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Archivio Ottobre 2005

Cuba: relax, terme, bridge e fanghi

26 Ottobre 2005 12 commenti


Siccome il we non era stato abbastanza piovoso, l’incipit della settimana non poteva essere da meno.
Penserete ” Carrie è diventata scema, i calcoli le si sono incastrati nel cervello.
Quale we piovoso? A Roma da qualche giorno pare aprile per il clima che c’è “.
Ennò. Piovoso perchè ho allagato la città eterna dei miei eterni malumori con rivoli di lacrime.
E pensare, sono recidiva.
Quando avevo tre anni 3 anni mi si è occluso il canale lacrimale e sono diventata strabica. Mi hanno operato e tutto è tornato a posto. Mi sono sempre chiesta il perchè di questa occlusione, presumo piangessi troppo perchè mia madre mi faceva disperare. A tre anni. Lei nega.
Ora c’è il Vet che mi fa appassire come un tulipano fracico.
Bene, glissando sulla epopea del week end, ieri il negletto ha espresso la sua necessità di riposo, di tranquillità, di fare un pò di giorni al mare, avendo tante ferie da consumare.
Nel mese di novembre.
Glisso ancora sul tempismo eccezionale e sulla delicatezza da brontosauro nel programmare il viaggio al mare nello stesso mese in cui io verrò operata.
Stante anche che un certo fisiatra lo ha trovato ” irrigidito ” e pieno di tensioni muscolari e tendinee, che gli impediscono di correre come un tempo ( e grazie, se uno a 47 anni si ostina a voler fare le stesse cose che faceva a 12, sorgono delle difficoltà. Se io volessi toccarmi le orecchie con l’alluce come facevo, imitando la Parisi, a 11 anni, probabilmente resterei incastrata e di professione, da quel momento, potrei fare solo l’appendiabiti post-moderno).
Ebbene, il tale fisiatra, che nel pomeriggio, sfogliando opuscoli degli strizzacervelli contemporanei, si è improvvisato psicologo, ha diagnosticato delle tensioni ” psicosomatiche “.
Eccerto. Te pareva. Se non ce mettono lo stress in mezzo a tutto, non se sentono realizzati. Gia, perchè Vet che conduce una vita molto stressante, probabilmente è teso.
Certo. Riassumendo la sua posizione, un quadro di una grossa e nota azienda che lavora si e no de media 6 ore al giorno, gira per alberghi lussuosi e pasteggia a cene di lavoro luculliane, vive da solo e non rende conto a nessuno, intrattiene i figlioli una sola sera alla settimana, pratica sport a tutti i livelli con ottimi risultati, è belloccio e decisamente charmant, è probabilmente teso come un operaio del casertano che dipinge le strisce pedonali, guadagnando 800 euro mese, che, quando torna in casa, oltre con i tre figli Gennaro, Ciro e Salvatore, con il cane pulcioso e il gatto zoppo, la suocera impicciona e la cognata fattucchiera, deve fare i conti anche, ovviamente, con la moglie Annunziata, bigodinata, casalinga disperata( questa si, non come quelle 4 fighe di rai due) e per giunta anche gattara.
Uguale.
Quindi, mi diceva, pensava di fare un viaggetto per consumare queste ferie arretrate, magari con un amico, un collega,
sarebbemoltobelloCarrie_farequestoviaggioconte_matupurtroppo_loso_haidalavorare_enonpuoiassentarti.
Ecco, quando un uomo ti dice che gli piacerebbe porprio tanto invitarti in un posto quando sa che non puoi, è in sostanza come se ti prendesse sonoramente per i fondelli.
Benissimo. Vuoi riposarti amore? Ti serve relax? E che problema c’è, ho pensato? Vorrà fare qualche cura termale.
Del resto, a 47 anni, è pure ora di dedicarsi un poco alla salute.
Quindi, andrà, non so…a Casamicciola Terme. A Forio d’Ischia. A Rapallo, a passeggiare in riva al mare per lo iodio che fa tanto bene alla gola. A S. Casciano Bagni.
Invece no.
Lui pensava a qualcosa di un tantino più esotico.
Tipo Cuba.
Eccerto. Perchè, notoriamente, un uomo_sostanzialmente_single, di 47 anni, ballerino di salsa indefesso, bello ed euromunito, infedele fino all’astragalo, insieme ad un amico della stessa pasta, va a Cuba per darsi al bridge, al riposo, a risolvere abilmente il ” quesito con la susi ” della settimana enigmistica mentre inala sostanze benefiche per i polmoni nelle note terme cubane, sorseggiando, di tanto in tanto, un infuso a base di passiflora cubana.
Si, come no.
E io, nel frattempo, quando verrò chiamata dall’ospedale, verrò operata da George Clooney nei panni di E.R., e quando mi sveglierò dall’anestesia, sarò alta come la Seredova e tettata come la Bellucci.
A-ha.

Carrie_sgangherata_Ponzi

13 Ottobre 2005 29 commenti


Un mese fa, casa di Vet.

Sono sola. Vet è andato ad un matrimonio. Mi ha lasciato le chiavi, nel caso in cui volessi uscire e poi rientrare.
Guardo un pò di tv. Guardo l’armadio…i cassetti…no.
Nonnonnò. Stavolta non ci casco. Non indago. Basta, che a forza di indagare mi faccio sempre del male. Vabbè…do giusto una occhiatina nell’agenda…controllo le spese della settimana. Nessuna voce ” fiori “, ” albergo “, anello_per_un’altra”. Ok.
L’armadio….no. Non mi frega.
Esco, vado a trovare mio cugino, passo il pomeriggio con lui, ceniamo, guardiamo due film. Lo costringo a vederne uno di seguito all’altro. Proprio nella speranza che Vet nel frattempo ritorni.
Alle 23 mio cugino si addormenta e comincia a russare. Me ne vado…dove vado? sono dall’altra parte di Roma rispetto alla civiltà, ai miei amici…torno a casa di Vet. Ma vado a dormire, giuro.
Guardo un pò di tv per farmi venire sonno. Ovviamente in tv nn c’è nulla. Potrei guardare un dvd…ma c’è solo “la vita è bella”. E, francamente, non mi sembra il caso di guardarlo per la 3 volta.
Vado a letto. Spengo la luce. Sono le 2345. Vet mi manda un sms dicendo che la cena va per le lunghe, e sono ancora al primo dei secondi. Riaccendo la luce. Mi alzo, cerco un libro. Visto che ci sono, li sfoglio tutti all’ingiù, nel caso in cui da qualcuno uscisse fuori un biglietto, una foto. Niente. Scelgo un libro di Biagi. Ritorno a letto. Provo a leggere…chepppalle Biagi.
L’armadio mi sta chiamando. L’ho sentito distintamente. Ha detto ” Carrie, vieni, anzai che c’ho da farti vedere “.
Mi alzo, vado a vedere cosa vuole.
Vet è di un ordine maniacale. Tutto è ben suddiviso, pulito, piegato, stirato.
Poi, non è mica la prima volta che ci guardo..le foto, per esempio, le ho già esaminate tutte un anno fa, sei mesi fa, tre mesi fa, e qualche giorno fa…
però c’è una parte, in basso, dove ci sono dei cassetti, dove non ho mai guardato bene, ci voleva troppo tempo e Vet non si è mai assentato a lungo.
Apro il primo. Bollette. Ordinatissime, in ordine cronologico. Deve essere pazzo.
Il secondo. Atti. Compravendite, la casa, il box, il mutuo, la separazione, l’omologa del tribunale. Sollevo tutto, estraggo, poso sul pavimento in ordine crescente, cosi come ho trovato, ripongo tutto.
Terzo cassetto. Foto. Ecco.
Lo sapevo. Tre foto dei figli. Ammazza quanto erano brutti da piccoli.
Una con la moglie. Si tengono per mano. Povera cornuta, penso.
Una è con la sua ex, C., quella venuta dopo la moglie, o forse dovrei dire insieme alla moglie, con cui ha vissuto sei anni. La foto sarà di dieci anni fa…lui è piu giovane, ha tutti i capelli scuri ancora, lei è in tuta, bella ragazza…sono seduti davanti all’albero di natale…checccarini. Lei si sposa il 22 prossimo. Che l’albero di natale lo faccia col marito, non rompa più le palle ( o, semmai, solo quelle del suo albero) e non si faccia più viva, ora e per sempre, amen.
Vado avanti…..rosso…una foto rossa…..divano rosso…è il suo divano!!! Sopra, una nuda.
Cazzo. E’ M. Una con cui ha trescato per un pò un paio di anni fa. Lo so che è lei, perchè nella scatola delle foto l’ho vista con lui a Londra e in Grecia. Devo dire che è mejo vestita. Non si vede nulla comunque. E’ nuda ma sostanzialmente cià le ginocchia in bocca e le braccia arrotolate, non si vede proprio nulla. E’ un pò un abbacchietto. Io, se fossi un abbacchietto, non mi farei fotografare nuda sui divani degli altri. La gente ha poco gusto. Che poi…brrr….cazzo, io su quel divano c’ho poggiato le terga milioni di volte. Anche senza vesti. Ma tu guarda….vabbè, lo avrà fatto lavare.
Ma…..cazzo, di quand’è sta foto? Non è che…questa l’altro ieri stava qua e…..giro la foto….29 ottobre 2003. Fiuuuuuuuuuuuu…..bene.
La tachicardia, lentamente, se ne va.
Proseguo…un biglietto di C. Lo chiama con un nomignolo così idiota che è irripetibile. E gli dice “sai sempre come conquistarmi”. Anche io vorrei poter dire lo stesso. Vabbè.
Una lettera della moglie. Di due anni fa. Sopra ci ha scritto: si prega di aprire in privato. Macchevordi??? Abita da solo! Cocchì la doveva legge sta lettera, alla riunione de condominio?? Quant’è ignorante, poverella. Scrive un italiano che mi sembra il mio compagno di banco delle medie. Magari l’ha tradita per questo. Lei dice che non pensava si potessero mai lasciare…blabla…e che vorrebbe più soldi al mese…blabla….e che non capisce dove ha sbagliato blabla…” Mi dispiace per lei. Ma sono passati dieci anni dalla separazione. Ormai, deve metterci una pietra sopra. Io il marito non glielo avrei mai portato via. C. lo ha fatto. C. è una zoccola, infatti.
Sto per andarmene a letto. Sono stanca, è l’una.
Vet mi manda altri due sms per avvertirmi che finalmente stanno al dolce e non ne può più. Mi alzo. Distrattamente, l’occhio mi cade su una cesta che è accanto ai cassetti. Vet ci tiene le sue cose da corsa.
Calzini, tute, magliette. E l’unica cesta incasinata. Dice che gli piace tenerla così. Solo quella. Un oggetto verde acqua cattura la mia attenzione…ndo cacchio va vestito de verde acqua??? Lo afferro.
Cazzo. E’ un costume. Il pezzo di sotto di un costume. Un perizoma, per l’esattezza. Decisamente, non è di Vet. Non è il suo genere.
Me lo rigiro nelle mani. Non capisco..può essere di chiunque. Cioè, voglio dire…chiunque ci sia stato prima di me. Non vedo perchè dovrebbe essere recente. Andiamo, non pensare sempre male. Una donna delle sue lo avrà lasciato qua. E lui…lo ha conservato? Vet è tutto, ma feticista, affatto. Poi, è anche stato lavato…
Ho le mani fredde. Me ne vado a letto. Alle 230 mi sveglio…Vet è accanto a me, è tornato, mi sta baciando la guancia.

Sabato scorso, casa di Vet.

E’ passato quasi un mese e io sto aspettando il momento fatidico in cui Vet farà il cambio di stagione. Solo allora, in un modo o nell’altro, riuscirò a capire. Oggi diluvia. E’ il momento giusto.
” Amore, che dici, perchè non ti levi quella rogna terribile del cambio di stagione…? ti do una mano io!”. Che stronze le donne. Infide.
Lui esita un pò, poi accetta, di malavoglia, non gli va per nulla.
Mi sorbisco montagne di pantaloni, camicie, giacche, cinture, lo aiuto, apro, scambio, ripongo, spazzolo. Mi sono offerta io.
E poi….lui è lì…lo vedo….che occhieggia dalla cesta. Vet, invece, non lo vede. Forse lui nemmeno se lo ricorda.
Ma io si. ” Amore, certo..in questo armadio, tesoro, non ci pulisci mai? guarda quanta polvere c’è sul fondo” …lui, contento della mia crisi igienica, mi porge uno suiffffferrrcatturapolvere e mi chiede di passarlo sul fondo. Proprio dove volevo io. Comincio lontano….lui fischietta. Non lo sa, è sicuro. Sennò non me lo farebbe fare. Mica è cretino.Mi avvicino…faccio un sospiretto…una faccia sorpresa…e poi gli dico, molto placida ” amore, c’è una mutanda da donna nel tuo armadio “.
Lui, un pò sorpreso, fa ” ma dove? Ah, questa? E’ di mia figlia. Una volta che siamo andati al mare insieme, si è fatta la doccia qua. E poi, come vedi, non è una mutanda, è un costume, tesoro. ” Sembra tranquillo.

DI TUA FIGLIA?????????
Ricapitolando per chi non sa. La figlia, anni 22, vive con la madre, a km 1,300 da casa di Vet. La figlia, sempre anni 22, pesa una bona sessantina de kili. Ora vi prego, voi donne rubiconde, ditemi quale di voi va al mare in perizoma. Io personalmente, che ne peso 44, non lo uso.
Una ragazzina cicciottella che ha da poco passato la pubertà, piena di complessucci ( come lui stesso afferma ) va al mare, col padre, in perizoma??????????????????? E poi lo lascia a casa sua e va a casa propria in pareo_e_sotto_gnente????

Spiegazione di Vet: ” mia figlia, un paio di anni fa, d’estate, veniva a studiare qui, perchè voleva star sola. Le avevo dato anche le chiavi. Aveva lasciato delle cose qui, tra cui quello, per cambiarsi, quando faceva la doccia. Infatti c’è anche un suo vestito. E c’è anche il pigiama del fratello, ogni tanto restavano a dormire. Succedeva un paio di anni fa e manco ricordavo che fosse li “.

Scuoto il capo. Sono incredula. Ma che gli posso dire? Una figlia ce l’ha. E io non la conosco. E non posso fare controlli incrociati.
La morale, ancora una volta, è che quel maledettissimo sabato, uscita da casa di mio cugino, non dovevo tornare a casa. Dovevo andare a lasciare il perizoma in casa di qualcuno che possiede una figlia femmina.

Autumn in Rome

10 Ottobre 2005 9 commenti

Siccome sono quella che fa ridere il prossimo, ho evitato di aggiorvarvi perchè di comico da raccontare non ho avuto proprio un bel pinolo.
E non ce l’ho tuttora.
Ma ho deciso di sorvolare sulla mia crisi lavorativa, sui nuovi problemi di salute che mi costringeranno a prendere la residenza in ospedale perchè devo operarmi…ehssi.
So proprio come le macchine vecchie.
Che, quando vai a far sentire quel rumorino a destra….je trovano la marmitta da rifare.
Così io, andata a controllare i calcoli, ho scoperto altre magagne da operare.
Niente di grave, credo, per il momento.
Altro che donna vintage….qua c’è l’usato e manco sicuro.
Comunque, nel frattempo continuo a vivere e me ne frego, e stamattina proprio, mentre ero in motorino e ho avvistato in sequenza n. 13 passanti senza senso, sono qui a chiedermi perchè le femmine hanno così tanta voglia di cacciar fuori l’abbigliamento invernale, segnatamente, gli stivali.
Il cambio di stagione comincia ad affligerci già verso metà settembre, anche se la domenica sei sdraiata a Ostia con la protezione 6, cominci a desiderare quell’angoretta che tiene caldo sotto all’ascella.
Ecco quindi che dal 20 settembre in poi, per strada, si osserva un fritto misto di ogni genere, dalla nostalgica estiva che ancora porta su il sandalo quando c’è il nubifragio – roba che a ponte milvio i vigili danno in dotazione occhialetti e cuffia per attraversare la piazza – a quella che, invece, in una giornata caldissima come quella di ieri, si ostina, perchè ormai ha messo via tutte ciò che era estivo, a sfoggiare lo stivale (ma bello accollato, ne ho vista una sabato alla gs con un modello spice girl che le avviluppava il quadricipide) il collant, la gonna di pelo, e, per le più audaci, il piumino.
A costo di fare la schiuma.
A costo di sudare tanto che al lunedì ti ritrovi una laringite che te la ricordi.
Perchè questa fretta nell’eliminare quegli abitini colorati e leggeri, quelle scarpine deliziose e comode, per dare spazio alla LANA???
Forse, però, il motivo riposa in una spiegazione banalissima: d’inverno siamo tutte più belle. E più bugiarde. La cicciottella si camuffa ( ” ehh ma non sono io…..sono i maglioni, ne ho 3 a strati, sono mooolto freddolosa” ) la secca si imbottisce e sembra normodotata, quelle carenti di seno passano dalla priVa alla seconda (come per magia, chettefrega, te ne metti due di coppe imbottite, chittevede)….eppoi, calzatura magica risovi problemi, che occulta i difetti di ognuna, dall’anoressia al ginocchio vaccino….lui, LO STIVALE.
Un vero un tormentone.
Ce n’è per tutti i gusti ormai, non è un probema di modello, è che non esiste la misura giusta. Io lo so. Io, che ho un polpaccio fino come una bic, giro e vago per tutti i negozi alla ricerca di quello che abbracci la mia gamba senza lasciarvi lo spazio per parcheggiare la macchina. Inutile vagare per i calzolai, la maggior parte non li stringono, li stringono male, o li stringono bene a costi talmente elevati che ti fanno venir voglia di metterti le superga.
Le mie amiche più in carne invece, faticano sempre a trovare quello che si posa chiudere senza triturare lembi di carne nella zip e che non dia l’impressione che possa aprirsi da un momento all’altro.
Solo poche fortunate riescono a trovare la misura, che coinvolga degnamente tutto l’arto inferiore. Senza dover ricorrere alla fisioterapia.
Si, dico questo perchè a volte ho trovato la giusta misura giro-polpaccio, ma ho dovuto sacrificare l’articolazione del metatarso, perchè ho acquistato un 34 e mezzo.
E porto 36.