Archivio

Archivio Luglio 2005

Scottish tour

26 Luglio 2005 11 commenti


Sono quasi in partenza.
Ovvero, manca ancora una settimana, ma lavoro solo sino a domani e quindi mi sento già in vacanza.
Anche perchè, maniaco compulsiva come sono, ho cominciato a stilare la lista delle cose da portare con me circa venti giorni fa, ho comprato la guida della Scozia un mese fa, la mappa dieci giorni fa, ho cercato sul web tutti i luoghi da visitare, prenotato dove alloggiare e noleggiato l’auto, appuntato orari di apertura di tutti i castelli, annotato cosa mangiare, acquistare, ordinato le sterline diversi giorni or sono, praticamente so tutto così bene che potrei anche non andarci, in Scozia, la conosco già come le sue tasche ( del Vet).
In realtà il progetto originario era di tornare in Egitto, dove sono stata un paio di anni fa, ma il caldo (beduino, appunto) che ivi regna in agosto mi ha fatto desistere dal proposito e meno male, altrimenti mi troverei come altre centomila persone ad essere dirottata a S. Maria di Leuca per lo stesso prezzo.
Incredibile. I tour operator sono riusciti a guadagnare pure in un disastro del genere.
Curiosando nella sua posta elettronica, sempre per la serie ” famose li fatti nostri ” , ho appreso che la pantagruelica Foca Monaca, che a me ha professato di non poter proprio andare in vacanza con la sua nuova giovane accompagnatrice, in quanto “pensa tutti i giorni alla sottoscritta e gli sembrerebbe un’ipocrisia”, e che, quindi passerà ” tutto il mese al paesello ameno della nonna “, ha prenotato in sardegna in un mega resort faraonico, per due, appunto.
E chi sarà l’altro viaggiatore se non quella implume, impubere, dolce e ingenua femmina che lo guarda con gli occhi da bambi?
Meglio per lui. Chissà perchè si ostina a raccontarmi palle.
Vet invece, mi ha proposto questo simpatico scottish tour, che io ho prontamente pianificato, programmato, traguardato con assoluta dovizia di particoari, degna di un tour operator.
Potrei scrivere una guida. Mi sono più volte interrogata sulla scelta della destinazione, visto che ho sempre saputo che ama i posti caldi, che al mare non rinuncia, che gli piacciono le donne nere, che avrebbe sempre voluto andare a Cuba e non ha mai avuto una compagnia giusta, magari che sapesse ballare come lui, con cui andare.
Mi sono data molteplici motivazioni.
La prima, più ovvia, da vera paranoica: mi porta in un posto freddo perchè lì non può avere la tentazione di tradirmi: in una bella spiaggia cubana, piena di donnine colorate di scuro, il sacrifcio di giacere con me piuttosto che con una di quelle sarebbe stato troppo elevato (devo farmi curare, lo so).Il rischio di farsi beccare da me a fare il cretinone con l’insegnante di salsa parimenti elevato, attese le mie facoltà medianiche e/o investigative e la mia scomoda presenza in loco. Il viaggio a Cuba, pertanto, se lo riserva per ottobre, quando sarò impegnata col lavoro e non potrò certo accompagnarlo.

La seconda: si sta facendo proprio Vet. Gli anni passano anche per lui e non sopporta più il caldo, tanto che si è appena comperato anche una casa in campagna e la sta arrendando con una dovizia tale da far presumere che ci voglia passare la pensione. La flebite è in agguato, la pressione cede, necessita di luoghi ameni, tranquilli come i loch scozzesi, per rinfrancarsi dal lavoro; il mare lo agiterebbe troppo.

La terza: ha scelto un luogo romantico per dichiararmi il suo amore la sua eterna fedeltà e comunicarmi che, appena ottenuto il divorzio, mi sposerà. Tutto questo me lo dirà il giorno del nostro primo anniversario, otto di agosto, giorno in cui, secondo il mio programma di viaggio, che non deve subire lo sgarro di un minuto, ci troveremo a Duncansby Head, punto a nord della scozia dove il faro guarda dei bellissimi faraglioni nel mare, faro dal quale rischierà di essere caracollato se non ottempera a quanto da me previsto e agognato.

La quarta, più vicina alla reatà: ha preferito un viaggio romantico e tranquillo,solo e semplicemente perchè così gli girava quest’anno, non mi dichiarerà un bel ciufolo e dalla rupe mi ci butterò io.

Signori, vi farò sapere.
Nel frattempo:
non ustionatevi, non annegate, non fatevi male.
non mollate di vista il partner: non sarò mica io a dovervi ricordare che è d’estate che si diventa cornute per eccellenza, quindi, mi raccomando, fiato sul collo.
non mangiate troppo a ferragosto: lo so che nonna fa il pollo coi peperoni a palestrina, però, restate leggeri: se vi appesantite d’estate, a Natale invece di Bauli arrivate voi, con il culo a forma di panettone.
E non pensatemi tutti i giorni. Dai, poi torno.

Buone vacanze:))

Sesso orale con diligenza

15 Luglio 2005 43 commenti


Stimolata all’argomento dall’intervista che mascalzone latino mi ha appena fatto,oggi pubblicata, ho pensato: chi meglio di Carrie può dispensare consigli su un argomento così spinoso?
Quindi, ahimè, è il mio compito e perciò eccomi qua.
Mi spiace tanto se con questo mio andrò a infrangere sogni di gloria e deliri di onnipotenza di molti giovani virgulti ( e anche meno giovani) ma è giusto fare spazio alla verità.
Alle donne non piace.
O meglio, di sicuro ci sono altre 84903830202939 attività in cui preferiscono dilettarsi.
Ossia, esistono diversi gradi di intolleranza.
Diciamo che si va dal rigetto più assoluto ( ma questo anche in relazione alla educazione, alla religione, alla pratica acquisita ) , praticamente come se si dovesse ingoiare del fegato di merluzzo, ad una accettabilità media, come quando ci si rassegna al lievito di birra per non areare la stanza in continuazione o alla lecitina di soia per dire no, come Francesca, al colesterolo.
Poi, per carità , esiste qualche caso in cui il tutto diventa semipiacevole, proporzionalmente al grado di innamoramento e/o attrazione fisica e/o igiene e odorosità gradevole dell’apparato del candidato in questione.
Nonostante abbiate la voglia incontrollabile di dirgli ” senti brutto rospo non mi va per niente, ciò il sugo da preparare e poi a me sta cosa mi ricorda quando da piccina mi ficcavano in gola il cucchiaino per controllarmi le tonsille”, elargite grandi sorrisi e grandi speranze.Non c’è nulla che un uomo apprezzi di più.
E siccome, le statistiche parlano chiaro, se la moglie/compagna è carente nel suono del flauto traverso NECESSARIAMENTE il negletto si cercherà una giovane appena entrata al conservatorio, è necessario, impellente e improcrastinabile IMPARARE l’arte della recitazione.
Nella circostanza l’uomo va osannato, incensato, impiumato, glorificato come fosse uno sceicco arabo.
Quand’anche estraesse un fagiolino, un cavolino di bruxelles, la vostra espressione di gratitudine gli dovrà sempre far credere che non abbiate mai visto nulla di più imponente, praticamente un Dolmen.
Mettete su quello stesso sorriso di salute che tirate fuori davanti alla Banana Split, ai cannelloni, al panino col salame ungherese, chiaro?
Deve sembrare una gustosa portata.
Vi darei anche qualche suggerimento sul come operare, aiutandovi con ogni supporto a disposizione ma non vorrei scendere troppo per il sottile e sembrare volgare. Quindi,enucleando solo i punti essenziali:
- non siate ripetitive: non è di gomma, si sfilaccia se ci giocate sempre nello stesso verso, e poi lui si annoia;
- non emettete strani suoni da airone cinerino, non fategli pensare che stiate per soffocare, deve proprio sembrare che non abbiate altro desiderio che quello (pare vero, lo so);
- non distraetevi: non cominciate a pensare al lavoro di lunedì, ai saldi a Via Cola di Rienzo, alla ceretta del venerdì e quella macchia sul divano che non ne vuole sapere di venir via: se si accorge che non siete presenti, è finita. Si deconcentra anche lui, si incupisce, e tutta la fatica che avete fatto fino ad ora andrà vanificata, e l’operazione si protrarrà più a lungo. Ecco, è bene tenere a mente questo: più siete concentrate, attente, vogliose, felici, più vi togliete quest’onere in qualche minuto ( oddio, se siete sfigate, anche una mezzoretta, con l’allenamento e un pò di Polase si evitano i crampi maxillo facciali) e potete andare a limarvi le unghie o fare tutto quel cavolo che vi pare;
- non siate violente: vero che a qualcuno garba gli si strapazzi come un capitone quando lo devi tramortire prima di cuocerlo, però per la maggioranza gli uomini sono sensibili, delicati, e quindi, siate gentili, e attenzione alle unghie, bella la french manicure ma si rischia la circoncisione;
Fin qui tutto chiaro? Se ho dimenticato qualche passaggio, avanzate pure delle domande.
Siamo alla fine. Lo so, questo è il punto più difficile. Chiaro che l’uomo vorrebbe vedervi annegare, vorebbe vedere la tipica scena hard in cui ti fai il bagno come Cleopatra nel latte anche se hai appena lavato i capelli, vorrebbe vedervi estramemente soddisfatte da questo splendido lavoro che lui ha compiuto. Se proprio PROPRIO non ce la fate a concludere degnamente l’opera ( sia perchè l’uomo mangia pesante o soffre di fegato e il prodotto finale è veramente incommestibile, sia per vostro proprio decoro e pudicizia) almeno una raccomandazione: non correte in bagno con la mano a vaschetta per non sciupare la guida del corridoio e ivi giunte, non fatevi sentire come se steste sciacquando i denti con il colluttorio dopo che il dentista vi ha trapanato.
Con calma, sangue freddo, o lasciate qualche residuo qui e li sul suo corpo, approfittando del suo momentaneo stato di atarassia,che tanto poco più, poco meno, non ce fa caso, oppure si, allontanatevi ma con dignità, camminando piano, leggiadre, senza urtare il mobilio, non dando segno alcuno di insofferenza e fretta.
Una volta raggiuto il bagno, siate veloci, non deve sembrare un’abluzione anti tartaro. Tornate immediatamente sul luogo, avendo cura di portare con voi un Kleenex, che abilmente asporterà le tracce di quel che avete lasciato sul campo. Se siete fortunate, lui già sta russacchiando, e non si accorgerà di niente.
E dopo, per cortesia, vietati i commenti tipo “ammazza quanto è amaro”, “amò che te sei magnato ieri?”, “hai mai pensato di fare una cura di succo d’ananas che dice che fa bene?”.
Siate sempre soddisfatte, e continuate a dargli l’impressione, per lui punto d’orgoglio pari ad un gol di Totti, che sia meglio di un sorbetto alla fragola:))))
Buon we miei cari, esercitatevi, esercitatevi.

Fiesta

5 Luglio 2005 6 commenti


Sabato sera, giorno meno adatto per una scorribanda del genere, io e il Vet, tanto per tentare una pista di salsa diversa, decidiamo di fare un saltino a Capannelle, sede della ormai celebre manifestazione estiva Fiesta, che alla radio hanno il coraggio di definire come “luogo di incontro culturale”.
Cul-, sicuramente.Turale un poco meno.
“Festival internazionale di musica e cultura latino americana a Roma”.
Tutto c’era poi, tranne che di latino americano.
La fiera del coatto.
Ma neanche, siamo proprio a livelli diversi, qua ci sono persone in libertà vigilata.
L’età media è decisamente bassa, la fascia di età è tra 20 e 25.
Appena entro una tipetta col boa piumato ( fa 35 gradi) mi sfila davanti.
A descriverla sembra un menu di pesce.
Scarpetta zeppata, sui 12 cm, con piedino ungulato in crosta al mirtillo. Minigonna stretch alla giro passera e toppino trasparente con ombelico piercingato in bella vista. Labbra in guazzetto di rosso pulp.
Altra fanciulla, stesso menu. Abitino elasticizzato con cinturona a catena pendente, verso destra, calzari da schiava romana, non bassi come gli originali, ma con un tacco che potresti usarlo come anelliera, intrecciati e fermati, proprio sul ginocchio di stile vaccino (ndr. il ginocchio vaccino è quello un pò valgo, convesso, ricoperto da almeno 3 cm di adipe, che non andrebbe mai sottolineato con una gonna che ivi si fermi o con una calzatura che ivi si agganci) da una fibbietta a forma di testa di serpente, molto aggressive, tempestato di lustrini.
In sostanza, le mancavano le quattro frecce e il falò accanto, poi lo scenario era quello tipico di via del foro italico dalle ore tardo pomeridiane in poi.
Insomma, la classica “donna bancomat”, quella che gli uomini usano solo per ” inserire la carta – ritirare la carta “.
Ora, per carità, ognuno è libero di abbigliarsi come vuole. Però Santo Cielo, se vedessi mia figlia uscire così, la manderei dalle benedettine e non la farei tornare mai più a casa.
Sono totalitaria, io.
Gli uomini poi, non sono tanto meglio. Rigorosamente smanicati ( è estate, fa caldo e l’ascella deve respirare, embè) tatuati e orpellati di catenazze ( dorate per i più retrò di verdoniana memoria, d’acciaio per le nuove leve di stampo breilliano) tengono queste fanciulle quasi al guinzaglio forse per il timore che qualche agente possa, hai visto mai, ingaggiarle per fargli fare le veline l’anno prossimo.
Ci fermiamo in prossimità della pista in cui si balla salsa. Qui lo spettacolo è assai più incoraggiante. Arriva un tale con una signora in età, presumo essere la madre. E’ la tipica mamma coraggio che ha mandato il figlio grande in galera per spaccio, e che alla sera del sabato, visto che il marito è ubriaco come una cucuzza, esce col figlio piccolo che invece è in affidamento in prova al servizio sociale.
Alla mia destra, invece, una dall’aspetto di un arancino siciliano, ovviamente minigonnato, si agita dimenando, oltre alle natiche, anche le pagaie che ha al posto delle braccia, tentando così, con notevole riscontro, di sedurre un tipico palestrato, di quelli che però l’istruttore di fitness gli ha impostato male la scheda, per cui è cresciuto molto di pettorale, spalle e dorsali, e poco nella parte inferiore, quindi somiglia molto a un paralume di ikea.
Dopo qualche minuto arriva il rimorchione del sabato sera, quello che si veste apposta per venire qua a caricarsi qualche bancomat.
Ma ha sbagliato tutto. Il poveretto, sapientemente rivestito da capo a piedi con un abito di lino bianco,poteva sembrare tranquillamente un grattacheccaro di saint tropez, non fosse che indossava anche il gilet del medesimo completo, però, aimè, portato “a pelle”.Cioè, senza la camicia sotto. Del resto, fa caldo.
A questo punto, totalizzati i quindici minuti di permanenza, mi arrendo.
All’uscita il tipo mi ha chiesto se volevo il timbrino per rientrare.
Io gli manderei la Digos, la Buoncostume, l’osservatorio contro il terrorismo e anche Maria De Filippi, che ci sta sempre bene.
Poi li farei chiudere.
Per questi nuovi protagonisti del folklore romano non basta manco più la fantasia di Verdone.