sia l’anno del mio fidanzamento.

Ricoveratemi

17 Novembre 2006 24 commenti

Ieri mattina, prossimità Corso Trieste.
Sono in motorino, su una stradina in discesa a senso unico, avanti a me una porsche grigia, che procede lentissima.
Ho pazienza, ma non appena riesco a superarla, visto che sono in ritardo, incito il guidatore con un “coraggio, ie la poi fà”.
Si indispettisce, ovvio. Mi supera sgommando. Corre via. Al primo semaforo chiaramente lo raggiungo, lo supero nuovamente, nonostante si fosse posizionato al centro della carreggiata per non farmi passare, lui comincia a suonare il clacson come un esaurito, tira giù il finestrino, vuole scendere, gli sorrido, e gli dico “ma cosa suoni, ma non hai capito che era un modo per rimorchiarti perchè hai la macchina fichissssssima?”
Inutile dire che si incazza ancora di più, probabilmente vuole picchiarmi, ma io me ne vado e il poveretto, incastrato nel traffico, non può più raggiungermi.

Ieri pomeriggio, visita dal ginecologo preferito, anche detto “passera in mondovisione”. Un’ora e mezza di attesa, circondata da mamme gravide e bimbi rumorosi. Penso tra me e me ” Dio mio, come fanno a sopportarli, se avessi un bambino dopo una giornata come questa lo userei per sbattere il divano impolverato “.
Terminata la visita, il medico ” Signora Carrie, lei sta bene. Non c’è nessuna recidiva della cisti operata l’anno scorso, purtuttavia, è un problema che nel suo caso sicuramente si ripresenterà. Dobbiamo tenere il fenomeno sotto controllo. A parte l’utilizzo dell’UFO, ha pensato a qualche soluzione diciamo..più permanente?”
“Scusi dottore, in che senso?”
“Nel senso…non ha pensato a qualche evento riproduttivo?”
“Eh ma dottore, lei me lo dice tutte le volte, io…non saprei con chi, dove, come…e poi a me piacciono i cani, non i bambini”.
“Ah beh, non volevo esercitarle pressioni, è solo che lei ha…UNA CERTA ETA’. Deve proprio cominciare a pensarci”.
Mi cadono gli occhi sulla scrivania, dove le foto del tipo con i suoi tre bambini sono ben evidenziate in cornici splendenti. Ecco perchè.
A Vet manco ie lo dico, sarà meglio.

Uscendo, sono ferma al semaforo rosso.
Un golfista mi passa accanto, mi struscia lo specchietto, sostanzialmente evita la punta del mio stivale per un soffio, passa col rosso.
Suono e lo maledico lanciando anatemi ai suoi posteri.
Si ferma.
Il semaforo scatta.
Lo affianco.
Tira giù il finestrino ” Ma che cosa vuole che suona?”
“Cioè, famme capì, mi hai quasi rigato gli stivali nuovi per passare col rosso, e mi chiedi cosa voglio?”
“Il semaforo è rosso ma si può passare perchè qui ci sono i lavori, ma impari a guidare, se non siete capaci voi donne lasciate perdere”
” Infatti, ci sono i lavori ma il semaforo funziona, tanto che ora è verde. Ti dice nulla…rosso…verde…rosso…verde…se si alternano, dice che funziona. Tu passi col rosso e io devo imparare a guidare?”
“Ahh ma io le donne non le capiscoooooo”
“Siamo nervosetti eh….mi sa che a casa si tromba poco”.
Vado via rapidamente, prima che il golfista mi investa.

Oggi, poi, l’apotesosi, il culmine della sfiga di ogni stramaledettissimo venerdì 17.
Praty, ovverosia la idiotissima praticante che mi hanno agganciato alle caviglie da un pò, è decisamente più idiota di quanto si potesse anche solo pensare di supporre.
Mi chiama, quando è in giro per servizi di studio, di media una ventina di volte. Per chiedere di tutto. Carrie dove si compra il tagliando del parcheggio, Carrie devo salire al primo piano o al secondo, Carrie dove mi fermo, Carrie non so la via, Carrie non so gli orari, Carrie sono esaurita, Carrie mi scoppia la testa. L’apice pensavo fosse stato raggiunto qualche giorno fa quando, uscita da sudio da 5 minuti, mi chiama al cellulare chiedendomi ” Oddio scusa – con la sua vocetta da Memole coll’apparecchio e la zeppola – tu penserai che sono pazza, infatti lo so, che non sto bene, però ti giuro mi devi fare un super-super favore. Puoi andare al bagno e vedere se ho tirato l’acqua perchè ho il ciclo e non vorrei che gli avvocati trovassero sporco?”.
Vabbè.

Oggi però, ha superato se stessa.
Stamani sono stata con lei, assistendola al telefono, tutta la mattina.
Sostanzialmente, doveva ritirare un atto presso una agenzia, metterlo in una busta chiusa, preventivamente acquistata, e spedirlo con posta celere.
Operazione tropo complessa, si vede.
Appena uscita dall’agenzia, mi ha chiamata in lacrime e singhiozzi ” Carrie, no, guarda (avete presente Brignano quando fa l’imitazione della bambina isterica? Così) tigggiuro, mi hanno trattata male, hanno detto che sono ansiosa (noo, perchè, che malelingue ao!) e maleducata, che ho alzato la voce, solo perchè sono passata avanti a tutti per ritirare l’atto, ma io non volevo essere maleducata, non me lo vogliono più dare, adesso io non voglio più fare questo lavoro, anzi, non voglio più fare niente, oggi non voglio più parlare con nessuno “(viene lecito: cazzo m’hai chiamato affà?).
Cerco di calmarla, le consiglio un caffè e un tramezzino e due passi a Via Cola ,che i negozi sono aperti, prima di andare alla posta a spedire sta cosa.
Va finalmente alla posta.
Da li, mi ha chiamata sei volte per chiedermi come si compila il tagliandino posta celere (ce riesce anche Deccy, penso).
Ma il momento clou si è avuto quando, alla ottava telefonata, mi passa l’impiegato dello sportello che, poveretto, imbranato anche lui, e ormai sfinito, non sapeva più cosa doveva fare con lei.
Qualcuno vuole adottarla? Non è brutta.

Brividi, scoperte, conquiste

30 Ottobre 2006 23 commenti

Dunque…questo we è stato lunghissimo, direi infinito, pieno di novità.

BRIVIDI
Iniziamo dal fatto che sabato ho partecipato al matrimonio della nipote di Vet (che, non irrilevante, ha la mia età, l’età GIUSTA per convolare).
Ebbene, al detto matrimonio ha partecipato anche la piccola bastarda, ovvero sia la beneamata figliola strizzapalle di Vet, 23enne.

Non l’avevo mai incontrata prima, anche scoraggiata da Vet e parenti, che l’hano sempre dipinta come una vera infame, capricciosa, viziata, lunatica, furastica femmina. Il figlio maschio si, più malleabile, è un caso facile, lo conquisterò in breve, comunque non è venuto in quanto all’estero.
La piccola tigre, invece, dopo lunghi lamenti e lagne, è venuta.
Premetto che ho acquistato il vestito per la cerimonia almeno un mese fa, io che devo sempre anticipare le cose per il timore di trovarmi impreparata.
Giovedì, ore 18.00
Mi chiama Vet, che ha appena appreso che la figlia sta acquistando un tailleur per le nozze, con un certo top in tinta, in un certo negozio, molto noto in città.
E’ LO STESSO TAILLEUR E LO STESSO TOP E LO STESSO STRAMALEDETTISIMO NEGOZIO DOVE L’HO COMPRATO IO.
E, c’è da dire, porca paletta, abitiamo a Roma eh, mica a Minervino delle Puglie, che c’è solo un unico negozio sul corso.
Cazzarola, come fa ad avere scelto lo stesso negozio e lo stesso vestito?
Perchè è una stronza. E cià i radar da stronza.
Per cui, non poco sollecitata da Vet, che è in preda ad una crisi isterica da “comeconiugarefigliaefidanzataconlostessovestito”, ripiego su un altro abito, non poco irritata, certo, ma tutto si aggiusta, come dice lui.
Almeno, penso, abbiamo gli stessi gusti. Il che significa che ho il gusto di una 23enne. Oppure che io, a 32, (che carine, le cifre delle nostre età si scambiano tra loro, avremmo potuto usare le stesse candeline, ah, a saperlo) non sono poi così diversa da lei. Oppure che lei si veste da anziana. Oppure che sono sfigata. Oppure, che mi sembra la mejo, che è una stronza.
Sabato, ore 8.00
Vet possiede una smart. Per tale ragione si era già deciso da tempo immemore che la figliola sarebbe andata alla cerimonia con gli zii.
Per non trovarmi a fare la parte della stronza rubapapà, avevo suggerito a Vet di farla venire con noi, con la Carriemobile, o al limite, di farla andare con lui con la smart, che io sarei andata da sola, ma lui, fino a sabato mattina, aveva detto che andava bene così.
Improvvisamente, chissà perchè, forse preso dai rimorsi del cattivo padre, cambia idea e decide che la figlia DEVE venire con noi. Lei, inaspettatamente, acconsente subito, senza fare drammi, così sabato mattina Carrie va di corsa a far lavare l’auto, onde la piccola belva possa poggiare le sue regali terga in una Ka pulita.
Con non poca malizia, lascio casualmente il codice civile ed il codice penale sul sedile posteriore, affinchè il cucciolo di bestia, che studia legge (per questo è tanto bastarda, poi è anche del mio stesso segno, figuriamoci, due vergini che sanno di legge, ossignur, aprite i finestrini)ne fosse attratta e, magari, avremmo avuto qualcosa di cui parlare.
Andiamo a prenderla. Vet, che guida, mi impone di non muovermi dal sedile anteriore e la fa salite dietro.
Lei, nell’entrare, dice qualcosa come ” bauroarrrr” perchè, certo, un ciao non era. Ha ringhiato.
Sale, si accomoda, mi giro, le allungo la mano, e se non l’avessi allungata di molto non l’avrebbe neanche calcolata. “Piacere, Carrie”. Lei farfuglia il suo nome. Deglutisco a fatica e mi aiuto con una OLLSMENTOLIPUTSSS.
Durante il viaggio, però, mi sorprende non poco, chiacchiera assai, quando il padre mi aveva avvertito che non avrebbe aperto bocca. Ci stupisce con sorrisi e battute e racconti, e mi chiede finanche di che edizione sono i predetti codici. Uauuu.
Qualche giorno fa Vet cercava in un negozio un certo bagnoschiuma che piaceva alla figlia, alla fragola, diceva, ma non c’era. Così, il giorno successivo, passando davanti allo stesso negozio, non distante da casa mia, mi fermo e perchè no, lo cerco io, che magari le fa piacere. Lo trovo! Incredibile. E’ l’unico articolo non scontato ma chissenefrega, è per la figlia del mio amore!
Quando lo do a lui, gli dico “mi raccomando, non c’è bisogno che tu le dica che l’ho comprato io che, altrimenti, sembra la voglia comprare con un bagnoschiuma”. Infatti, in macchina, Vet “amore di papà, ti ricordi quel bagnoschiuma alla fragola che ti piaceva e non abbiamo più trovato? Carrie te l’ha comprato vicino casa sua”.
La pantera, acida come uno stracchino rimasto al sole d’agosto per tre giorni, risponde “era arancia e kiwi, e non fragola, e poi chissà perchè tutti mi regalano bagnoschiuma, eppure mi lavo”.
A questo punto temo lo svenimento, Vet risponde buttandola in caciara ” vabbè tesoro, ormai l’abbiamo preso alla fragola e te lo fai piacè”.
Ottimo. Signore, fammi sparire da questo sedile.
In chiesa, al “scambiatevi un segno di pace”, mi giro nella panca a tergo, stringo al mano alla vecchia zia di Vet, alla cugina; lei, il cucciolo di puma, è a braccia conserte, così mi allungo ancora di più, quasi scivolo, e le sorrido caldamente, e allora, finalmente, allunga la zampetta ungulata e stringe con l’energia di un diabetico la mia.
Pufff.
Grazie al Cielo, questa si che è fortuna, al ristorante siamo in due tavoli diversi. L’hanno posizionata con i giovani, che sollievo. Perciò, il tempo che passiamo non distanti è pochissimo, prima del pranzo, al buffet, e subito dopo, alla torta nuziale; è stato un matrimonio veloce, nel quale ho avuto il riscontro, almeno apparente, di tutto il pezzo di famiglia che non conoscevo, cioè la zia di Vet, e le cugine con i rispettivi coniugi e figli, che caldamente mi hanno salutata e invitata a vederci presto.
Lei però, la bastarda, che bastarda lo è anche, e non poco, con il papà, al ritorno va via con gli zii. Che non abitano lontano da lei, certo, ma considerando che lei ed il papà vivono a circa 3 km, era ragionevole e conveniente che tornasse proprio con noi ma, evidentemente, non ce la poteva fà, aveva già dato abbastanza della sua aurea presenza.
Alle otto, ho un cerchio alla testa che sembra mi abbiano operato alle meningi, un nodo allo stomaco che pian piano si scoglie, Vet è soddisfatto perchè dice che, per quanto è stronza e bastarda solitamente, oggi si è comportata da gran signora ed ha anche “chiacchierato”.
OmioDio. E quando gli girano, che devo fa, l’antirabbica?

SCOPERTE
Domenica mattina, è tutto finito, il primo passo è stato fatto, mi sento meglio.
Mi chiama il mio ex, quello del liceo. Ci sentiamo, che dire, ogni sei mesi, circa. E’ una amicizia da ormai 15 anni, ma viene coltivata ben poco. Siamo sempre rimasti in buoni rapporti e curiosamente lui mi ha eletto a consigliere e solutore dei suoi dubbi sessuali ed amorosi.
Ha una nuova ragazza, da un pò, che vuole conoscermi.
“Eperchèmmmai?” – chiedo io.
“Perchè dice che il nemico è meglio accattivarselo piuttosto che ignorarlo”
“Il nemico? Ma che cià la ragazza, i canditi nel cranio?”
“Beh sai, lei sa che sei stata la mia storia più importante (io lo apprendo adesso, dopo 13 anni) che per me sei una presenza fondamentale (non lo avrei mai supposto) e che comunque non hai pari (ohcielo).
E io non ho fatto mai nulla per alimentare tutti questi convincimenti. Tra l’altro, all’epoca, è stato lui a lasciarmi per un’altra.
Ma ho scoperto che si, anche io, Carrie, sono una ex.
Nel mondo c’è una donna che mi teme, che teme il mio ruolo, quasi istituzionale, e che mi vede come antagonista. Ammè. La donna meno competitiva della storia. Non è incredibile?

CONQUISTE
Non mi dilungherò. Dico solo che stamani, accanto alla colazione e al sacchetto del pranzo, che Vet mi prepara ogni volta che dormo da lui, ho trovato le sue chiavi di casa con un portachiavi giallo, brutto come Magalli, ma pur sempre un portachiavi.
Dopo lunghissime ed estenuanti trattative, durate mesi, Carrie ha estorto le chiavi di casa di Vet. Che, all’apparenza ingrugnato, mentre io mi facevo bella per venire a lavorare, alle otto del mattino spolverava al ritmo di salsa.

Carrie MAC BEAL

12 Ottobre 2006 24 commenti


Ormai, da tempo, ho rinunciato a capire cosa e perchè accade in questo studio.
Il titolare, per fare un favore ad un amico molto in vista, gli promette che prenderemo una giovane pulzella da questi raccomandata a fare quivi la pratica forense.
Bene, pensavo io, avrò qualcuno che mi da una mano. Sicuramente sarà una tipa sveglia e con un minimo di esperienza alle spalle.
Scccerto.
Ore 15.00, arriva la praticante che, per brevità, chiamiamo Francesca.
La mia stanza, dove Ella andrà collocata, dispone all’uopo di n. 2 scrivanie e n. 2 poltrone e n. 2 telefoni e n. 2 pc.
Le mie cose, ovviamente sono più belle, più grandi, più nuove.
Nel tempo, con il turn over di tutte le persone che ho visto ruotare su quell’altra scrivania, ho derubato la detta postazione di ogni accessorio a me più confacente, cosicchè la mia, già ab origine di livello nettamente superiore, è diventata con gli anni, dotata di ogni comfort, mentre all’altra è rimasto: una tastiera scolorita e zoppicante, un pc senza antivirus che spara ” attenzione mi distruggerò entro pochi secondi se non mi aggiorni ” ogni due o tre minuti, un telefono col filo attorcigliato, la poltrona sbilenca, la stampante avariata, il portapenne sfigato.
Ordunque, il titolare ci presenta e mi comunica che la giovane è laureata…da maggio. Non ha nessun tipo di esperienza. E, quando lei mi chiede dove si accende il pc, e se dopo ” ti chiedo l’elenco dei seguenti documenti ” ci vadano i due punti o il punto e virgola..apprendo, con non poca mestizia, che è una replicante della decerebrata.
Solo un pò più molesta, perchè laureata in legge, e come tutti noi laureati in legge, dotata di quel sottile senso di superiorità, anche se lei, giovane e fresca di studi, ancora non ne è cosciente (penso siano i brocardi latini che ce rovinano).
Bene, comunque, non è antipatica, è piuttosto umile (durerà tre o quattro giorni, la sua umiltà, ma me li godo e faccio il vip per ora) la metto a leggere un pappardellone di venti pagine, così sta buona.
Nel contempo vedo uscire l’avvocato furtivamente, farfuglia che deve andare a pranzo con non so chi.
Dopo pochi minuti rientra.
Nel frattempo mi chiama la decerebrata. Mi dice che l’avvocato l’aveva vista arrivare dalla finestra ed è sceso di sotto per ingiungerle di andarsi a comprare dei pantaloni, altrimenti non l’avrebbe fatta entrare a studio con la minigiropasseradirasatelloazzurroapiegoline.
Mi chiede consiglio su dove andare a comperare qualcosa di lungo. Posto che per lei, lungo significa appena più giù dell’osso iliaco.
Comunque, dopo circa mezzora arriva, con un vestitino al ginocchio, appena acquistato, taglia L perchè c’era solo quella, quindi le cade e pende da ogni dove, le bretelline le arrivano alle orecchie.
Ovvio che io non avevo idea che le due arrivassero contestualmente, altrimenti avrei evitato l’incontro.
La decerebrata, per brevità Deccy, appena arriva, esordisce con un ” ah, c’è questa qui oggi seduta al posto mio? “.
Francesca è un pò sgomenta, io rido, offro a Deccy la mia poltrona, così che finisce che l’unica che lavora, qui dentro, è seduta tutto il pomeriggio sulla scaletta a tre pioli.
Segue altra esclamazione della Deccy ” Ho deciso, Cattie, mi faccio il botulino, ora chiamo il chirurgo che è un mio amico “.
In diretta la telefonata.
“Sssccciao Marco, come stai tesssoro!”
“Ma chi è, mi scusi?”
” Come chi è, sono io, Deccy, il tuo ammmorre, non ti ricordi?”
“Oh certo, ora mi ricordo, come stai grande Deccy?”
“Benissimo, senti, volevo chiederti se per caso tu togli anche le voglie di fragola dal viso”.
“Le voglie?”
“Si, sai, le voglie, quelle di fragola, di caffè, di yogurth ”
“Voglie di yogurth? Mai sentite, comunque, sono più cose da dermatologi…poi è carina quella voglia che hai sul polso”
“Ma guarda, non parlo di quella, parlo di una che mi è spuntata ieri sul viso”
“Ieri? Ma Deccy, le voglie dicono siano congenite, sai”
“Con..cosa? Scusa non ho capito bene il termine”
“Nulla, Deccy, comunque, vienimi a trovare, poi vediamo il da farsi ( rejectus: vieni che dopo un lavorino sotto alla scrivania ti rifaccio gli zigomi gratis)”
Deccy è soddisfatta. Francesca, che assiste al tutto, è sempre più allibita.
Segue la infruttuosa ricerca di Deccy di qualcuno tra i ricchi e nobili della sua cerchia, che se la incolli per la serata. Ogni giorno, la sua abitudine è sfogliare l’agenda, piena di numeri di telefono, e ripetere a tutti la stessa, identica frase: “Sciaoooo tesssoooroooo Orsetto come stai??? Come non ti ricordi di me? Sono il tuo tessssorrroooo! Senti stasera vorrei andare a questo evento ma mi serve un cavaliere importante, di rilevanza, bello, insomma uno che puoi essere solo tu…verresti ? ”
Però, chissà come mai, le danno buca tutti. E quindi, fa ogni giorno 15, 16 telefonate uguali, fino a che non trova un pollo che le paga la cena e le regala qualcosa.
Nel contempo i due titolari stanno facendo la consueta partita di scopetta, che tutti lo sanno ma nessuno lo può dire, chiusi nella tana di uno dei due, per cui ogni tanto giunge solo qualche esclamazione che richiama vagamente una bisca ” Che culo che c’hai mortaccituaaa”.. ” Cazzo quella bottana di tua madre c’avevi l’assoo”…” Scopaaa!!! sisisisisisi ciò il culo rottooooo”

Ore 17.00. Francesca si prepara per andare via, mentre si infila la giacca Deccy (che nel frattempo non le ha mai rivolto la parola) esclama ” ah va via questa ragazza? Finalmente così ognuno si riprende la sua sedia, e rimaniamo da sole, io e te che ci adoriamo ”
Accompagnando la giovane alla porta, mi scuso per i modi di Deccy, e le chiedo se ha mai visto Ally Mac Beal.
Risponde, si, che è divertente.
Ecco, rispondo io, “qui è un tantino peggio, ne riparliamo fra un paio di settimane e mi dici se lo trovi ancora divertente “.
Tanto, fra due settimane, come tutte le altre, sarà fuggita verso posti di lavoro meno somiglianti al circo Barnum.