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Archivio Febbraio 2006

Sodomia portami via

24 Febbraio 2006 30 commenti

Oggi, mi sono decisa.
Prima o poi qualcuno deve pur farlo.
Parlare del sesso anale.
Essì.
Lo devo fa, anche perchè sono stata sollecitata in questo senso più volte, non in ultimo l’ennesimo uomo che non ha afferrato bene quanto io ironizzi su queste situazioni.
Quindi, via, ironizziamo su quella più imbarazzante di tutte.

A chi di voi non è capitato.
Il partner che, con l’aria più innocente del mondo, cerca di coinvolgerti a piegarti a squadra e farlo contento.
Iniziano sempre con qualche scusa bieca….tipo ” ho comprato una nuova crema per il corpo…buuono l’odore eh…dice che per certe cose è più adatta della vasellina “….oppure ” amorino, ti piacciono i cetrioli? ne ho comprato uno anatomico per fare dei giochini…”
Oppure peggio, fanno finta di essersi persi.
La scusa più vecchia del mondo. E mentre stai li, allegra, beata, soddisfatta, ti senti infilzare a tradimento come un arrosticino (di pecora,per l’appunto) perchè lui simula di aver smarrito la retta via e trova, invece, la via del retto.
Gli uomini ci tengono tanto a sta cosa.
Li fa sentire importanti, dominanti, potenti.
E quelli che fanno i vaghi, e fingono che non gli interessi più di troppo, prima o poi vanno a farlo con la vicina di casa.
Allora, le opzioni sono due:
se non ve la sentite proprio, per pudicizia, paura che vi venga la cistite, terrore solo all’idea, timore di finire all’inferno, antichi retaggi da cui siete sopraffatte, rifiutate pure, ma recisamente, dall’inizio ( se non vi sente determinate, insisterà, tornerà alla carica, e prima o poi dovrete assoggettarvi).Deve sentire tipo un ” toglitelo dalla testa, se osi ancora solo chiederlo faccio venire mia madre a vivere con noi “.
Oppure, da buone geishe, li fate contenti.
E questo prevede una serie di corollari.
Se ” preparazione H ” è sempre nella vostra borsetta, non è roba che fa per voi: ho sentito di strani casi in cui la sodomia avrebbe guarito una crisi emorroidaria acuta, ma per ora è solo una voce, e poi il mio proctologo ( si chiama dottor ratto, non so se mi spiego) non è affatto d’accordo.
Se siete restie all’evacuazione giornaliera: dunque, anche se il movimento in sè aiuta la peristalsi, può non essere troppo piacevole trovare la via ostacolata dagli spaghetti dell’altra settimana. Regolatevi a piacere.
Se siete ansiose, agitate, la cosa vi turba particolarmente, allora un buon ansiolitico vi farà sentire a posto; in alternativa, un cannone; terza possibilità, ve mbriacate come cucuzze, tutto passa in pochi minuti e non ve ne accorgerete nemmeno.
Con questo non voglio lasciar intedere che l’atto in questione non sia mai appagante per la femmina.
Però, per divertirsi insieme, questi gli ingredienti:
a) ci deve essere una sintonia esagerata, una confidenza oltre misura, e una buona dose di innamoramento e fiducia;
b) devi essere un pò zoccola. Ncè gnente da fà, è così.
Se mancasse una di queste componenti ma avete intenzione di dare luogo alla pratica ugualmente, per le vostre mille buone ragioni, e siete pronte, il mio consiglio, perchè il tutto sia veloce e poco doloroso, è di tirare fuori una bella vocetta roca che dica ” siii, ohhhhhhh si, ” nella maniera più inneggiante al sesso selvaggio che conoscete. Tipo la voce di quella dell’esorcista. In sostanza, per essere chiari, fate un pò i mignottoni. Aiutatelo con qualche frase tipica tipo ” siiii,lo volevo tanto ” e , se vi sentite di esagerare anche un ” dammelo tutto ” (non fate le spavalde a meno che non possieda il celebre fagiolino, altrimenti si rischiano le tonsille).
Lui si sentirà infoiatissimo, penserà che vi stiate divertendo da morire e il tutto durerà al massimo tre minuti.
Lo so, inizialmente è dura (oggi mi vengono solo doppi sensi, ao), me ne rendo conto. Ma, se stare rilassate, cercate di pensare alle margherite, al mare, a quante scarpe nuove vi comprerete a primavera, tutto sembrerà più bello.
Poi, appunto, con una buona crema idrantante, va liscio come l’olio. E, per chi si sta chiedendo “ma io cio l’uomo superdotato”…funziona uguale.
Piccolo o grande non fa differenza, se non al principio.
All’esito, un pò di pasta fissan in loco e un pò di miele e propoli per la voce.E tutto torna sereno. Unico accorgimento: un tappo. Per evitare seccanti dispersioni durante la giornata.
Su forza, schiaritevi la voce.
Cominciamo con gli esercizi di logopedia:)

Pattini d’argento

13 Febbraio 2006 28 commenti


Capperi, quanto entusiasmo ha suscitato il mio ultimo post.
Ma questo, del resto, dimostra di quanta poca sagacia siano dotati i bipedi maschi.

Sono reduce da un weekend olandese di non poco conto.
Per una curiosa idea Vettesca, un mese fa circa mi dice ” andiamo a festeggiare S. Valentino in un posto carino “. Ed io, già instupidita dalla proposta, scelgo Amsterdam.
Faccio appena appena notare che un anno fa io e Vet, giusto di questi tempi, ci eravamo lasciati, e io tiravo giù bestemmie a S. Valentino più di quanto non riesca a fare un tedesco ubriaco alla Oktoberfest.
Mi sembra appena appena ovvio che il suo è stato solo un modo per fare un weekend fuori, diverso dall’ordinario, e che l’occasione valentiniana è più una circostanza che altro.
Ma, diciamo, va bene così.

Venerdì, ore 12 , aeroporto di Ciampino.
Io sono reduce da una settimana di raffreddore e mal di gola, ancora latente, quindi ho un naso rosso che sembro Elena del Grande Fratello.
Vet no, lui sta sempre bene, cci sua.
Apprendo con gioia che l’aeromobile Ryan Air, con quel poco che costa, e considerando dove è diretto, è carico di ragazzini già fumati che non vanno certo ad Amsterdam per ammirare i canali ma, semmai, per vomitarci dentro.
Quando arriviamo a Eindhoven (la Ryanair nze poteva sprecà a fatte scende sul posto) già storditi dalle urla degli adolescenti, ci aspettano altre due ore di pullman per arrivare ad Amsterdam.
La città è bellissima. Ancora più bella di come me l’aspettavo.
Appoggiamo le valigie in albergo (scelto da Vet, appositamente di categoria molto alta, per evitare i ragazzini sfatti anche nei corridoi) e cominciamo a perlustrare la città. Un freddo boia. Mi chiedo come si possa pensare di girare in bicicletta con questo clima, con i pupattoli sul cestinetto.
Mi chiedo anche perchè diavolo i negozi debbano chiudere alle sei, anche nelle zone turistiche così che, quando si fa buio, non puoi più fare foto, non puoi più fare acquisti, rimangono solo tre alternative:
- chiudersi dentro a un coffee shop e smolecolarsi di canne;
- chiudersi in albergo e fare sesso che scalda;
- girovagare al buio, fare foto col flash che ti fan venire la faccia più grossa e più bianca e sfondo inesistente.
Vet non fuma manco le sigarette. Ed è asmatico.
Figuriamoci convincerlo ad entrare in un coffee shop. Non sia mai.
Quindi, si cammina. Acquisto dei bulbi di tulipano ( che, ovviamente, col nostro clima, non verranno mai su) al mercato dei fiori, sono stata tentata di portare a S. un porta sale fallico ma era troppo ingombrante.
Deviando a destra dalla piazza principale del centro, si arriva, finalmente, nel quartiere a luci rosse.
Mi aspettavo mercanzia più invitante in vetrina, devo dire che, dopo aver avvistato al secondo piano una trombettona più larga che lunga, ridimensiono molto le mie idee sulle prostitute olandesi.
Ad ogni angolo pushers più neri che bianchi offrono droga in quantità industriale, distrattamente mi domando come mai a Vet offrono quasi sempre solo Viagra.
Sarà l’età?
Avrei voluto mangiare quache piatto tipico ma, dopo tanto vagare, in reatà mi rendo conto che gli olandesi non hanno una propria cucina.
Quindi, è pieno di ristoranti internazionali, italiani, indonesiani, cinesi, arabi ed, ovviamente, di pub in cui puoi mangiare le solite porcherie.
Perciò, dopo aver tracannato della carne in un ristorante argentino e vino in quantità, ce ne andiamo in albergo molto presto.
Sabato mattina Vet si sveglia alle 7.40.
Per il bene che gli voglio non lo sopprimo con il cuscino di piuma.
Alle nove, quando usciamo dall’albergo, in giro ci siamo solo noi e qualche tram.
Tutti gli altri, che giustamente se so ammazzati de canne e birra fino alle sei di mattina, chiaramente sono nel mondo dei sogni.
La nostra prima meta è uno dei tanti mercatini. Quando arriviamo, qualcuno sta ancora montando il proprio banco, in sostanza, “semo annati a mette i prezzi ai peperoni”, come si dice dalle nostre parti quando si arriva in un posto con troppo anticipo.
Acquistiamo un carnet di biglietti per il tram che, misteriosamente, è composto da 15 unità, ma la quindicesima non la puoi usare. Ce l’hai, ma non conta. La città è divisa in zone, giusto per farti diventare idiota nel conteggio, già perchè se giri in una sola zona, devi usare due unità, se le zone sono due le unità diventano tre, e devi pieghettare come un ventaglietto questa Strippenkaart malefica per obliterarla nel modo giusto.
Poi mi chiedo, come diavolo fa un controllore a sapere quante zone hai attraversato? Che fanno, vivono perennemente sui tram per vedere che percorso fai?
Dopo il mercato, definito dalla guida “uno dei più belli d’Europa” (il mercato e chi ha scritto la guida devono avere una convenzione, io ho visto solo mutande, calze, pesce ed abbigliamento di dubbio gusto), ci spostiamo nel quartiere Jordan, questo si, degno di essere visitato.
Nel pomeriggio, giusto per non farci mancare nulla, una piccola visita al mercatino delle pulci.
Non credevo che la dicitura “pulci” fosse proprio corrispondente alla realtà.
Una sorta di Via Sannio, zona nord, ma più sporco e fetido.
Insomma, rendicontando, una città meravigliosa dal punto di vista estetico.
Se avessi avuto più tempo, avrei voluto visitare qualche museo, ma proprio non c’era la possibilità. Molto più adatta a un gruppetto si fattoni che a una coppia di età mista.

Domani è S. Valentino.
Ieri sera, guardando alcune puntate di sex and the city, mi è venuta l’ansia, l’ansia sul futuro, l’ansia sul presente, l’ansia da zitellaggio.
Stanotte non ho dormito.
Ho quasi 32 anni, e non si vede l’ombra di una villetta col giardino e i tulipani e i bambini biondi e la station wagon e il mulino che gira.
Il martedì Vet ha i figli a cena.
E che, secondo voi, gli dirà ” bell’e papà, stasera non venite perchè ciò da invitare a cena la mia fidanzata ?”.
Ma de che.
Allora, per dimenticare, Amsterdam me la ricreo a casa.
Me ne vado a cena nel migliore coffee shop della capitale.

What women want

1 Febbraio 2006 64 commenti

WHAT WOMEN WANT

Sono convinta che la maggioranza degli uomini faccia solo finta di non saperlo.
Ma in realtà è consapevolissima di tutte le esigenze femminili.
Vi abbiamo fatto le palle a frangie come la giacca di Little Tony, ormai dovreste saperle a memoria.
Comunque, per voi ritardatari, disadattati , e per voi che fate i vaghi, stilerò un sorta di promemoria acciocchè possiate, nel futuro, evitare di sbagliare.

Le donne vogliono un uomo gentile.
Ndr. Il termine gentilezza comprende: fiori brevi manu e a domicilio, lunghe lettere d?amore, ristoranti a lume di candela (dove ovviamente, a fine cena vi allontanerete con la scusa del bagno e invece andrete a pagare alla cassa), biglietti per il balletto dove non dovete addormentarvi, film al cinema che parlano d?amore, sempre e solo di vostra iniziativa; sms romantici al mattino presto, a pranzo e per la buonanotte (tutti rigorosamente diversi tra loro, attenzione, la donna li memorizza, li cataloga, a volte li trascrive: non vi perdonerà le ripetizioni), lunghe passeggiate in riva al mare d?inverno dove voi, anche se morite di freddo, dovete camminare con i piedi nell?acqua ed il jeans arrotolato sopra la caviglia tipo Tom Sawyer.

Vogliamo essere difese davanti alla suocera.
Vogliamo la vostra carta di credito.
Vogliamo sentirci dire: ? sei bellissima ?, anche se è mattina presto ed abbiamo i cetrioli sulle occhiaie, ? sei la più bella ovunque ti porto ?, anche siamo a una sfilata di alta moda, ?sei così magra , dovresti mangiare di più ?, anche se abbiamo le terga pronte al decollo.

Ah, non fate finta di non saperlo. E? risaputo che se la donna vi chiede qualcosa, e voi tentennate, e lei a quel punto risponde ? non importa caro ? , o ? vai pure ?, o ? resta pure ? l?interpretazione è una sola, unica, incontrovertibile: ? SE TI AZZARDI A NON FARE QUELLO CHE MI ASPETTO CHE TU FACCIA TI FACCIO PASSARE LA VOGLIA DI ESSERE NATO ?..

Vogliamo che riusciate a capire quando è il momento di fare sesso selvaggio, sbatterci al muro, raccoglierci da terra, risbatterci al muro, e quando, invece, vogliamo la stanza piena di candele e che, facendo l?amore dolcemente, ci sussurriate ? ti adoro ?, in più lingue, possibilmente.

Vogliamo che sappiate indovinare i nostri gusti e , magari, anche anticiparli. Che vi ricordiate quello che ci piace mangiare, che ci portiate il caffè a letto, che vi ricordiate gli anniversari.
Ecco, le ricorrenze sono fondamentali. E quando al vostro ? non ho mai festeggiato s. valentino ? rispondiamo ? nemmeno io, non ci tengo per niente ? vuol dire proprio che, se quel giorno osate presentarvi senza una rosa in bocca, come minimo sindacale, allora avrete una vita d?inferno per almeno un mese e mezzo.
Che sappiate stupirci. Senza sorprese idiote però, tipo portarci al Luneur la domenica mattina e comprare il palloncino colorato; ecco, una volta un mio ex mi appiccicò un enorme adesivo a forma di cuore, da lui stesso ritagliato con dovizia, sul pianerottolo di casa. La mia vicina ancora mi prende per il culo.
Le donne vogliono che le andiate a prendere. Anche la più emancipata, indipendente delle donne è felice di essere raccolta sotto casa, in modo tale che i tacchi dodici, indossati per l?occasione, non cagionino la frattura del quinto metatarso sotto il pedale della frizione. E così si evitano anche spiacevoli incidenti mentre ci si ritocca l?eye liner nel retrovisore. Ah, possibilmente, vogliono anche che le riportiate a fine serata. Ma, se le invitate a dormire da voi, è meglio.
Che, anche se l?indomani lavorate prestissimo, e avete lavorato fino alle dieci, e vi trovate due set di trolley sotto agli occhi, abbiate sempre voglia di vederle. E con entusiasmo.
Che gli facciate guidare la macchina nuova, anche se diluvia, e anche se guida come vostra nonna.
Che abbiate sempre voglia di coccole, di romanticismo, e soprattutto, che non vi urtiate se alle tre del mattino lei si sveglia e vi dice ? dobbiamo parlare ?.
La memoria: è fondamentale. Che vi ricordiate dove, come e quando è stato il primo bacio, la prima volta che avete fatto l?amore, che vi siete detti ti amo ( se non lo avete ancora fatto state rischiando le terga, affrettatevi), che avete mangiato insieme, che avete visto un film al cinema, in dvd, in videocassetta, la vostra canzone d?amore, che vi siete confidati un segreto, che siete andati al mare insieme, in montagna, a pattinare, insomma, sono solo piccoli dettagli che potete tranquillamente tenere a mente (per la riuscita della questione, vi consiglio di avere una sola donna per volta, è più semplice).
Che abbiate un lavoro da favola, remunerativo e super prestigioso, che siate grandi lavoratori ma che non stiate troppo lontano da casa, che il vostro lavoro non vi oberi di responsabilità che vi tengono sveglio la notte e che possibilmente, si svolga in un bunker, insieme a soli uomini. Brutti.
Che troviate sempre le parole giuste quando siamo avvilite e depresse, che scegliate un cacchio di vestito quando vi mostriamo una ampia gamma di possibilità, che evitiate quindi di rispondere ? cara, addosso a te sta bene ogni cosa ?. Mostra disinteresse e poco gusto in fatto di moda.
Che siate socievoli e sociali ma non attaccapippe. La foca monaca per dire, era molto simpatica con tutti, ma non potevamo fare due passi in pace perché si metteva a parlare anche con i piccioni.
Che siate incoraggianti e ci facciate sentire sempre le più intelligenti del pianeta.
Che siate affidabili. Ciò significa che, se vi si consegna un documento importante in mano, che non lo perdiate nel giro di 4 minuti o che vi ricordiate le vostre cavolo di scadenze da soli. E, possibilmente, che ci ricordiate, col sorriso, anche le nostre.
Che siate indipendenti e che aiutiate in casa. E che sappiate cucinare. Sempre cose diverse.
Che sappiate scusarvi. A voce alta però, non strisciando piano piano nel letto per cercare di fare pace toccandoci un piede.
Che, se usciamo di casa sbattendo la porta, ci corriate dietro.
Che vi accorgiate di quando il parrucchiere sbaglia la tinta e abbiamo i capelli rosa.
Che al cinema invece di impastrocchiarvi le mani con i pop corn, ci teniate per mano, facendoci delle piccole carezzine giusto sotto al polso. Per tutte le due ore. Escluso l?intervallo ( tanto non lo fanno più).
Che siate premurosi, attenti ma senza soffocare.
Che siate gelosi, in giusta misura. Non come quel cretino di un calabrese che controllava i miei tempi di spostamento tra l?ufficio e casa, ( e quando mettevo benzina erano cavoli amari) ma manco come Vet, che, se vado a cena con la foca monaca, non fa una piega.
Che sappiate rinunciare al calcio per una cena romantica.
Per finire: diamanti. Sempre, per sempre. Senza aspettare l?ottavo anno di fidanzamento.
Si può anche cominciare con uno piccolo.