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Archivio Febbraio 2007

Medieval party

19 Febbraio 2007 23 commenti


Si, in effetti abbiamo fatto pace.
Finanche, ci siamo visti per il S. Valentino, lui ha messo su una tovaglia rossa, una candela rossa, ed i portatovaglioli a forma di cuore che gli ho portato da Lipari. Io, gli ho portato degli gnocchi rossi, di patata e pomodoro, a forma di..cuore. Non siamo vomitevoli? Sissì. Scambio di doni e di biglietti, anche.

Sabato, la mia Grande Sorella festeggiava i suoi meritati 40 anni, e siccome non ero paga di aver passato la domenica precedente con lei ed i suoi amici gruppettari, a mangiar polenta in un casale senza riscaldamenti, ho pensato bene di sfidare l’ignoto, e portare Vet anche alla mega- festa, dove sarebbero stati presenti anche i miei cari parenti.

Sapevo solo che trattavasi di una festa organizzata in stile medievale.
Che vordì, direte voi. Che da mangiare ci sarebbero state pappette di ceci, piselli, lenticchie, sformati di ceci e lenticchie, patate su patate, e che il party sarebbe stato rallegrato da giocolieri e giostre dell’epoca, e da musica in tono, ovviamente. E che, presumibilmente, ci sarebbe stato qualche scemo in calzamaglia. Detta così, sembra un’idea carina.

Nel pomeriggio tento invano di contattare Vodafone o i miei, per conoscere l’indirizzo, dopo aver verificato che Vet fosse nello stato d’animo idoneo per accompagnarmi. Niente. Nessuno è raggiungibile. Sapevo solo che si svolgeva in quartiere Torrevecchia ove (che velo dico affà) se ritrovi la macchina dove l’hai lasciata, già te poi considerà fortunato.
Vet storce la bocca, sostenendo di non sapere nemmeno ” come ci si arriva “.
Lo dirigo io, mentre continuo a cercare qualche parente al telefono, ed ormai quasi arrivati sul posto, finalmente apprendo da un invitato l’esatta locazione.
Pronti?
SANTA MARIA DELLA PIETA’.
Per i non romani o per chi non lo sapesse, l’ex manicomio. PADIGLIONE B.
Giuro, èvvero, dentro a qualche padiglione ormai in disuso, ha preso alloggio una sorta di centro sociale, infatti al piano terreno c’era proprio un concerto rock. Vody, invece, ha pensato bene di festeggiare al piano secondo.
Orbene, per chi non lo conoscesse ancora, Vet è quanto di più maniaco dell’igiene-signorino-precisetti-fighetto si possa immaginare.
Quando ci siamo resi conto, ho proposto di andare via, ma ormai eravamo li e …ci aspettavano e…entriamo. Vet è preoccupato per il suo giubbotto nuovo. Io per le mie scarpe Barbie sogno di sposa. Lui proclama che dentro a un manicomio non si siederà mai, che altrimenti nemmeno la tintoria potrebbe lavare via i bacilli.
Già entrando, riconosco l’atmosfera tipica del centro sociale: quattro sciamannati con il clasico maglione lento e contemporaneamente infittito ( ma come fanno?) circondati da una nuvola fumosa, vagano tra sculture non meglio identificate. Saliamo al primo piano e….eccolo qui, mio papà è stato travestito da menestrello, pover’uomo, che farebbe per la figlia.
Meno male che Vet i miei li conosce già che, altrimenti, l’impatto sarebbe stato troppo forte.
Ed eccola, sopraggiunge mia madre, con tunica fucsia e cinta di corda e tipica veletta medievalstyle…vojo morì, adesso.
Vet sorride, e fino a che sorride, tutto ok.
Ma il meglio è proprio Vodafone che, siccome pesa quell’ottantina, giustamente s’è messa la tunica pure lei, che sfina. Color oro, però.
Balla al centro della sala, sulle note di qualche flauto, zompettando come se avesse sei anni e i genitori l’avessero portata ad Eurodisney.
L’uomo di Vody, seduto su un tipico sgabelletto, con una coperta avvoltolata intorno, recita la parte di un santone che, con bastone ricurvo, legge e profetizza con pergamene e candele.
Ci buttiamo sul cibo, consapevoli che le pappette di legumi cagioneranno degli effluvi poco gradevoli almeno per due giorni.
I giocolieri ed i trampolieri ci dilettano con le loro acrobazie, mio papà riprende tutto con la videocamera, nsia mai si perdesse qualche performance, Vody tiene la giostra dei nastri e tutti i suoi amici le girano intorno (e gira tutto intorno lei, vedi che lo slogan ritorna sempre).
Un vecchio amico di Vody mi riconosce.
“Daiiii Carrie, sono anni che non ti si vede! Ma che ce fai qua?”
“Eh, dice che è la festa di mia sorella, non potevo mancare, fa 40 anni…”
“Beh vabbè ma hai ADDIRITTURA portato il fidanzato…non hai paura che ti lasci?”
Non ci avevo pensato. Mi volto. Vet ha l’aria confusa, come dopo un sinistro stradale.
Saluto cordialmente tutti.
Per oggi forse è abbastanza, non forziamo la mano.
Lo zio sindacalista, la zia ipocondriaca, il cuginetto rosa antico (frutto della commistione di zio romano e colf somala), il nipote down…me li conservo per un’altra volta.