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Archivio Maggio 2006

In quei giorni

30 Maggio 2006 42 commenti


Chissà perchè, mi chiedo io.
Perchè alle mie amiche è concesso, quando si trovano “in quei giorni”, riposare sul divano colla copertina sulle gambe, bere tisane calde e guardare tutta la serie di “Lost” in dvd.
Coi mariti che gli porgono antidolorifici e riviste da femmina, o gli massaggiano i piedini, e men che mai si fanno venire in mente di richiedere inopportune prestazioni sessuali.
Perchè io, invece, mi devo gettare dalla mongolfiera proprio come quella pazza della pubblicità, perchè mi deve venire la voglia di ballare il tango come quella del salvaslip nero (ce vo coraggio, a compralli), devo andare lo stesso in piscina, devo sorridere, devo essere allegra, quasi simpatica, e devo tenere su il morale dell’uomo che ho accanto perchè lui, porello, a vedermi sofferente, si incupisce. LUI.
Io sto piegata in due come un ventaglietto del Mulino Bianco, e lui si incupisce. Ccisua.
Mai una volta mi fosse capitato uno che mi coccolasse un pò, che si fosse reso conto che in quei giorni non hai esattamente la voglia di giocare a guardia e ladri dentro e fuori casa e che, magari, ti roteano anche un pò le balle, visto che sei costretta, 3- 4 giorni al mese, a convincerti che il tampax è comodo, ad evitare gli abiti bianchi, ad andare a lavorare ugualmente sennò sembri una mollacciona, a sentirti uno stracchino del Nonno Nanni, allo yogurth, però.
Io no. E c’è da dire, non sono una di quelle che ha le crisi pre-durante-dopo mestruali. La mia ex collega, per dire, c’aveva le crisi di pianto. Che, sarebbe anche normale, in fase puberale, quando ancora non si è troppo abituate a sto pannolino tra le gambe che è scivoloso come un’anguilla.
Anche io le ho avute le crisi di pianto. Ma avevo ancora i peli sui polpacci, le champ lilla e il telefono a disco rosa. Avevo 16 anni.
Lei di anni ne ha 45.
Oppure, c’è chi diventa isterica, nervosa, intrattabile. Ecco, questo tipo qui, immancabilmente, ha vicino un compagno che la culla, la vezzeggia, la tratta a modino, per farla tornare nei binari.
Io non divento nervosa, sono tranquilla, serena, solo un pochino sofferente, manco tanto, per carità, c’è chi non può alzarsi dal letto, me ne rendo conto, ma ecco, magari di giocare a occhi di gatto saltando dagli armadi non va neanche a me.
Loro, gli uomini, non lo capiscono.
Vet poi, che è iper-attivo, come potrebbe mai concepire che ci si possa fermare, anche solo per due giorni al mese? Non può. Quindi, in quei giorni, la nostra vita si svolge uguale uguale. Andiamo al mare (io cerco riparo sotto grandi cappelli retrò), andiamo a passeggio, a pattinare, al parco in bibiletta (il sellino non ve lo vojo manco raccontà…), ci si sveglia presto, non si soggiorna sul divano come io agognerei ma, nei casi più sfigati, si va anche a ballare salsa.
E’ così.
Due settimane fa.
Lui:” certo però eh, che te ste mestruazioni te le fai venì sempre nel week end”.
Eccerto. Già perchè so radiocomandate, no?
Ho cercato di spiegargli che, se si assume un contraccettivo, il giorno de quo è sempre il medesimo, tutti i mesi. Dovrei sfalzare tutto per farlo cadere, non so, di lunedì, anzichè di venerdì. Ma, avevo deciso di farlo cadere di venerdì, nella vana speranza di poter riposare nel week end, piuttosto che venire a lavorare sofferente e poi, magari, andare anche in piscina. No? No.
Così, io che sono donna e valgo, ho risposto sprezzante: “ma tesoro, guarda che io sto benissimo, possiamo fare quello che vuoi eh”.
Non l’avessi mai detto.
Venerdì sera: salsa.
A casa, verso l’una, mi sono maledetta, avevo le gambe mollicce come una purea di mela, ma ho resistito.
Il giorno successivo, si va al mare. Che culo!
Noi, che andiamo sempre a casa di certi amici, dotata di tutti i confort, proprio quel giorno optiamo per il mare-nature: spiaggia libera. Evvai! Niente ombrellone, niente lettino, fortuna che il tutto è durato solo tre ore. E, per chiudere degnamente il pomeriggio, partiamo!
Come quelli coi problemi ai polmoni, dal mare ci spostiamo alla montagna!
Un’oretta e mezza di macchina (già è tanto che non mi ha chiesto di guidare), e siamo alla sua casetta della pensione.
Almeno la serata si preannuncia tranquilla. Un film in dvd, e ninna.
Però, stremata, alle 21 mi sono dovuta ubriacare per mettermi beatemente a dormire sul divano.
Domenica, Vet tira fuori dal cappello un’idea degna di pregio: tour dei paeselli umbri! Siii, non vedevo l’ora!
Con un caldo infernale, abbiamo girato a piedi tutto questo ameno luogo bucolico, ovviamente arroccato su un colle, fatto solo di salitelle, di sampietrini, di stanchezza.
Mentre arrancavo sugli irti colli, sempre con un sorriso stoico, ho avuto varie apparizioni di santi e madonne, credo qualcuno mi abbia anche svelato il segreto di Fatima.
Finalmente, arriva l’ora di pranzo. I due ristoranti del posto sono tutti pieni perchè c’è un matrimonio ed un battesimo. Ettepareva.
L’unico posto dove mangiare qualcosa è una pizzeria al taglio. E vabbè, la mia collega craniolesa si sarebbe rifutata di pranzare in un posto che non fosse l’Hilton, mi dice sempre che sono troppo arrendevole.
Ma io avevo fame, e avevo bisogno di sedermi, disperatamente.
Così, entrati nella pizzeria, abbiamo ordinato, e mentre la ragazzetta scaldava il tutto, io mi sono diretta verso un tavolo libero, come fosse un’oasi nel deserto, con la bava alla bocca.
E Vet mi ha rimproverato perchè “deve fare sempre tutto lui”.
In sostanza, non avevo preso nulla, e gli avevo lasciato vassoio, bicchieri, acqua, tovaglioli, tutto sul bancone, così che li portasse lui.
A quel punto, si.
E’ successo.
E’ scattato il vaffanculo.
Cioè, in tre giorni mi hai fatto fare la triade “salsa, mare e scalata dell’Everest”, non mi sono mai lamentata, ti ho anche gratificato sessualmente e te lamenti perchè devi da portà il vassoio?
Mavampòammorìammazzato!

La decerebrata, pensate, la scorsa settimana ha piantato uno in un ristorante perchè ivi servivano solo crostacei, e lei detesta i crostacei, eppoi l’arredo dei luoghi non era consono all’eleganza di ella medesima.
Lui le è corso dietro…ma nzarò io che sbajo?

Chiamate un esorcista

15 Maggio 2006 34 commenti


Venerdì sera, casa di Vet.

Lui è andato ad una cena per soli uomini, maturi per di più, io lo aspetto buona buona in casa sua.
Buona buona, si fa per dire.
Devo anche dire che, al principio, sono sempre permeata da buone intenzioni. Solo che, dopo già qualche minuto, il genio del male che è in me prende il sopravvento.

Quindi, ceno. Mangio anche qualche patatina, a dispetto del rotoletto, bevo una birra. Penso ? se ti stordisci un po? fai meno la stronza e te ne vai a letto ?.
Gnente. Di solito me mbriaco come na cucuzza quasi subito. Stasera gnente.
Provo con la tv. Si, lo ammetto, guardo Milly Carlucci per una buona mezzora. Giusto perché mi piace il pattinaggio.
Ma poi, eccolo. Il genio chiama. Ok, ti seguo. Sono un?invasata, praticamente sono posseduta, credo, in certi momenti.
Ok, genio, andiamo, ridiamo uno sguardino alle fotografie.
Visto mai me fosse sfuggito qualcosa.
Enfatti qualcosa m?era sfuggito, tra le foto della sua ex, una con l?albero di Natale, di cui ho già parlato, un primo piano, e un topless, che conosco a memoria, le potrei disegnare come i trasferelli, ce n?è una in costume, da tergo, che proprio non avevo mai visto. Si era bastardemente appiccicata ad un?altra, così da rendersi invisibile.
Cià un culo che sarebbe da sopprimerla. Da guinness.
Io spero che oltre che coniugata, sia emigrata, per non dire morta.

Torno sul divano. Continuo ad avere l?immagine di queste chiappe marmoree davanti alla faccia ( era una fissata della palestra, lo sapevo già) e non mi do pace. Vedo un altro po? di ?Notti sul ghiaccio ?. Come me so ridotta, penso.
Vabbè, che ci posso fare se quella era scolpita e io nonostante i massaggi colombiani e la piscina non sono perfetta? Io sono intelligente, lei, a detta di Vet, non molto. Tiè. Poi, ho cinque anni di meno.
Cazzo, non mi consola manco un po?!!!
Vabbè, su, è sposata, Roba passata. E namo, fai la grande, una volta.
Me faccio n?altro goccio de birra.

Vet ha lasciato uno dei suoi due telefoni a casa. E? quello con cui parla solo con me, che c?è la scheda wind proletaria. Inutile portarselo. E? un telefono che ha da un paio d?anni, che io ho già vivisezionato con cura almeno dieci volte.
E venerdì ho capito una cosa: io non sto bene, Cioè, quando sono posseduta dallo spirito di Tom Ponzi, perdo la testa. E quindi, è anche facile che qualcosa mi sfugga.
Nella sezione fotografie, c?è una foto di lei. Ella. Culowoman.
1 aprile 2005.
Ripeto, 1 aprile 2005.
E? una foto anonima, solo il viso, manco niente de che ( certo, ce l?ha a tergo la sua bellezza, o peggio, è solo venuta male perché la risoluzione sembra quella della macchinetta di qui quo e qua) ed è fatta in un qualcosa che sembra un bar.
Voglio dire, non ho trovato una foto della ex nuda, sul suo letto, dell?altro ieri.
E? un semplice primo piano di oltre un anno fa.
Però ho voglia di seppellire entrambi, possibilmente vivi ( va de moda de sti tempi, quando si è saputa l?orrenda notizia al tiggì, mia madre ha sentenziato ? ecco la fine che fanno quelle che si mettono con uomini taaanto più grandi di loro? ? strega.).

Bene, mi trattengo dalla furia barbarica che mi porterebbe a rompere cristalli e vasi, a rigare con le unghie tutti i quadri e a sporcare tutta la casa di Vet (che, come è noto, è peggio che insultarlo) e, dopo aver cercato ? invano ? di calmarmi proseguendo nella visione del programma di Milly, poi con l?intervista dell?oca Marcuzzi dalla Bignardi, finanche con un dossier del tigidue, me ne vado a letto.
Quando Vet rientra, è l?una.
Mi trattengo ancora, cercando di non sodomizzarlo con il bastone appendiabiti come vorrei, e fingo di dormire.
Dopo poco si addormenta anch?egli. Resto sveglia ancora un po?, pensando ad un metodo per tirare fuori l?argomento senza rivelare che ho appena appreso della foto attraverso i consueti metodi, ai più poco simpatici.

La mattina dopo, devo, devo chiarire la questione.
Vado vaga vaga sul punto ? ex ?.
Così vaga che lui a malapena se ne accorge.
Quando ci arrivo, questo il dialogo.
?Ma quando sarebbe l?ultima volta che vi siete visti, di preciso??
?Amò, di preciso non ricordo, comunque più di un anno fa, si forse era aprile..?
?Aprile, eh? E che avete fatto nella circostanza??
?E? passata alla mia sede e abbiamo preso un caffè a mensa.?
?Solo un caffè, eh? E basta basta??
?Si, amò, basta basta, che altro dovevamo fa???
?Eh, non so, dimmelo tu.?
?Nient?altro, te giuro!?
?Ok?.amore, io ti do la possibilità di confessare le tue nefandezze ma tu non lo fai mai?.Ti do dei MESI per ravvederti ma tu insisti?.?
?Dei mesi? Ma che vordì amò??
?Che ormai è DA MESI che so di un certo piccolo dettaglio ma tu non lo confessi?.?
?Che dettaglio, ma di che parli??
?Di che parlo? Parlo della foto che le hai scattato circa un anno fa?.?
?Quale foto? Ma che vaneggi amò??
?Ah io vaneggio? (fingo indifferenza, mi giro nel letto dall?altra parte), ma tanto, è roba vecchia, figurati, l?avrai cancellata, sono MESI che non la vedo??
?Cancellata? Ma quale foto? Ti giuro non mi ricordo di che parli!?
Alzo la voce.
?Ok, la vuoi vedere, eh? Ammesso che tu ce l?abbia ancora, vuoi vederla??
?Ma certo, visto che non so di che parli!?
(forse lui è più spavaldo di me? O sincero? Non sono certa)
Mi alzo, prendo l?arma del delitto. Fingo di cercare tra i file, come non ricordassi esattamente in che punto è.
? Chissà dove l?avevi messa, non mi ricordo, è passato TANTO di quel tempo. E bada che voglio chiarire solo per precisione di cronaca, tanto ormai è roba così vecchia che il reato è prescritto. ?
La trovo, gliela mostro.
? Ecco, questa qua chi è, Maga magò o quella zocc?della tua ex??
?Non ricordo manco quando l?ho scattata e perché. Ma è di più di un anno fa!?
?Si, si, capisco che sia all?incirca rispondente all?ultima volta che mi hai detto averla vista, ma che bisogno avevi di scattarle una foto??
?Ma dai, tesoro, sta nella voce rubrica, si vede che l?ho scattata per abbinare al numero la foto.?
?Quindi dovevate sentirvi molto di frequente se avevi necessità di ABBINARE il volto al numero, io ABBINEREI un bel paio di sganassoni sulla tua faccia e sulla sua ?.
?Ma dai, tesoro, ma che vuoi che me ne freghi, da quel giorno non l?ho vista mai più, poi si è sposata, è roba passata ?.
?Ok, ti perdono solo perché è roba vecchia, sai, era talmente tanti MESI che mi tenevo questo rospo in gola che non ne potevo più, tutto chiarito. La possiamo-cancelliamo direi, vero??
E come poteva dire di no. ERASED.FOREVER.

?Secondo me, comunque, tu sta foto l?hai trovata ieri sera, che sei rimasta sola qua e come al solito hai smucinato nel mio telefono ?.
?Ma scherzi? Per chi mi hai preso? Ma mi fai così cretina??? Pensi che se l?avessi trovata ieri te l?avrei detto il giorno immediatamente successivo? Ma mi hai preso per la decerebrata? ?

Quando si dice, la faccia come il culo.

Che fatica essere donne

5 Maggio 2006 36 commenti

A parte il fatto che la giornata già è iniziata male.
Mi è arrivata una mail da una certa redazione di “quibellezza”.
Nell’oggetto, che dice?
“Si, mi sposo”.
Mavaff….

Non c?è più scampo.
Ormai, quel che è fatto è fatto. E? arrivata l?estate. Bisogna indossare quello scampoletto di stoffa che chiamano bikini e fare finta di trovarcisi a proprio agio.
Roba che io, in spiaggia, mi terrei su il pareo anche per fare il bagno.
Roba che, fino a una quindicina di anni fa, avevo anche il complessone dei piedi (mi facevano senso, non so perché, mi sembravano dei porta-lombrichi) e andavo in spiaggia con le scarpe chiuse. E poi, appena tolte, infilavo le mie piccole fette immediatamente sotto la sabbia. E non mi muovevo più da così. Al rischio di fare la fine del pollo al girarrosto.
Roba che a sedici anni ho passato mezza estate solo supina, perché c?era quello che mi piaceva e non potevo mostrargli la chiappa.
E il mio peso è sempre stato 44-46 chili.
Quest?anno, però, siccome dopo l?operazione, in novembre, sembravo l?ombra, nemmeno di me stessa, ma di una bic, ho deciso di mangiare di più.
E nun me so mai fermata.
E mo, di chili, ne peso 49.
E mica se po?.
Sono tutta magrina, come sempre.
Solo che c?è un simpatico ciambellino, come quelli che si usano per la cervicale, giusto intorno all?ombelico.
E non ci sto. Esce dai pantaloni.
Occhieggia dalla magliette corte.
Straborda dal bikini.
Nonnonnò.
Mi sento a disagio, quando vado al bar mi sembra che tutti, compreso quello che sta farcendo i tramezzini, guardino giustappunto li. Sul mio bi-rotolo.
Foca, che ormai ha sforato la piotta (cento chili, n.d.r.) è contentissimo quando il mio peso sale.
E? orgoglioso del mio adipetto. Se sente meno Foca, così.
Invece Vet, che, appena mette su 30 grammi, invece di 8 km di corsa ne fa 12, non è asciutto.
E? essiccato.
E? l?omo-siccità.
E? il maschio-carestia.
E? l’apotesosi, la quintessenza, l’apogeo della perfezione fisica.
In parole povere, non cià un difetto. Cci sua.
E quindi, se tu, tapina, hai un sopracciglio alzato, un pelo fuori posto, un?unghia rotta, ma soprattutto, un rotolo de coppa intorno alla vita, ti senti posseduta dal Parmacotto. Una donna finita.
E quindi, da circa un mese è iniziata la mia piccola opera di restauro stagionale. Massaggi colombiani culo-riducenti, qualche lampada che il nero sfina, strofinamento di creme varie assolutamente inutili ma che te fanno sentì mejo, e poi, LUI, lo sport.
E io odio lo sport.
Ormai, è asseverato.
Li ho fatti tutti. Tutti. Tranne la danza – che era la mia unica vera passione, ma ormai, sono troppo vecchia per tornare ad arrotolare bistecche intorno all?alluce – non c?è uno sport che mi soddisfi.

Per farmi più male ancora, oltre che iscrivermi in piscina, come ho già detto un mese fa, vado alla lezione delle 21.
Ecco, la sera, uscita dall?ufficio alle 1830, se va bene, dopo qualche commissione, un po? di shopping, due passi, arrivata a casa, il mio massimo è: indossare una tuta informe che mi fa sembrare una dodicenne non troppo normale, mangiare, possibilmente porcate, e sprofondare davanti alla t.v., nella speranza non debba sorbirmi sempre e solo la D?Urso, la De Filippi o i programmi filo-politici.
Invece, come arrivo a casa, il lunedì e il giovedì, ahimè, preparo la borsa della piscina, mi siedo giusto cinque minuti, fagocito una banana, che porti il mio stomaco fino alle 22.30, e vado in quel postaccio.
Dalla cuffia, poi, mi spunta solo il naso. E avendo i capelli lunghi, c?è una protuberanza a tergo che mi fa somigliare anche un po? a E.T.
La lezione è faticosissima, l?insegnante è un?invasata. Col microfono auricolare, si dimena a bordo vasca fornendo indicazioni sul come vanno fatti gli esercizi. Solo che lei non sta nell?acqua. Ma pretenderebbe che ci muovessimo con la sua stessa velocità.
Accanto a me c?è una ragazza incinta.
Dico io, ma come te viene in mente, tu, tu che puoi stare nell?ozio più totale perché sei gravida, che te poi fa venì le smagliature in santa pace, poi ce penserai a come disfartene, di venire qui a faticare invece che stare a casetta tua a sfogliare il libro dei nomi????
Bah.
Che poi, il cloro sbianca. E quindi, che io faccia la lampada, è pressocchè inutile. Sarà per quello che ieri, nel tentativo di far attecchire meglio il colore, evitando la protezione, mi sono ridotta la faccia e le chiappe color vermiglio.
E poi, sempre il cloro, distrugge le unghie. E infatti, dalla mia frenchissima, mi sono ridotta a dei moncherini di unghie smozzicate e mollicce. E Vet se ne lamenta. Umfp.
E poi, sempre sto benedetto cloro, spacca i capelli. E allora, mi ci impiastro un certo spray protettivo che puzza de broccoli.
Ma non potevo nascere uomo, che la pancetta piace, che fa sicurezza, che al mare ce vanno col boxerone che quest?anno va pure lungo, che non devono esibire il sottonatica al sole, che non sono obbligati a torturarsi con la ceretta alla zona bikini ( che poi, che vordì “zona bikini”??? non si può sentire), che non si sognano di comprare 35372 protezioni solari, una diversa per ogni pezzo di corpo, che non si impiastricciano i capelli con spray idratanti, che campano tranquilli e se sentono pure molto più fichi??

Sennò, resta l’opzione-decerebrata.
Che si spoglia, ma solo in barca (che non è la sua ovviamente, ma quella del pollo di turno), al mare ci va solo per pranzare in ristoranti costosissimi (dei quali non è chiaramente lei a pagare il conto) prendendo il sole solo sul viso e sul decolletè, che non possiede scarpe da spiaggia perchè indossa sempre e solo tacchi alti che slanciano il polpaccio (come avesse bisogno di slanciarsi che è alta un metro e 73, ccisua) che inorridita, qualche giorno fa mi ha chiesto ” oddio Cattie (nce se crede, ma ancora mi chiama così) sorella mia, ma non mi dire che le vacanze che state programmando tu e il tuo ragazzo (pe chiamallo ragazzo a quer fossile ce vo er coraggio suo) le pagherete a metà…noo, ti prego non me lo dire (coprendosi le orecchie), una donna nella borsetta deve tenere solo il trucco e il cellulare “.
Non ciò capito na fava daa vita.