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Fiesta

5 Luglio 2005


Sabato sera, giorno meno adatto per una scorribanda del genere, io e il Vet, tanto per tentare una pista di salsa diversa, decidiamo di fare un saltino a Capannelle, sede della ormai celebre manifestazione estiva Fiesta, che alla radio hanno il coraggio di definire come “luogo di incontro culturale”.
Cul-, sicuramente.Turale un poco meno.
“Festival internazionale di musica e cultura latino americana a Roma”.
Tutto c’era poi, tranne che di latino americano.
La fiera del coatto.
Ma neanche, siamo proprio a livelli diversi, qua ci sono persone in libertà vigilata.
L’età media è decisamente bassa, la fascia di età è tra 20 e 25.
Appena entro una tipetta col boa piumato ( fa 35 gradi) mi sfila davanti.
A descriverla sembra un menu di pesce.
Scarpetta zeppata, sui 12 cm, con piedino ungulato in crosta al mirtillo. Minigonna stretch alla giro passera e toppino trasparente con ombelico piercingato in bella vista. Labbra in guazzetto di rosso pulp.
Altra fanciulla, stesso menu. Abitino elasticizzato con cinturona a catena pendente, verso destra, calzari da schiava romana, non bassi come gli originali, ma con un tacco che potresti usarlo come anelliera, intrecciati e fermati, proprio sul ginocchio di stile vaccino (ndr. il ginocchio vaccino è quello un pò valgo, convesso, ricoperto da almeno 3 cm di adipe, che non andrebbe mai sottolineato con una gonna che ivi si fermi o con una calzatura che ivi si agganci) da una fibbietta a forma di testa di serpente, molto aggressive, tempestato di lustrini.
In sostanza, le mancavano le quattro frecce e il falò accanto, poi lo scenario era quello tipico di via del foro italico dalle ore tardo pomeridiane in poi.
Insomma, la classica “donna bancomat”, quella che gli uomini usano solo per ” inserire la carta – ritirare la carta “.
Ora, per carità, ognuno è libero di abbigliarsi come vuole. Però Santo Cielo, se vedessi mia figlia uscire così, la manderei dalle benedettine e non la farei tornare mai più a casa.
Sono totalitaria, io.
Gli uomini poi, non sono tanto meglio. Rigorosamente smanicati ( è estate, fa caldo e l’ascella deve respirare, embè) tatuati e orpellati di catenazze ( dorate per i più retrò di verdoniana memoria, d’acciaio per le nuove leve di stampo breilliano) tengono queste fanciulle quasi al guinzaglio forse per il timore che qualche agente possa, hai visto mai, ingaggiarle per fargli fare le veline l’anno prossimo.
Ci fermiamo in prossimità della pista in cui si balla salsa. Qui lo spettacolo è assai più incoraggiante. Arriva un tale con una signora in età, presumo essere la madre. E’ la tipica mamma coraggio che ha mandato il figlio grande in galera per spaccio, e che alla sera del sabato, visto che il marito è ubriaco come una cucuzza, esce col figlio piccolo che invece è in affidamento in prova al servizio sociale.
Alla mia destra, invece, una dall’aspetto di un arancino siciliano, ovviamente minigonnato, si agita dimenando, oltre alle natiche, anche le pagaie che ha al posto delle braccia, tentando così, con notevole riscontro, di sedurre un tipico palestrato, di quelli che però l’istruttore di fitness gli ha impostato male la scheda, per cui è cresciuto molto di pettorale, spalle e dorsali, e poco nella parte inferiore, quindi somiglia molto a un paralume di ikea.
Dopo qualche minuto arriva il rimorchione del sabato sera, quello che si veste apposta per venire qua a caricarsi qualche bancomat.
Ma ha sbagliato tutto. Il poveretto, sapientemente rivestito da capo a piedi con un abito di lino bianco,poteva sembrare tranquillamente un grattacheccaro di saint tropez, non fosse che indossava anche il gilet del medesimo completo, però, aimè, portato “a pelle”.Cioè, senza la camicia sotto. Del resto, fa caldo.
A questo punto, totalizzati i quindici minuti di permanenza, mi arrendo.
All’uscita il tipo mi ha chiesto se volevo il timbrino per rientrare.
Io gli manderei la Digos, la Buoncostume, l’osservatorio contro il terrorismo e anche Maria De Filippi, che ci sta sempre bene.
Poi li farei chiudere.
Per questi nuovi protagonisti del folklore romano non basta manco più la fantasia di Verdone.

  1. LaPiccolaIena
    5 Luglio 2005 a 18:21 | #1

    a chi lo dici carrie, dovrebbero passare gli strofinacci per terra davanti alle vetrine dei negozi in saldo!!!
    fiesta ?!?! senti ma i travestiti non ci sono più? cioè gli istruttori di balli latino-americani che sembrano donne ma poi, guardando meglio…beh loro completavano la fauna locale! una volta era carino ora..hai fatto il quadro preciso della situescion!

  2. margot
    5 Luglio 2005 a 20:21 | #2

    Bene, a questo punto posso anche evitare di andarci. Ogni anno è peggio, ma mi sa che questo li batte tutti.

    Carina la “donna bancomat”, me la rivenderò. Devo pagarti i diritti d’autore?
    :o )

  3. LaPiccolaIena
    6 Luglio 2005 a 16:45 | #3

    ehe siamo sulla stessa lunghezza d’onda..w gli assi cartesiani ;)

  4. LaPiccolaIena
    12 Luglio 2005 a 17:08 | #4

    che ci vuoi fare carrie, è una missione!!! ;)

  5. mar.y.so
    14 Luglio 2005 a 18:22 | #5

    E così quest’anno è pure peggio! Pensa che mi era venuta la malsana idea di provare a dare un’occhiata.
    Mi hai salvato la vita, ti sono debitrice.
    Baci
    Marika

  6. sex.and.thecity
    15 Luglio 2005 a 14:53 | #6

    baci a tutti e grazie della visita:)))

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