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Archivio Marzo 2006

Carrie e gli oblò rossi

27 Marzo 2006 31 commenti


Casa di Vet è piuttosto piccina.
Saranno 55 mq.
Ben disposta, per carità, ma piccina.
Così, questo è uno dei motivi che adduce per evitare il mio insediamento.
Non c?è spazio.
Eccerto.

Siccome è capitato che un giorno, durante il suo allenamento di corsa, io lo seguissi in bicicletta, non avendo con me scarpe sportive, mi sono fatta questa bella passeggiata in mountain bike con gli stivali da fantino, allora gli ho proposto di depositare un paio di scarpe da ginnastica da lui, per queste evenienze, magari in garage, per evitare disturbo al suo armadio delle scarpe.
E così, sabato ho depositato questo paio di scarpe nell?armadio del garage.
Uno a zero pemmè.

Gli oblò rossi, sono il luogo a me destinato in casa sua.
Gli oblò rossi sono quei dischi in vendita, di ogni colore, da Ikea.
Ne ho in comodato d?uso gratuito uno sul tavolo, di quelli di plastica, che Ikea vende come tovaglietta da colazione. Lì deposito il telefono, gli orecchini, l?orologio, gli effetti personali, insomma.
Poi ne ho un altro, in salotto, di quelli che invece vanno a terra, tipo scendiletto, un tappetino peloso tondo, in sostanza. Ivi posso depositare la mia valigetta del we. Funge da spogliatoio.
Li avrete visti anche voi, alzi la mano chi non ha comprato nulla da Ikea.
Odio andare da Ikea.
Da ikea vanno le coppie. Ma le coppie vere, quelle che vivono insieme, quelle che stanno per sposarsi, quelle che stanno progettando di convivere.
Li vedo scegliere le cose insieme, valutare, sorridere, e vorrei giocargli a freccette sulla faccia.
Noi ci andiamo spesso. Lui adora i grandi magazzini, e ogni volta compera un sacco di minchiate. Lo spremi-papaia, il set di mestoli di tutte le dimensioni, e poi, ovviamente, oblò su oblò.
Che, appena si consumano un poco, lui li ricompra.
Già perché Vet è un fissato di igiene ed ordine.
Che, per carità, nei limiti, è cosa da me condivisa.
Lui, però, è oltre.
A casa sua, per dire, non si entra con le scarpe.
Infatti c?è un oblò accanto alla porta dove lasciare le calzature, che poi lui ripulisce e sposta in terrazza.
E? vietato tenere in casa i vestiti ? di fuori ? perché sono sporchi. Così, si può indossare un comodo pantalone tuta, da abbigliamento casalingo. E ci sono donne che si lamentano perché devono stare sempre in tiro anche in casa?altro che tacchi alti, io non mi posso manco tenere i jeans.
I capelli: legati. Se indossassi una retina, sarebbe più contento, ma a questo mi sono sottratta.
I capelli non possono cadere. Così, se c?è ne uno che mi sta per lasciare, meglio staccarlo, che non ci pensiamo più, inutile restare con l?ansia che prima o poi, magari più in là nel pomeriggio, si depositerà in luoghi proibiti.
Perché poi lui cammina scalzo, e quindi, detesta che gli si appiccichino sui talloni. E io perdo una quantità di capelli manco fossi un levriero afgano.
Quindi, coda di cavallo. O chignon.
Che mi ricorda tanto quando ero piccola e dovevo fare i saggi di danza classica.
Meno male che ho le orecchie diritte.
Ecco perché ho smesso di andare dal parrucchiere. Non serve, tanto so’ legati. E, poi al mio posto, ci va la decerebrata tutte le mattine.
Vet lo chiamo anche “l?uomo con lo spruzzetto”. Vive col glassex attaccato all?indice. Appena si crea un alone, appena un granello di polvere osa entrare in casa sua, viene immediatamente eliminato dal magico spruzzetto. Il lavello, come tutta la cucina, è in acciaio. Nzia mai che cade una goccia d?acqua. Si macchia, dice lui, irrimediabilmente. Così Vet, mentre cucina, già pulisce. Che poi, sennò, restano le macchie.
Sul lavandino, mica ci mette ad asciugare le stoviglie. No, che poi si macchia. Allora a che serve, dico io?
Il rubinetto viene chiuso col dorso della mano, nzia mai che la mano fosse umidiccia e lo possa macchiare.
Così, Carrie gira coi moncherini per il bagno e la cucina, chiudendo col dorso della mano il frigorifero, le porte, le finestre?le finestre!!! Se, per caso, appoggi un polpastrello al vetro della finestra, se ne accorge immediatamente. E ci passa lo spruzzetto.
Così, non apro più le finestre, le faccio aprire a lui.
Una volta, era poco che stavamo insieme, era inverno, ho fatto la cappellata di scrivere il mio nome sulla finestra opacizzata dal freddo.
Ancora se lo ricorda, credo che la notte abbia dei sussulti al pensiero.
Truccarsi, è complicato. Non bisogna lasciare tracce di cipria, mascara, rossetto. Il fondotinta, bastardo, sabato mattina mi si è rotto in quattro pezzi. Che poi il destino, lo vedete, è contro di me. Mi trucco nel lavandino, almeno, quello del bagno è di ceramica e non di acciaio e quindi si può bagnare con serenità.
Ma i denti però vanno lavati a bocca chiusa. Rituale che sconosco. Io, che a casa mia, faccio arrivare schizzi di dentifricio anche nella cuccia del cane, mi lavo i denti a bocca chiusa. La domenica sera, infatti, e per i primi due giorni della settimana, che sono ancora instupidita, mia madre chiede spesso a questa signora precisa di uscire dal mio corpo, invano.
I capelli, ah beh, i capelli me li lavo a casa mia. E che me posso asciugà i capelli col phon, rischiando che li direzioni per tutto il bagno, così che poi li debba raccogliere carponi, uno per uno? Li vedrebbe, Ha il pavimento nero, biondo su nero, sono morta. Nonnò. Me li lavo a casa mia.
Tanto, poi, restano legati.
Mentre finiamo di mangiare, con l?altra mano lui ha già lavato i piatti.
Lo vedo, con l?ansia, anche quando siamo seduti a guardare la tv che cerca acari ovunque?e se ne becca uno, è già morto.
Molti alimenti non si possono cucinare. Perché fanno troppo odore, poi si impregna il divano.
La domenica sera Vet fa le pulizie. Due ore, e ha già spolverato, lavato, aspirato lucidato ogni cosa.
Anche i muri, spolvera.
Anche dentro l?armadio, pulisce.
Anche nei cassetti, aspira.
Anche il balcone, lava.
Se uno dei fiori della sua terrazza decide di perdere un petalo, viene immediatamente preso di mira come il disertore.
La domenica sera, quindi, cerco sempre di evitare di assistere a questo penoso rituale che lo vede come Cenerentola a quattro zampe a pulire il parquet in ogni angolo con lo spruzzetto e la pezzetta.
Non ce la posso fà.
Ieri sera, però, bastarda, la batteria della mia macchina ha deciso di farsi un we fuori città. E mi ha mollato come una cretina sotto casa di Vet.
Quindi, sono dovuta tornare su?
Lui era fuor di sé.
Perché, quando fa le pulizie, sapendo di essere piuttosto ridicolo, non ci vuole nessuno a far da spettatore. Poi, siccome apre tutte le finestre, manco fossimo ad agosto, in casa sua c?è una temperatura polare a cui non potrebbe sopravvivere nessuno. Inoltre, alzando e spostando ogni tappeto ed oblò, non sai manco dove metterti, che rischi che ti passi l?aspirapolvere sulle gengive senza accorgertene. E poi, mentre pulisce, mica gli puoi parlare, che gli girano i maroni così tanto che potrebbe camminare sul soffitto.
Beh, ieri sera ho fatto la pianta ornamentale.
Ho fatto il tronchetto della felicità su uno sgabello residuato alla sua furia igienica.
Lo sgabello suddetto era già stato spolverato, lucidato anche sotto le zampine, quindi rappresentava un luogo sicuro, una specie di zattera che mi avrebbe condotto serenamente al termine della serata.
Conclusa l?opera, Vet ha rimesso su il sorriso, è tornato quello di sempre, spiritoso, gentile, mi ha preparato la cena, intanto ha lucidato per la sesta volta la cucina, ha apparecchiato, abbiamo mangiato, nel frattempo ha lavato i piatti e passato lo spruzzetto a terra, dove una briciola di grissino aveva preso residenza abusiva, ha fatto due lavatrici, ha stirato le sue camicie e la mia tuta da casa e stamani, che la batteria della mia auto è tornata da me, gli oblò sono tornati alla loro vita di solitudine, sconsolati, puliti, senza uno stivale, un orecchino, un collant a fargli compagnia (lo spero, almeno, ovvio, parlo dei MIEI effetti personali) almeno fino a venerdì.

Stamattina gli ho detto ” amore, io soffro, non ce la faccio ad aspettare fino a venerdì, cinque giorni sono troppi lontano da te “…vedendo che tentennava, ho aggiunto ” e tu, no?”
” Ma certo, tesoro, anche io soffro, ma resistere alle avversità della vita fortifica “.
E’ proprio ‘n grande.

Gli uomini sposano le oche

20 Marzo 2006 44 commenti


Ho trascorso il weekend in campagna, insieme al mio amato Vet, ovviamente.
Sabato mattina, come è d’uopo, lui è in doccia, suona il suo cellulare.
Faccio le scale di corsa per andarlo a prendere al piano inferiore, sbircio, chiaramente? numero non presente in rubrica. Glielo porto su.
Quando glielo consegno, smette di suonare,
” porca paletta, tutta questa corsa per niente”
e lui: ? ma potevi rispondere!”
POTEVO RISPONDERE?
POSSO RISPONDERE?
MA TU MI DAI LA LICENZA DI UCCIDERE!
Ma porcazozza, a saperlo prima…
Uscito dalla doccia, richiama il numero misterioso.
Era la ex moglie.
Ho perso l’occasione della vita di parlare con la megera.
Già immagino la telefonata, come sarebbe stata.
“Sii?” (tono infastidito che significa ?checazzovuoi, chi chiama il mio futuro sposo? ?)
” Vet?”
” No, chiaramente non sono Vet”
” Allora chi è? ”
” No, mi scusi, chi è lei, è lei che ha chiamato”
” Vengo dal regno dei morti, cioè delle ex mogli, sono Mariannina ”
” Oh, salve (tono ansimante e seccato da: ? bella, hai interrotto una sana trombata ? – anche se non è vero) molto lieta (maddeche) io sono Carrie, un istante, vedo se le può rispondere ? (avrei la tentazione di dire: è in riunione (appunto, si sta riunendo con me) come faccio con le telefonate per il mio capo, ma mi trattengo).
Sarebbe stato bellissimo. E vabbè. Ma, come si dice quando ti invitano a pranzo e tu non puoi andare, ?vale sempre pe’ na magnata”. Cioè, se mi ricapita, rispondo anzichennò.
Comunque, weekend piacevolissimo, come al solito, ha visto il festeggiamento postumo del suo compleanno con parte della sua famiglia (tutti tranne i figli, chiaro) .
Ieri, guardavamo il programma di quella granculo di Licia Colò ( l’unica che fa un lavoro decente a questo mondo, ma chissà chi la veste, mi chiedo io) e stava per andare in onda un reportage sulla Polinesia che, a detta di Licia, è il viaggio preferrimo dalle coppie in Luna di miele.
Io, vagavaga, gli ho detto ” amoreeee…..che ci andiamo anche noi in Polinesia, in viaggio di nozze ?”
Vet si è schiarito la voce, e con quel tono falso con cui la gente fa i complimenti ad Amadeus per il suo programma, risponde ? ma certo, amore ? .
Bah.
Ho la sonora impressione che quest’uomo mi prenda per i fondelli.
Ma la mia pervicacia un giorno verrà premiata, lo so.
Alla luce delle mie più recenti statistiche, poi, ho acclarato una terribile verità: gli uomini preferiscono le idiote e spesso, le sposano.
Le nullafacenti, quelle che non sanno fare niente che limarsi le unghie, le stupide, insomma.
Perché?
Perché una donna cretina non crea problemi.
Fa poche domande e ovviamente banali, quindi, possono essere facilmente utilizzabili contro di lei.
Non è gelosa, perché non è consapevole delle potenzialità adultere del partner.
Non indaga, non sarebbe capace di non farsi scoprire.
Non lo sveglia mai alle tre di notte per dirgli ? dobbiamo parlare ?, perché ha i cetrioli sulle occhiaie, e non sarebbe credibile.
Una donna intelligente, invece, è scomoda.
Si ricorda tutto. Sa ascoltare, memorizzare, fare domande a trabocchetto.
Fa domande che esigono risposte sensate.
Sa controbattere a qualunque minchiata le si voglia dare a bere.
Vet, per dire, mi dice sempre più spesso ? mannaggia, perché sei così sveglia, non ti posso mai fregare, ti ricordi tutto, quanto lo fai funzionà sto cervello, fallo riposà ogni tanto, quanto elabori ?.

Mi rimane, quindi, un?unica possibilità. Apprendere dalla mia collega decerebrata come si diventa oche.Lei è avvantaggiata, certo, lo è dalla nascita.
E, quindi, è una maestra, tanto che stamani mi ha rivelato una notizia bomba: il segreto per sposare un uomo è porlo davanti ad un ultimatum, a una scelta definitiva da effettuarsi in un tempo determinato ( mai più di un mese, dice Ella).
So che, seguendo i suoi preziosi consigli, andrò molto lontano.

Vettiversario

14 Marzo 2006 29 commenti

Ieri il Vet ha compiuto gli anni.
Un bel pò di annetti.
Tanto che ho comprato solo una candelina.
Che mi volevano a tutti i costi vendere quelle col numero.
E allora ho detto alla commessa ?scusi sa, sono convinta che se gli porto a casa un quattro e un otto, celeste coi brillantini, me lo tira comunque dietro, meglio una candelina sola, rossa, sottile, discreta, quasi invisibile, giusto per il rito del soffio ?.

Il regalo l’ho ritirato dal negozio venerdì sera, guidando su una sola ruota per arrivare dall’altra parte della città prima della chiusura dei negozi. Infatti si trova giustappunto nel quartiere vettesco.
Poi, l’ho parcheggiato a casa di mio cugino, che abita vicino a Vet.
Perchè è talmente ingombrante che non potevo nè portarlo a casa di Vet, nè lasciarlo in macchina.
E? un quadro. Bellissimo. Almeno, mi sembra tale.

Così ieri sera, approfittando dell’assenza dei miei capi, fuggo dall’ufficio venti minuti prima del previsto.
Organizzo tutto per bene.
Tanto, non mi chiamano mai dopo che se ne sono andati.
Raggiungo l’auto, parcheggiata lontanissimo.
Vado dal fioraio, a comprare una rosa rossa per Vet.
Sono ormai a 4/5 km dallo studio, quando driiin, suona il cellulare.
La suoneria dei miei capi.
Cazzo. ” Carrie, dove sei? ” ” Ehm…sono dovuta scendere per spostare la macchina, mi stavano facendo la multa ” ” Ah bene, puoi tornare un attimo su, mi sta arrivando un fax, me lo devi leggere “.
Cerrrrto. Il calabrese ha i potere di sprantecare i maroni sempre nei momenti meno opportuni. Non
c?è mai, non lavora mai, ma decide di ricordarsi che lavori per lui sempre quando hai il gatto col cimurro, la macchina rotta o, appunto, il compleanno del mio futuro sposo (qua nessuno si azzardi a dire ? seeee ?).
Torno a studio, vabbè, mi ero anticipata la mia maratona serale di venti minuti, per niente. Il fax è di 23 pagine. Lo chiamo. ” Avvocato, se glielo leggo ci stiamo fino a Pasqua, è lungo una quaresima, tanto per rimanere in tema ”
” ah va bene, ma che cos?è? ”
” scusi eh ma se sapeva che le stava arrivando un fax saprà pure se lo ha mandato topolino o Pippo Baudo? È una comparsa di risposta ”
” ah, quindi è un atto? ”
” eh si avvocato, dice che la comparsa di risposta è un atto giudiziario, sa uno di quelli che lei ha composto a Cosenza quando si è abilitato 15 anni fa ”
Fa er vago. ” Ah va bene, ma tanto volevo sapere più che altro se era arrivato “.
Mortacc….e se aspettavi domattina no? Affanculo.
Ripercorro la stessa strada. Ora devo andare in pasticceria.E de corsa. Vet mi aspetta per cenare fuori.
Cazzo, è lunedì. Le pasticcerie, la maggior parte almeno, il lunedì fanno riposo settimanale.
La mia preferita ovviamente è chiusa.
Anche quella dopo.
A questo punto presumo che la pasticceria nel quartiere di Vet sia chiusa anche quella.
Dopo aver guidato con l?occhio sinistro, visto che il destro era occupato a cercare insegne di dolciumi, eccola.
Hanno finito le torte. Come è possibile che in una PASTICCERIA finiscano le torte?
C?era rimasta solo la Sacher. E Vet odia la Sacher.
A Via Magna Grecia, finalmente riesco a trovare sta benedetta torta.
Pagata con un mutuo. Ovvio, l?unica pasticceria aperta di lunedì arrotonda per tutto il resto della settimana.
Sulla Colombo mi rendo conto che ho dimenticato di comprare la candelina.
Porcazozza.
Chiamo mio cugino e gli chiedo se ne ha una. ? Ho solo quelle cicciotte da candelabro oppure i moccolotti che usa mamma quando va al cimitero da nonna ?.
Ma cosa c?hai cugino mio nella testa, le scimmie urlatrici? Posso sfracellare la torta con un candelotto di 8 cm di diametro o, peggio, presentarmi con quelli da morto? Tanto valeva che al posto della rosa gli comprassi una bella corona da defunto! Che è, un modo goliardico per ricordargli che si sta facendo in là con gli anni?
Bah. Arrivo a casa di mio cugino, che ovviamente, tanto per cambiare, è al telefono con una delle sue 3454564654 tresche. Cià quel cacchio di auricolare appeso perennemente al collo come un cardiofrequenzimetro.
Ciò significa che devo incollarmi il regalo da sola, scavalcare il cane che la sua vicina ha nel giardino comune, e portarlo in macchina. Ed evitare di romperlo.
Puff.
Nel frattempo, mi chiama Vet.
Ieri per me è stata una giornata campale. Già perché sono stata tutto il giorno a domandarmi quale sgallettata possa avere chiamato Vet dal regno dei morti (ndr, ex fidanzate) per fargli gli auguri.
E?si!!! Il mio malocchio funziona ancora bene.
Vet mi chiama con la scheda con cui parliamo solo noi due per dirmi che l?altro telefono si è rotto. Cioè, è bloccato. Non fa un cenno.
Nessuno può chiamarlo. Essiiiii!!!!!!
Intanto devo ancora comprare la candelina. E scopro, con estrema amarezza, che la pasticceria del suo quartiere, bastarda, di lunedì è aperta. E costa anche meno. E ha le candeline.
Dopo 10 minuti sono a casa sua.
Prendo l?enorme pacco in una mano, ma mi scivola. Metto la torta in una busta di plastica, la rosa in bocca, chiudo la macchina, mi infilo la borsetta al braccio come mia nonna, e prendo il quadro con entrambe le mani.
Tutto questo con la minigonna e il tacco sette.
Porca miseria, mi vedevo più alta, infatti. Arrivo bene al citofono.
Chi mi incontra non capisce chi ci sia dietro al regalo, escono fuori solo le zampette e le braccine.
Praticamente sono una donna sandwich.
Arrivo su.
Beh, mi aspettavo per lo meno un ? Carrie, amore mio, Santi Numi, quante cose, sei un angelo, ti amo, sposiamoci subito?.
Invece no.
Era furibondo per via del telefono, perché oggi doveva partire per lavoro e ne ha bisogno, e quindi gli esce solo un misero ” Oh, quante cose hai portato, non dovevi disturbarti, che pacco grande, chissà cos?è, ma c’è anche un fiore, solo che io non ho vasi “.
Lo so che non hai vasi, citrullo. Ecco perché ti ho portato UNA sola rosa.
Un vasino l?ha rimediato. Però è stato tre ore a posizionarla perché, se lasciata centrale, avrebbe perso i petali mentre lui è all?estero, e si sarebbe macchiato il parquet.
Se appoggiata ad una parete o ad un mobile lo avrebbe sporcato.
Gli ho detto ” tesoro, vuoi che la sfogli facendo m?ama non m?ama così non ci pensiamo più? Oppure che gli aliti sopra dopo due spaghi all?aglio facendola appassire subito? ”
No, lui gentilmente l?ha posizionata sulla parete rossa di camera da letto. Così non può tingere nulla.
Il quadro mi sembra gli sia piaciuto, ma non ne sono troppo certa. Non è convinto sul suo posizionamento, ha detto che ci penserà.
Il biglietto, quello si, lo ha commosso.
Ciò messo un frullato di smancerie che avrebbero convinto a sposarmi anche il mio capo, che è divorziato due volte..
Abbiamo cenato fuori, poi siamo tornati a casa per la torta, che era così buona tanto che l?abbiamo mangiata tutta in due.
Oggi parte per la Germania. I preservativi ho controllato, li ha lasciati a casa. Spero che non abbia un pacco di riserva:)

No vabbè

10 Marzo 2006 19 commenti

Sei minuti fa

Driiiin
” Studio legale, buonasera ”
” Buonasera, sono un intervistatore telefonico, vorrei farle un’intervista per conto del Comune di Roma, posso? ”
” Eh, beh, dipende da quanto tempo richiede ”
” Mah, guardi, innanzitutto io avrei bisogno di parlare con una donna di età compresa tra 18 e 30 anni, oppure con un uomo ”
Io, convinta di dire una battutona ” Ahh, allora guardi non posso proprio partecipare, ne ho 31, quest’anno 32 ”
” Ah bene, allora mi dice un orario in cui posso richiamare per parlare con un uomo ? ”
Che ti righino la macchina prima di sera.

Cioè, non mi vogliono più nemmeno per le interviste telefoniche.
So’ popo vintage.

Un tranquillo martedì di paura

7 Marzo 2006 23 commenti

Ho avuto l’impeto di iniziare con “porcozzzioporcozzzio” come lisa anche io….ma mi sono trattenuta.

L’esordio di questa mattinata.
Mia madre, mentre faccio colazione: ” perchè non ti lanci, e vai a presentarti come show girl prima che diventi troppo vecchia ? ”
Io ” vedo che la mattina sei più produttiva di stronzate che non in altri momenti della giornata “.
Lei ” ma io ti devo provocare, è normale, altrimenti tu ti svegli bene e se ti coccolassi poi dopo quando esci penseresti che tutto il mondo sta li ad aspettare te e ti aspetteresti lo stesso trattamento da tutti, invece così ti viene fuori la grinta giusta per affrontare la giornata “.
Posto che avrebbe bisogno di una dose massiccia di droga, a me, invece che far venire grinta mi fa sonoramente incazzare, la giornata inizia peggio di quel che sarebbe comunque stata, cioè una chiavica, e quindi il risultato è un poderoso mal di stomaco alle ore 8.30.

Ore 9.00
Il motorino, in discesa, rallenta. Mmmmmmm. Male, malissimo. Mentre mi dico ” ok, sono vicina al meccanico, arrivo alla fine della discesa, risalgo, mi fermo un attimo da lui così controlla che cosa ha che non va ” . Detto fatto. Se ferma. Bastardo, alla fine della discesa. Me so sono incollato, lui e i suoi 90 chili, per la salita, per farmi cambiare una stramaledetta candela. In compenso, me so venuti due polpacci degni di un maratoneta. Con gli stivali a punta, chiaro.

Ore 10.
Arrivo in ufficio.
Il mio capo si inqueita moltissimo quando la porta del bagno viene lasciata aperta. E lo capisco. Ma, il più delle volte sono convinta che sia lui a lasciarla aperta, e poi, a dare la colpa a me.
Arriva il sarto a portargli un abito. Se lo prova in camera sua. Va al bagno a specchiarsi. Si cambia, il sarto va via. In tutto questo io sono inchiodata alla mia scrivania. Accompagna il sarto alla porta, ripassando davanti al bagno ” Carrrrieeeeeeeeee la porta del bagno deve stare chiusaaaa”.

Ore 10.30
Chiama la segretaria di una cliente importante, la più rincoglionita tra le segretarie, è preferibile un attacco di diarrea che una sua telefonata.
” Ehm……buongiorno…..(4 secondi)…sono la segretaria della presidentessa del consiglio dell’associazione del comitato del fondo della riunione dell’amministrazione – la interrompo “si signora, ci conosciamo, ci sentiamo tutti i giorni ” – continua ” ehm…ecco, si…..volevo dire questo….praticamente,….(sono passati 6 minuti solo per l’incipit) oggi la presidentessa del consiglio dell’associazione….blabla….avrebbe un appuntamento con l’avvocato….e quindi, se non le dispiacesse, mi farebbe la grande cortesia di essere così gentile da rappresentare all’avvocato che, probabilmente, in virtù di impegni improrogabili e imprevisti, potrebbe accadere che la Presidentessa del consiglio e blabla non possa più venire ?”
” Cioè mi faccia capire, tutto questo per dire che l’appuntamento è disdetto?”
” ehm..si,….ecco…in sostanza ” – ” va bene, non si disturbi a spiegare, va bene così. ”
Odio chi mi fa perdere tempo.
A questo punto al mal di stomaco s’è aggiunta l’orticaria.

Ore 10.45
Arriva il postino. Maleodorante, brutto come una multipla, mi corteggia, a suo modo, da ormai due anni. Capello lungo bastavolmente unto, ascella pezzata, alito che uccide le zanzare. Mi fa i suoi soliti quattro complimenti fetidi, e grazie al Cielo va via.

Ore 11.00
Telefona la decerebrata senza pantaloni ( per chi non conosce, vedere a lato il rif. relativo).
Aveva trovato lavoro come commessa in un negozio qui vicino, essendosi resa conto che la sua presenza qui a studio era inutile oltre che non retribuita.
” Caaaaatttie, ciao, sorella mia “.
” Ciao cara , come va? ”
” Eh, guarda, venerdì è stato il mio primo giorno di lavoro, ma mi sono dovuta licenziare subito perchè tenevano sempre la porta aperta e io avevo freddo, e poi pensa, Cattie, mi facevano anche spolverare. Poi io mi sono resa conto che non ho più l’età di una volta (29) e che non ce la faccio a lavorare full time, potrebbero venirmi le vene varicose . Comunque oggi pomeriggio vengo da te così ci raccontiamo tutto ( che culo non vedo l’ora ) e poi ti porto anche un bel dolce di quelli che piacciono a te (cioè? mai parlato di dolci con lei). Poi così mi fai anche un favore…hai presente quel foglio che si da alla gente quando ti presenti per un lavoro ? ” – ” vuoi dire il curriculum? ” – ” ecco, si, quello, lo dovrei aggiornare ma sai col computer non sono pratica come te (grazie al piffero, non lo sai accendere) quindi se mi fai la cortesia…”
” Ovvio, ti aspetto, vieni quando vuoi ”
” ecco, così ti racconto anche che siccome avevo delle scosse alle ovaie…”
” scosse alle ovaie? ma che è la tettonica dell’utero? ”
” ehsi, avevo delle scosse…al ventre basso. così sono andata dal medico e mi ha detto che uso dei deodoranti intimi che mi hanno alterato il G acca della pelle “.
” Il g acca? ”
” eh si, sai, dice che il mughetto ha un odore troppo forte ”
Forse je dava fastidio a lui mentre la visitava e s’è nventato sta calla.

Beh, complessivamente, la giornata si preannuncia ottima. Pò solo migliorà.

Sette volte sette

1 Marzo 2006 17 commenti

1) 7 Cose che vorrei fare prima di morire:

1. Sposare vet. Ma a occhi e croce, probabilmente moriranno prima anche tutti miei ascendenti, discendenti e collaterali.
2. Girare tutto il mondo, viaggiare è la mia grande passione.
3. Scrivere un libro. Che sia pubblicato. Ed acquistato. E non gettato.
4. Fare una figlia, bionda, buona, sana, già colta e spiritosa alla nascita.
5. Imparare a rispondere agli altri quando mi fanno incazzare. In genere ci ripenso come i cornuti. Sarà un caso?
6. Comprarmi le tette e provare l?ebbrezza di indossare un vestito scollato senza che sembri una sacca portaoggetti.
7. Dire al mio capo tutto quello che penso di lui. E che lo sento quando dice al collega ” ammazza che culo che c’hai ” mentre giocano a scopetta negli orari di studio, anche se ha la porta chiusa.

2) 7 Cose che non so fare:

1. Decidere. Procrastinare è il mio peggior difetto.
2. Offendere e portare rancore. Detesto essere in disaccordo con chicchessia.
3. Aspettare. Odio le attese. Motivo per cui sono sempre la prima a cui vengono comunicati data ora e luogo di un appuntamento.
4. Essere coerente nello sport. Qualunque cosa inizio, non è mai per più di un mese.
5. Seguire la politica.
6. Dimenticare qualcosa. È impossibile. Ho una memoria d?acciaio.
7. Allontanarmi da chi mi fa soffrire.

3) 7 Cose che mi piacciono nella persona che amo:

1. Ha un’ironia e un senso dell?umorismo?.diciamo almeno pari a me. Quindi, è irresistibile.
2. È bello. Esageratamente. Per me, è chiaro. Inutile che andiate a fare la fila sotto casa sua.
3. È sportivo. E coerente. Va a correre anche se fuori nevica. Lo ammiro.
4. È un amante instancabile (sempre a mio parere,vedi la 2)
5. È premuroso, gentile e generoso.
6. Risponde sempre al telefono. Forse perchè ha solo il cellulare. Mi sono sempre chiesta perchè non lo vuole la linea fissa???
7. È puntuale.

4) 7 Cose che dico spesso:

1. Ma vaffanculo: alla guida, nella fattispecie.
2. Ti amo. A vet, ovvio.
3. Ammazza che palle (in alternativa, che coj?): questa è riservata a mia madre.
4. Che ora è? Il tempo è un mio grande problema.
5. Da lunedì inizio (vale per tutto).
6. Cazzo è già lunedì (strettamente collegata con la precedente)
7. E? deficiente (lo penso di quasi tutti)

5) 7 Libri che mi hanno colpito:

1. Donne che amano troppo, Robin Norwood (libro di autoaiuto, dopo che l?hai letto sei talmente triste che bisogna che te fai aiutà davero)
2. Archeologia del male ( del mio prof. di criminologia all?università, il nome chi se lo ricorda)
3. Madame Bovary, G. Flaubert (mi piace che alla fine muoiono tutti)
4. Il profumo, P. Suskind (sto tipo co sto naso fenomenale mi ricorda Vet che si accorge se ho fumato anche dopo 12 ore)
5. La casa degli spiriti, I. Allende (adoro lei che decide di non parlare più al marito, e non gli parla più davvero!!! Un fenomeno.)
6. Cime tempestose, E. Bronte (la passione che va oltre la morte)
7. American psycho, B.E.Ellis ( la priam volta che l?ho letto quasi cado dalla sedia dal raccapriccio)

6) 7 film che amo e che rivedrei in continuazione:
1. Le ali della liberta (quanto adoro quel martelletto nascosto nella Bibbia)
2. Fuga di mezzanotte ( chiaramente scena preferita quando scappa, finalmente)
3. Lady hawke ( sta storia del lupo e del falco monogami per la vita mi piace parecchio)
4. Love story (sono romantica fino al midollo)
5. Profondo rosso (la prima volta l?ho visto con le mani di mio cugino grande sugli occhi: inutile dire che ascoltando solo la musica mi sono spaventata molto di più)
6. Pretty woman (riuscisse anche a me una gran botta di culo del genere)
7. I primi film di verdone (è un tajo)

7) 7 persone a cui ?passo? questo test:
1. Margot;
2. Iena;
3. Evane;
4. La petulante;
5. Barbara;
6. Marika;
7. Eva.

Ciao ragà.