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Archivio Gennaio 2006

Professione tappetino

27 Gennaio 2006 25 commenti

Stamattina, mentre cercavo di dare un senso ai miei capelli, mia madre, dal letto, mi chiede, secondo me, come mai le donne di oggi, giovani, carine, intelligenti, non riescano a sposarsi.
Bene, trattandosi di un venerdì uggioso, piovoso, freddo, il primo impeto sarebbe stato quello di tirarle lo stivale col tacco più alto che ho e farle passare la voglia di fare domande tendenziose alla mattina presto.
Invece ho glissato con eleganza e le ho chiesto di attaccarmi un bottone che si era staccato, per tenerla buona.

Poi però, mentre guidavo, riflettevo sulle ragioni per cui il leit motiv della mia vita sembra essere fare la donna a domicilio.
Analizziamo la situazione Vet-tesca, per dire.

Quest’uomo si vede recapitare ogni venerdì sera bella impiumata, profumata e biondeggiante una donna più giovane di quindici anni, a domicilio.
Alla domenica la predetta smonta la canadese e se ne torna a casa sua.
Nel we lo aiuta a fare le pulizie. Se capita, gli paga anche la cena, il cinema, o il teatro, quello che è insomma, giusto per sdebitarsi dell’ospitalità. Manco a dire che lui si evita lo stress del traffico e le spese relative al carburante.
L’unica spesa che residua potrebbe essere quella telefonica, per conversare nel resto della settimana: ma, visto che sempre ella ha provveduto ad attivare due sim card che parlano gratis tra loro con un modico canone mensile, la medesima adempie al versamento mensile per non dare ad Egli la seccatura di doversene preoccupare.
In parole povere, Vet nun fa du sordi de fatica e manco la fatica de tira fori du sordi.
Chi sta mejo de lui?
Mi sento meno peggio perchè non sono l’unica. C’è chi a domicilio ci va, ma persino in un’altra città, e per vedere l’amato paga trasporto e albergo.
Che cosa ci riduce in questo stato?
Io, che fino a un paio di anni fa (un felice periodo durato 5 mesi)ricevevo fiori in ufficio una volta alla settimana, che non potevo tenere in uso la suoneria del cellulare per non disturbare i vicini, tanto suonava, io, trentenne seminuova che poteva ancora scegliere in un vasto panorama di giovani rampolli, mi ritrovo a trentadue, più semi che nuova, a cercare di convincere un quasi relitto ancora piacente ad adottarmi, nella piena consapevolezza che resterò orfana di marito.
Perchè, perchè alcune donne scelgono sempre gli uomini che fondamentalmente non le vogliono, o che, pur volendole, non fanno mezzo sacrificio per averle?
Perchè solo le mie amiche ricevono rose rosse alte comeammè direttamente a casa, pupazzi Swarovski riprodotti a grandezza naturale, inviti in posti_melensi_e_vomitevolima_pursempre_romantici per S.Valentino,hanno uomini che le vanno a prelevare anche se abitano a Grottaferrata, giusto per offrire loro un drink in pieno centro storico, per poi riportarle a Grottaferrata, ristoranti pieni di candele prenotati integralmente per un’occasione speciale, lunghe lettere d’amore scritte con la stilografica ed imbucate a mano, proposte di matrimonio su isole sperdute e, a chiosa,bouquet e strascichi e veli bianchi e marmocchi biondi e buoni??
Perchè io, invece, ho passato la vita a prendere metropolitane e autobus quando ancora non guidavo, poi a fare il rotor sul raccordo o sull’olimpica perchè i miei accompagnatori erano troppo stanchi per venirmi a prendere, a pagare cene, caffè, cinema e teatri perchè sono indipendente e valgo, a scrivermi i bigliettini da sola e ora, invece del velo, in testa mi provo le zanzariere di Vet, stupida come una fava romanesca???
Anche la mia collega scema ci si mette.
A parte che ieri ha allietato il mio pomeriggio con battute sagacissime del tipo ” mmmhhmm…ho visto un paio di scarpe molto belle…costano un pò…..dunque 97 euro…che in ITALIANO fa….”……o anche ” caspita, oggi è 26, quel ragazzo che mi piace non lo vedo dal 30 dicembre, oggi sono TRENTA giorni esatti “…..e inoltre ” ma secondo te, Cattie, perchè questo è un anno così strano?” (mi devi dire quale anno è stato normale, da quando sei nata) e per chiudere ” ma dai Caaattie, ti piacciono le frappe? Allora domani ti porto un bel vassoio di castagnole ricotta e spinaci ” (vojo vedè ndo le trova, se ce riesce domenica impasto una torta di fragole e lardo di colonnata solo pellei).
Poi, parlando di uomini (parla solo di quello e di capelli ), mi ha detto ” mamma mia Cattie, proprio non capisco, quello dovrebbe baciare per terra dove cammini. Una come te vicino, bella, così simpatica, intelligente ( oddio al pari suo è intelligente anche Flavia Vento) e poi, hai quindici anni meno di lui…dovrebbe trattarti come una dea “.
Cosa che infatti avviene. Mi tratta come una dea. Ma solo se il giro del raccordo lo faccio io.

Vizi Capitali

23 Gennaio 2006 15 commenti

Credo che mi piacciano le catene di S. Antonio.
Non cancello mai le e_mail che le contengono, anzi le giro con cattiveria a tutti, anche quelli che mi hanno chiesto di non farlo perchè gli intaso la posta, o perchè non ci credono, o, peggio, perchè non hanno sufficienti contatti a cui girarle a loro volta e hanno paura che ventimila anni di sciagura cadrà sul loro destino.
Me ne frego, e giro.
Quindi, raccolgo volentieri la catena di Marika e procedo.Trattasi di qualche domandina in ordine ai vizi capitali.

IRA

1. CHI È STATA L’ULTIMA PERSONA CON CUI TI SEI ARRABBIATO?
Ieri,a Porta Portese, con un’ambulante che tentava di farmi credere che due valigie fossero perfettamente identiche, quando in una ci entrava appena un criceto, nell’altra anche mia madre.

2. QUAL È LA TUA ARMA PREFERITA?
L’ironia. Te rovino.

3. PICCHIERESTI UNA PERSONA DEL SESSO OPPOSTO?
Picchierei un pò tutti, ma con la corporatura da banana che ho, ndo vado?

4. E DELLO STESSO?
Idem come sopra.

5. CHI È STATA L’ULTIMA PERSONA CHE SI È ARRABBIATA CON TE?
Nessuno si arrabbia con me. Tranne un unico, non meglio identificato esemplare di scassamaroni di cui sconosco le ragioni portanti: mia madre.

6. PORTI RANCORE?
No, mannaggia, dopo 5 o 6 minuti mi scordo anche con chi ho battibeccato.

PIGRIZIA

1. QUAL È LA COSA CHE DOVRESTI FARE GIORNALMENTE E CHE NON STAI FACENDO?
Ginnastica?

2. CHE ORA ERA LA VOLTA IN CUI TI SEI SVEGLIATO PIÙ TARDI?
Mah, le due, chiaramente parliamo dell’era protozoica, quando ero giovane e la cosa che mi impensieriva di più era l’esame di diritto romano.

3. QUAL È STATA L’ULTIMA SCUSA CHE HAI USATO PER NON FARE QUALCOSA?
Ho sempre una scusa per non fare qualcosa: è morta la zia, ciò il cane in clinica, il gatto si è buttato dal balcone, ho le placche in gola, sono rimasta ferma dietro a un autobus rotto in una strada ad un’unica corsia, domani devo svegliarmi presto per accompagnare mia madre e a fare le analisi, ho mal di pancia.

4. COSA NON FAI MAI PER PIGRIZIA?
Se mi sono già messa a letto, niente. Non mi strucco. Non faccio la pipì. Piuttosto uso il vasetto.
Sport, da tempi immemori.
Portare giù il cane (il vasetto vale anche per lui).
Benzina, a meno che non stia finendo e non stia sul raccordo. Altrimenti, c’è sempre una via di fuga.

GOLA

1. QUAL È LA BEVANDA PIÙ BUONA CHE BEVI?
Il liquore alla cannella comprato in Trinacria.

2. CARNE BIANCA O CARNE ROSSA?
Tendenzialmente tutta, preferisco la rossa.

3. QUANTO ALCOOL SEI RIUSCITO A BERE IN UNA SOLA VOLTA?
Ahahhahah che bella domanda! Scusate, ciò n’attimo la riunione degli alcolisti….mi assento un momento

4. SEI MAI STATO DA UN DIETOLOGO?
Si. Mi ci ha portato la genitrice femmina quando si era convinta che dovevo crescere. Inutile dire che sono rimasta a 45 chili.

5. PREFERISCI DEL CIBO DOLCE, SALATO O PICCANTE?
Preferisco tutte le porcherie esistenti al mondo.

6. TI LECCHI MAI LE DITA DOPO MANGIATO?
Minch…..!!!!!Ma solo a casa mia, a casa di Vet o a casa di S.

LUSSURIA

1. QUANTE PERSONE HAI VISTO NUDE?
Ihihihihihi i bambini a cui ho fatto da baby sitter contano? E i film porno?

2. QUANTE PERSONE TI HANNO VISTO NUDO?
Dunque.
Mamma.
I medici dei vari ospedali che ormai frequento spesso.
Tutti i miei fidanzati/amanti/tresche e non sono poi così tanti.
Tutte quelle della piscina che ancora non ho capito perchè non ci deve ssere una cavolo di parete divisoria tra una doccia e l’altra e dobbiamo fare tutte la doccia insieme come fossimo a un campo di concentramento. Roba che se ti cade la saponetta ti trovi con la faccia sul culo di quella contigua.

3. SEI MAI STATO BECCATO MENTRE GUARDAVI IL SENO O I GENITALI DELLA PERSONA CHE AVEVI DAVANTI?
Sempre in piscina, vedi sopra. Non è che ci sia molto altro da guardare. Ammazza che domanda scema però. Me sa che sto test lo rifaccio io con delle domande più sagaci.

4. QUAL È LA PARTE DEL CORPO CHE PREFERISCI NELL’ALTRO?
Il viso, il petto, le gambe (dritte), le terga (sode), le mani ( vietate le unghie lunghe da chitarrista )

AVARIZIA

1. QUAL È IL NEGOZIO DOVE SPENDI PIÙ SOLDI?
Abbigliamento senza dubbio

2. PREFERIRESTI ESSERE RICCO O FAMOSO?
Ricca.
Con la fama non ci saprei fare gran che, non amo stare al centro dell’attenzione, non avrei voglia di essere fotografata mentre ho le dita nel naso nel cortile di casa mia e non mi andrebbe di firmare autografi ad ogni angolo.

3. ACCETTERESTI UN LAVORO NOIOSO SE SIGNIFICASSE TANTI SOLDI?
Avoja
Del resto, ci si annoia comunque al lavoro

SUPERBIA

1. QUAL È UNA DELLE COSE CHE HAI FATTO DI CUI SEI FIERO?
Lasciare la Foca Monaca.

2. QUAL È UNA DELLE COSE CHE HAI FATTO DI CUI SON FIERI I TUOI GENITORI?
Presumo la laurea.

3. TI HANNO MAI MESSO IN SECONDO PIANO?
Sono finita anche all’attico a volte

4. HAI MAI FATTO QUALCHE CONCORSO SAPENDO DI ESSERE MIGLIORE DEGLI ALTRI PARTECIPANTI?
Odio i concorsi

INVIDIA

1. QUALE OGGETTO O PERSONA DI AMICI VORRESTI AVERE?
Un marito. Ma non mi riferisco a nessuno in particolare, va bene uno qualsiasi:)

2. SE POTESSI ESSERE QUALCUN ALTRO, CHI VORRESTI ESSERE?
Una cantante famosa.
Carla Fracci.
Aida Jespica.

3. HAI MAI DESIDERATO CAMBIARE UNA PARTE DEL TUO CORPO?
Una????

Va beh……su, cimentatevi anche voi:)

Carrie e i marziani

18 Gennaio 2006 12 commenti


Tutto comincia in novembre, dopo l’operazione, quando il mio ginecologo mi prescrive una certa terapia.
Ossia, il “mio” ginecologo, a dire la verità da lui ci sono arrivata per caso, ma solo perchè è chirurgo, anche se poi, in definitiva, non è lui che mi ha operato ma un altro.
Il giorno che andai da lui, poco prima di essere ricoverata, speravo di trovare , per una volta, un bell’uomo, dai modi garbati, magari anche scapolo, perchènnno.
Infatti quando Vet si offrì di accompagnarmi gli dissi ” ma nooo, tesoro, non serve, non preoccuparti, faccio da me “, ma poi ha talmente insistito che l’ho lasciato venire.
Ora che ci penso, è la prima volta che un uomo mi accompagna dal ginecologo. Sono cose che ho sempre fatto da me (sempre perchè io valgo).
Quindi, sembravamo una coppia vera,tipo di quelle che vanno dal medico per cercare di avere prole e si ritrovano, qualche mese dopo, col dischetto magico in mano, davanti al camino, a fare il conto preciso dei mesi che mancano, conto che poi tanto preciso non lo è mai, tanto che i bambini nascono sempre o troppo presto o troppo tardi.
Io, per dire, dovevo mica nascere quando sono nata. Mancavano ancora una decina di giorni. Mamma e papà, che allora avevano una cinquecento gialla, fiammante, nuova di zecca, si erano fatti il percorso fino all’ospedale, per calcolare i tempi di percorrenza e non sbagliare nulla. Immagino l’olimpica trentadue anni fa…ci sarà stato il mare intorno.Poi la tettonica delle placche ha spostato tutto.Mo ci trovi i fossili.
Insomma, avevano calcolato tutto, ma non che sarei voluta nascere di domenica.
E non una domenica qualunque. La domenica del derby roma-lazio. Quindi, sull’olimpica, c’era tutto il mondo che andava allo stadio, inutile suonare il clacson perchè lo suonavano tutti, inutile sventolare fazzoletti bianchi perchè tra otto milioni di bandiere nessuno se ne sarebbe avveduto.
Così, c’è mancato poco che mia madre mi facesse sul cruscotto.
Ma sono arrivati in tempo. Poi, come la emerita scassamaroni che sono, li ho fatti aspettare e sono nata il lunedì pomeriggio.
Bene, dicevo, sembravamo una coppia vera, così l’ho lasciato entrare con me, io e Vet abbiamo molta confidenza ed era giusto che entrasse.
Il dottore chiaramente somiglia a uno scaldavivande. Aò, mai che mi capitasse che so, Gere col camice, Clooney con lo stetoscopio, no, a me sempre i rifiuti, gli avanzi, gli scaldapizzette.
Meglio così, almeno quando avrà la mia passera davanti alla faccia mi troverò meno imbarazzata.
Mi indica uno spogliatoio dove indossare un camicino verde.
Capperi, è la prima volta che vado in uno studio così serio.
Lascio Vet col dottore, vado a indossare il suddetto camice, che, come quelli da sala operatoria, ha il buco dietro.
Quindi, sgattaiolo furtiva dallo spogliatoio nella stanza del dottore, tenendo con le mani i lembi del camice per non mostrare le terga a tutta la sala d’aspetto. Ma guarda te.
Quando mi sdraio sul lettino, mi accorgo che il dispositivo per la ecografia è collegato a un maxi schermo sul quale sia io che Vet possiamo seguire i movimenti del medico. Fantastico. Sembra di avere la passera in mondovisione. Pare il concerto del primo maggio.La festa dello scudetto al Circo Massimo. Il dottore mi dice ” ok Carrie, adesso facciamo l’ecografia transvaginale, per vedere bene da dentro “. Annuisco, mentre lo vedo prendere una specie di fallo di plastica e metterci sopra una sorta di preservativo.
Vet ride.
Io cerco di trattenermi.
Il dottore mi fa ” rilassati “. Certo. Eccome no. Ma come fa una a non rilassarsi, con un pisello col sonar nella passera, manovrato da un medico brutto, col fidanzato che guarda, e con il maxi schermo che pende dal soffitto?
Me pare normale.
Comunque, finita la visita, dopo qualche giorno mi ricovero e la storia dell’operazione la sapete già. Dopo l’intervento, l’intronato dottore mi prescrive un contraccettivo da utilizzare senza interruzione, così da evitare che io abbia il ciclo per qualche mese.
Penso a una comune pillola. Ennò. Troppo facile.
Quello che tocca a me è L’UFO.
Un anello di gomma flessibile da inserire inderposto e da sostituire ogni tre settimane.
Replico io: “ma, dottore, se non ho il ciclo per tutto questo tempo, come faccio a verificare di non essere gravida?”
” Ma scusi, perchè, ha 32 anni quasi, questi bambini quando li vuole fare? ”
” Beh, ma dottore, scusi, però questo è un problema mio, è che in questo momento privato e professionale non è proprio il caso ”
” ma come, non ha quel bel giovanotto che l’ha accompagnata a studio da me, con cui allevarli? ”
” dottore, guardi, lei non sa quello che dice, se a quell’uomo comunicassi di aspettare un suo frugoletto, gli verrebbero contemporanemente il tunnel carpale a entrambe le mani, la esofagite da reflusso, i diverticoli, la colite spastica, una trombosi, un ictus e anche la varicella , sa com’è, due figli li ha già e proprio non desidera averne un altro con me “.
Il dottore risponde che, se correttamente utilizzato, il dispositivo è sicurissimo e non c’è pericolo di gravidanze.
Acquisto l’oggetto in farmacia.
Ci sono le figure.
Non mi sembra complicato, dai, come usare un tampax. Solo che non è cilindrico, è un anello di gomma. Di diametro 5,5. Praticamente un ufo.
Deduco quindi, essendo bucato, che il pistolino debba passarci attraverso. Ma, impossibile non domandarmi:
a) il diametro è 5,5. se uno avesse l’uomo superdotato che succede, si incastra?
b) se l’oggetto va lasciato sempre in sede, durante i rapporti me lo ritroverò come cerchietto nei capelli? O come ferma-tonsille? Come fa a non spostarsi verso l’alto?
Però, il foglietto illustrativo dice di non rimuoverlo, quindi lo lascio inderposto, con un pò d’ansia devo dire, ero abbastanza certa che Vet se lo sarebbe ritrovato come anello da pisello una volta conclusa l’operazione sessica.
Invece, mistero, l’ufo è rimasto dov’era.
Solo che, non avendo più avuto riscontri circa l’assenza di gravidanze, non dormo bene da un paio di settimane.
La mia collega scema ieri ha detto ” ma Catttieeee, pensa ai risvolti positivi, lo incastri per bene, ti trasferisci a casa sua e cambiate i pannolini insieme “.
Tzè.
Quello mi lascerebbe in una casa famiglia, cambierebbe nome e andrebbe a vivere ai Caraibi.
Oggi pomeriggio vado dal medico, a vedermela in mondovisione, giusto per riposare tranquilla:)

Carrie curiosità

9 Gennaio 2006 16 commenti

Le mie 5 stranezze.

1. fobie-casalinghe e da ufficio.
Rientro in casa 5 volte per vedere se ho spento la luce, chiuso il gas, ma soprattutto se il gatto dorme nella sua cuccia oppure sta di nuovo tentando il suicidio. Già, perché due anni fa, stanco della vita, decise di compiere l?insano gesto gettandosi con un volo molto scenico dal terzo piano, atterrando sul mento. E siccome il detto felino è mancante di un arto, cioè ha una zampetta paralizzata dalla nascita, pensavamo di vederlo spiaccicato in un lago di sangue poiché la mancanza di un arto inficia moltissimo l?attrito nell?atterraggio di cui i gatti godono.
Invece se la cavò con qualche flebo, un graffio sul mento, perse la parola per qualche giorno dallo spavento, ma nulla più. Nonostante questo, da allora, a casa mia non si sono più aperte le finestre, e stiamo sigillati anche in agosto, purchè il felino viva sereno.
Una volta costrinsi la foca monaca a interrompere la visione, al Foro Italico, dal vivo, degli internazionali di tennis perché durante la semifinale mi era venuto l?incubo di aver lasciato acceso il ferro da stiro. Inutile dire che il ferro era spento. Ma che perdemmo mezza partita.
In ufficio, quasi tutto uguale alla 1, cioè rientro per vedere se ho staccato il pc, le casse, la stufetta elettrica, se ho acceso la segreteria, se c?è la carta nel fax ma, soprattutto se ho gettato il posacenere con i mozziconi semiaccesi nel cestino della carta.
Una volta sono ritornata da casa a studio, alle nove di sera, per scongiurare questo pericolo, chiaramente infondato.
Inutile, anche qui, dire che non succede mai niente e tutto è sempre al suo posto.

2.fobie da guida.
Tolgo la catena dal motorino, ripongo la mia borsa nel bauletto, prendo il casco, lo indosso e parto. Mentre guido sono assalita almeno 16 volte dalla assoluta certezza, non il dubbio, di aver lasciato la borsa medesima su un muretto, su una panchina, su una motociclo adiacente, mentre toglievo la catena, sopra pensiero. Quindi immagino già le lunghe trafile per bloccare il bancomat, rifare i documenti, i tesserini?.quando arrivo la scena è la medesima: metto il cavalletto, con la audacia di Highlander mi avvicino al bauletto, ancora col casco, mezza soffocata e lo apro con gesto sicuro, ta-da!!!! Convinta di trovarlo vuoto. La borsa è sempre li.

3.Salute-fobie
Non sono ipocondriaca, ho solo la tendenza, quando c?è qualcosa che non va, a considerare l?ipotesi peggiore. Così, per fare un esempio, quando l?otorino mi ha prescritto una rx cranio per verificare la presenza di sinusite, che mi causava un gran mal di capo, mentre attendevo il radiologo, che stava stilando il referto, sono scappata via, di soppiatto, dalla sala d?aspetto, convinta che la diagnosi di un tumore al cervello mi avrebbe veramente rovinato la giornata, quindi ho mandato il mio papà al ritiro del referto medesimo il giorno successivo.
La fobia si estende anche ai familiari, ovviamente, spesso metto uno specchietto sotto il naso di papà mentre dorme per vedere se è vivo.

4.Porte elettroniche.
Da sempre il mio incubo. Supermercati, banche, negozi, alberghi.
In banca ho imparato come si entra, ma cerco di evitare le banche che non conosco perché ho la convinzione assoluta che prima o poi resterò incastrata. Gli alberghi con quei cilindri rotanti mi cagionano una iperventilazione bestiale per cui li evito, o mi infilo insieme a qualcuno.
Per quanto riguarda i supermercati, è certo, matematico che quando tocca a me la porta non si apre, tutti ridono, e io mi sotterro.

5.carrie spia non è figlia di maria
da sempre, per sempre. Sono impicciona. Se mi capita un cellulare davanti, ce devo infilà il naso.
È piu forte di me.
Ma questo, del resto, lo sapevate già.

Tocca a:
Adipi, Alberto, Iena, crasi e grisù.

Racconti di una geisha

3 Gennaio 2006 16 commenti


Dall’anno nuovo sono Carrie_Geisha.
Dopo aver visto il film in sala, insieme a Vet, mi si è aperto un mondo nuovo.
Soprattutto perchè, da quel pomeriggio, il coatto desidera che lo chiami ” Direttore Generale “.
Se sente molto Danna.
E del resto, da quando lo conosco, non faccio altro che impiumarlo, incensarlo, osannarlo, venerarlo.
Il suo stesso letto se sente molto FUTTTTON.
Le ciotoline nipponiche in cui mi ha servito la cena della Vigilia sono perfettamente intonate con l’atmosfera.
Manco a farlo apposta, per Natale, insieme a un altro paio di cose, gli ho regalato una fontana Zen. Tutto molto abbinato.
Mi mancano gli shangai nei capelli e il cuscinetto sulle terga, poi sono lei, Sayuri.
Devo imparare la danza dei ventagli, però.
Imperdonabile da parte mia non saperla ancora mettere in opera.
La mia è una nuova figura tuttavia, che in letteratura non esiste.
La geisha poliziotto.
Egggià, perchè a me, la voglia di farmi gli affari miei non mi è ancora venuta.
Sicchè, nei giorni trascorsi insieme, tra Natale e ieri pomeriggio, sono stata come un furetto appollaiata nei pressi dei suoi cellulari per vedere chi si sarebbe ricordato di lui.
E ne ho fatta una un pò sporca.
30 pomeriggio.
Io e Vet andiamo a casa sua in montagna.
Nel paesetto in questione c’è un solo gestore telefonico in grado di funzionare.
Così’, Vet ha comperato una scheda per fare il trasferimento di chiamata dal suo gestore all’unico funzionante.
Siamo in macchina. Lui guida. ” Tesoro, dettami il numero della nuova scheda, così trasferisco tutte le chiamate e gli sms “.
Glielo detto, lo prendo dal mio cellulare. 349……arrivo all’ultima cifra.La leggo tra me e me. E’ un 9. “349………7″.
Non mi prento per niente. Lui trasferisce le chiamate. Sul telefono di chissà chi.
Non arriverà un bel ciufolo. Il telefono non squillerà e lui si sentirà abbandonato come un cane sul raccordo.
Ovviamente, nessuno conosce il numero diretto della nuova scheda. E’ nuova. Io l’ho dato solo ai miei e a mio cugino. Per le necessità.Nessuna potrà avvertirlo.
31, pomeriggio.
Suona il telefono con la nuova scheda.
Lui risponde. E’ mio cugino. Si fanno gli auguri. Mette il viva voce per far ascoltare anche me.” Ciao, sono P., volevo farvi gli auguri , ho provato sul tuo numero tim, ma che cacchio di trasferimento avete fatto che mi risponde uno di aversa???”.
Tradita dai miei stessi parenti.Quando torno lo strozzo con la cotenna del cotechino.
Cci sua.
Vet è più ingenuo di quanto pensassi, non sospetta minimamemte che possa averlo fatto apposta. Esce per modificare il trasferimento nell’unico punto del paese in cui c’è campo.Nel frattempo, setaccio l’altro suo cellulare alla ricerca infruttuosa di tracce di tradimenti.Niente.
Nonostante questo, la mia sete di verità non viene appagata. Una volta modificate le impostazioni del trasferimento di chiamata, per fargli gli auguri, da quel momento in poi, nessuno chiama, tranne i figli e i fratelli.
O è lui che frega me oppure è veramente lindo come l’anima di un putto.
Il 2 mattina suona il telefono.Lui è al piano di sotto. Apro la doccia, così che creda che non possa sentirlo, e vado ad ascoltare dagli ultimi gradini. Niente, un collega di lavoro. Roba che appena ha attaccato mi sono dovuta infilare nella doccia col pigiama perchè rischiavo di essere beccata tutta vestita sulle scale. Lui è venuto in bagno e meno male che non ha avuto l’idea di fare la doccia con me. Ho asciugato il pigiama sul termosifone mentre lo distraevo al piano di sotto spiegandogli i segreti del Sudoku (donna giapponese, giochi giapponesi).
Le feste, comunque, sono trascorse abbastanza velocemente e senza troppi traumi. Sono riuscita a sfangare la sera della vigilia in casa Vodafone, Vet ha cucinato per me e abbiamo passato la Vigilia soli soletti, a core a core.
Ho ricevuto dei bei regali, compresi quelli dei suoi fratelli, che son stati molto gentili, tranne per il particolare che hanno sbagliato il nome sul pacchetto, chiamandomi con lo stesso nome con cui mi chiama la mia collega scema. “Cattie”.
Da impiccarli col nastro da pacchi e trascinarli nella neve attaccati al parafango.
Vet mi ha regalato un prezioso e una macchina per cucire. Immagino che quest’ultima idea gli sia venuta dopo che il tappezziere gli ha chiesto 28 euro per rivestire ogni cuscino della sua cucina.
Ecco, appunto, dicevo, bei regali, a parte quello della mia collega stolta, un pacchettino contenente: due gloss improbabili fucsia perlato, due cioccolatini a forma di Babbo Natale, un accendino. Il regalo di una tossica, praticamente.
A capodanno mi sono vestita da geisha_cuoca e ho messo su una cenetta con i fiocchi per Vet e i suoi due amici che ci hanno raggiunti in montagna.
Insomma, il nuovo anno non sembra essere iniziato sotto cattivi auspici.
Certo, il due mattina, per fregarlo sul tempo mentre era in bagno, al piano di sopra, e andare a vedere il display del suo cellulare che suonava al piano inferiore, sono caduta dall’ultimo gradino e un girasole provvidenziale che adorna le scale ha funto da liana per impedire la frattura del mio coccige.
Però, ho visto de peggio.
Buon anno a tutti voi.