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Archivio Gennaio 2005

Quando lui fa il furbo io lo frego sempre

31 Gennaio 2005 4 commenti

Deciso.
Deve mettere su una agenzia investigativa.
La chiamerò sex_andlove_andyou_andthegossips.
Sono decisamente sprecata. Troppo intuito, troppo acume assolutamente veicolato nel farmi gli affaracci degli uomini con cui esco.
Sarà una malcelata sindrome da corna acuta, che mi rende così incredibilmente sospettosa.
Ma, guarda caso, cerca cerca, trovo sempre, e dico sempre, qualcosa.
Con tutti.
Se cerchi in una tasca, quasi sicuramente troverai uno scontrino sospetto.
Nella borsa dell’ufficio, qualche ricevuta d’albergo dubbia.
E così si alternano ricevute fiscali di pranzi al ristorante per due che tu ignoravi copletamente, ticket del casello autostradale riguardanti uscite della A1 di cui si ignora finanche l’esistenza, scontrino della carta di credito usata da Gucci donna….Già, perchè sarebbero capaci di raccontarti che al ristorante sono stati col capo, motivo per cui proprio non ti poteeeevano chiamare, e non potevano manco inviare un sms piccolo piccolo che altrimenti perdevano il filo del…discorso, che all’uscita Roma/Fiano Romano ce so usciti per andare a comprare le uova fresche dal contadino per la vecchia zia, che il portafoglio Gucci era per la moglie del capo onde cercare di ingraziarsi la sua simpatia per quella promozione che aspetta da secoli…..FARZI.
Ecco che sono. Ve lo dico in romano. Farzi e buciardi.

Ma l’arma più potente rimane sempre e solo lui: il cellulare.
Gli uomini sono incredibilmente distratti. E pigri.
E’ solo puntando su questo binomio che si può vincere contro la loro innata tendenza a raccontarti la cazzata. Quindi, quasi sempre , inevitabilmente, anche l’uomo più astuto, calcolatore, abile, abbassa la guardia. E’ allora che lo puoi azzannare alla carotide.
Il controllo del cellulare deve essere sistematico.
Non ci si può affidare a una indagine random.
Non è che lo puoi guardà solo quando t’ha fatto incazzare o la sera prima è rientrato tardi dal lavoro. A dispetto di qualunque legge sulla privacy, contro qualunque regola di buona condotta, diligenza, fiducia reciproca, amore, chiudo gli occhi e ci passo sopra. Tanto è lui che te sta a fregà. Al 90% delle probabilità.
Al limite, non trovi niente. E dormi tranquilla.
La mia amica A., qualche mese fa ho trovato un sms diretto a una vecchia ex del fidanzato ( non vetusta, vecchia di datazione). Diceva ” non vedo l’ora di vederlo indossato “:
Mo….secondo voi? A cosa poteva riferirsi? Al grembiulino per fare il bucato..o piuttosto a qualcosa di più..intimo….?! Il farzo ebbe il coraggio di sostenere che trattavasi di un fermacapelli. Capito bene, FERMA-CAPELLI.
Non voglio neanche commentare l’originalità dell’idea.
La migliore però è stata un’altra volta.
Altro sms, altra ex. ” tesoro mi manchi. un bacio “.
Direi che, se il precedente poteva essere equivocato,questo proprio no.
Lui ha avuto la sonora faccia tosta di raccontarle che era solo un modo di dire tra loro, che mai si riferiva a quello che poteva sembrare all’occhio, quanto a una abitudine di dirsi “mi manchi” equipollente a ” sono al lavoro e mi sto annoiando”….
Non ci crederebbe manco un bambino sordo cingalese.
E vogliamo parlare di quando la ex, fino al giorno prima, era registrata col nome di battesimo, tipo, non so.. “valentina cell”…e dopo qualche giorno, come per magia, viene modificata e registrata solo col cognome e diventa “bianchi cell”..?

Allora, in questo lunedì assolato quanto freddo, mi chiedo il motivo per cui le bugie fiocchino sulle relazioni come i coriandoli a carnevale.
E non venitemi a raccontare che, in questi casi, c’è qualcosa che non va nel rapporto, sei tu donna che devi reagire, probabilmente hai mancato in qualcosa. Cazzate. Anche quando le cose vanno bene, l’intesa sessuale è perfetta, il desiderio non manca, la stima e l’affetto reciproco idem, loro (anche noi, ma in proporzione e per motivazioni del tutto differenti)tradiscono. E seguono le gonne altrui come il mio cane segue la scatola dei biscottini ripieni di carne.
Il ripieno, in effetti, è il medesimo:)))

Ero malata!!!!

27 Gennaio 2005 7 commenti

Tre giorni a casa con due tonsille che sembrano due lampadari di ikea:)
bentrovati.
carrie

Sei lunatico? Allora mettite co Branko

21 Gennaio 2005 8 commenti


Non li sopporto.
Non ce la faccio.
Sono forse la donna più coerente e costante che conosco. Mi usano alle scuole medie per mettere un fattore costante nelle espressioni e nei problemi da risolvere.
Quindi, se incrocio uno che, al mattino non sai mai se lo trovi con le terga girate o meno, lo lavorarei come un origami per farne un aeroplanino e gettarlo giù dalla finestra dritto in bocca ai bambini coatti del cortile, quelli che staccano la coda alle lucertole.
Secondo me è una grossa scusa.
Vero eh, che la luna, gli astri, determinano tutte quelle cose simpatiche come le maree, la ricrescita delle rape e finanche dei capelli (che così sai bene quando sarebbe fare un regalo al parrucchiere andarli a tagliare per vederli ricrescere all’ora di pranzo del giorno successivo).
Però, di qui ad arrivare a persone che un giorno ti adorano, il giorno dopo, siccome Mercurio è entrato nel cortile di non si sa chi e nel frattempo guarda caso Urano s’è infastidito, se ti vedessero con un condor che sta mangiando i tuoi resti sul selciato, non farebero una piega, ce n’è.
Ecco.
Questa gente ( che poi, uomini o onne che siano, sono abbastanza urticanti tutti) praticamente è inaffidabile al cento per cento.
Non sai mai come gli girerà la luna , anche da un momento all’altro.
Quindi, un giorno ti rispondono al telefono, l’altro no. Inutile chiedersi se sia la batteria, il campo che non c’è, l’acqua che scorre e copre lo squillo, un mignottone che lavora e copre tuo marito..nulla di tutto questo.
Semplicemente non gli va. Non gli va di rispondere, magari vogliono star soli coi proprio pensieri. Ma dico io c’hai tutta la notte, mentre io riposo, pe riflette quanto cacchio te pare. Proprio mo lo devi fà?
Improvvisamente non hanno voglia di rispondere alle domande, di uscire, di confrontarsi col prossimo, di mettere la maglietta quella che adorano, di mangiare le melanzane alla parmigiana che normalmente senza c’hanno un attacco d’asma, di giocare a pc calcio pure se è lo scopo della vita, di fare sesso perchè ” non sono dell’umore ”
Gnea posso fà.

Palle postnatalizie

17 Gennaio 2005 13 commenti

Gli uomini sono dei campioni nell’arte del procrastinare gli addii.
Aspettano, alla luce delle esperienze mie e delle femmene, male o bone che siano, che frequento, che sia tu a servirgli su un vassoietto barocco le parole giuste per farti scaricare.
Pusillanimi nascono di natura, vogliacchi cronici diventano per professione.
Non sono mai stata una femminista.
Anche le donne han le loro colpe. Ma nel farsi aiutare a lasciare, loro sono dei maestri.
La sintomatologia della fase pre-scaricamento è classica, uguale per tutti:
1)CORRISPONDENZA. Gli sms diventano rarefatti come l’aria ad alte quote.
il contenuto cambia, da ” amore, tesoro, quanto mi manchi ” passiamo a ” mi scade l’assicurazione, passa alla Meie, e ritirami i panni in tintoria “.
Il post-it che ogni tanto trovavi ora non è più colorato, rosso passion ma giallo, giallo quello triste, manco fluo, e sopra ti ci scrive solo le commissioni che devi fare.Le mails, che a volte ci si scambiava dall’ufficio, prima diminuiscono, poi scompaiono, al limite ti girano qualche allegato porno che gli ha inviato quel fornitore di Bergamo che gli manda solo porcate.
2)SESSO. La frequenza del contatto fisico diventa canina: una al mese, quando vanno in calore.
3)REGALI. Finisce che te li compri da sola. Al limite, ti restituisce i soldi. Così, dice, sei sicura che ti piaccia. Bella scusa del piffero.
4) FIORI. Fai prima a spedirteli da sola. Almeno sei sicura che c’è un bigliettino allegato.E che tu riesca a interpretare la grafia. Perchè è la tua.
5)CENE. Da “Quincy” passiamo a “La Bettola del Buttero”. Salsicce e crauti prendono penosamente il posto dei tagliolini all’astice. Capiscilo, non vale più la pena di spendere tanto denaro per te.Non ha tutti i torti.
6)DIALOGO. Be-beep……c’è nessuno? In casa ti senti una particella di sodio in acqua Lete.
Potrei continuare, ma non è giornata.
Non è più facile, meno dispendioso a livello energetico, dirsi solo ” secca, m’hai sprantecato i maroni. Non te posso più vedè. ” piuttosto che mettere su sta manfrina e aspettare che siamo noi a dire ” caro, c’è forse qualcoa che non va? Sarà che ti sei rotto di me ?” per poi annuire solo con un gesto del capo???

Il gambaletto, autoreggente dei centri sociali

11 Gennaio 2005 15 commenti


Nell’inverno 2003/04 ho dismesso i gambaletti.
Dopo anni passati col cetaceo, mi ero abituata al fatto che nessuno avrebbe mai fatto caso alla mia autoreggente proletaria.
Invece con la mia nuova vita da single, mi è toccato rivisitare tutto il modo di adornarsi.
Erano così comodi. Certo, presentavano l?inconveniente del segno poderoso sul polpaccio, giacchè stringono così tanto da impedire il defluire normale del sangue.
La mia amica M., una vera donna moderna, mi ha detto che semmai sono meglio i calzettoni, quelli a strisce tutti colorati, piuttosto che i gambaletti.
Passino i calzettoni. Allora ne ho comprati cinque. A righe diverse. Alti e bassi. Poi però, una mattina mentre mi vestivo ho realizzato che con la scarpa decollete il calzino a strisce poteva risultare un po? troppo spice girl. Allora ho scritto un sms a M. chiedendole come funzionava con quel tipo di calzatura. Cioè, quando la stagione non consente ancora l?uso delle calze perché fa così caldo che te squagli come una candela, e però hai i pantaloni e la scarpa elegante, come indossi un calzino a strisce colorate sotto un tailleur gessato? La risposta di Mary è ? non possiedo decollete ?.
Allora, insieme al gambaletto, ho dismesso anche il decollete. Ora si portano gli stivali anche in agosto. Ecco perché.
Una volta che tornavo da un matrimonio celebrato in Campania insieme a M. e al suo fidanzato, all?improvviso è cambiato il mio programma pomeridiano e io e il vetusto abbiamo deciso che , per evitargli il ” viaggio ” casa sua casa mia per venirmi a prelevare, mi avrebbero depositato direttamente a casa sua i miei giovani amici.Ma io non ero preparata all?evento. Avendo partecipato alla cerimonia da zitella,(eh si perchè tutti avevano un fidanzato, io invece ero andata sola e avevo lasciato a casa il vetusto, che non mi sembrava il caso di introdurlo ufficialmente in società) nel viaggio di ritorno mi ero messa comoda comoda, in sloggy bianca a collo alto e gambaletto di filanca color carne.
Per di più, la depilazione era di due giorni prima.
E la depilazione deve essere perfetta. Al massimo di cinque ore prima.
Urgeva una soluzione rapida.
M e il suo fidanzato hanno prontamente trovato un rimedio. Ci siamo fermati, sull?autostrada a un autogrill. Lì ho comprato il rasoio.
Poi mi han detto quando arrivi, fai un po? la miciona, tutta stanca, un po? acciaccata dal viaggio, e gli dici che vai a farti una doccia.
Ti infili il rasoio nella manica e vai. Nel bagno, dopo la doccia e la veloce depilazione, elimini gambaletto e sloggy, semmai gettandoli dal piano terzo sul glicine di quella del primo piano.
E poi, ti presenti da lui, che ti attenderà nel soggiorno con un monchéri fresco fresco come quello della pubblicità, in telo da bagno. Aò, non ci crederete, ma è andata proprio secondo il programma. Invece del Monchéri mi ha offerto una zeppola, ma è uguale.

Ti amo. Come te lo dico?

10 Gennaio 2005 13 commenti

Il solito problema.
E’ come quando cominci ad avere una certa età e non sai più come definire la persona con cui dividi la vita.
E’ il mio…fidanzato. Sembri scema.Un damina di quelle che disegnavo da piccola stile lady oscar, con fiocchi e tulle in ogni dove.
Il mio compagno? Noo. Fa proprio gruppettaro.Tendenze politiche a parte, mi sa di vetusto, di figlio dei fiori, mi fa venire in mente uno col rennino finto e il capello unto.
Il mio uomo. Ammazza come rimbomba.
Pare che abbia sessant’anni. Il mio ragazzo, viceversa, ha sapore di liceo.
Ecco, dire ” ti amo ” presenta le stesse difficoltà.
Motivo per cui si ripiega su espressioni curioseggianti come ” ti voglio bene “.
Ma chevordì? Io voglio bene a tutti. Cioè, quasi a tutti. Al cane, ai gatti, agli amici. E allora? Non c’è criterio discretivo?
Poi, voglio dire, se uno passa da un’espressione a un’altra, allora ti insospettisci e rizzi il pelo come il gatto sotto casa mia quando arrivo col motorino ( che,a forza de fà il difficile, stamattina, a proposito, non è partito). Nel mio caso, siamo passati da un ” ti amo ” settembrino a uno uguale a metà ottobre, poi silenzio stampa e pochi giorni fa ho sentito un ” ti voglio bene “. Mmmmhmmm….mumble….sospetto…tremendo sospetto.
Perchè? Perchè sei passato da questo a quello? Come dire dalle superga alle champ? Dalla pasta barilla alla pasta del Pim? Dal perizoma alla sloggy? Che ho fatto? Che ho detto? Insomma, che cavolaccio è successo che io non so? O devo pensare che per gli uomini una espressione è uguale all’altra? No. Non me la bevo. Se scegli delle parole, appunto, LE SCEGLI. E quindi c’è un motivo…
Ah si….poi c’è il ” ti adoro “. Ti adoro praticamente significa ti amo meno un pezzetto, ovvero ti voglio bene e tre quarti.
Cioè, ti quasi amo, ma non te lo voglio dì. Poi, è una di quelle cose che può dire anche all’amica, che tanto non ti puoi inquietare più di tanto perchè le ha detto che la adora, mica che la ama. E namo, stai affà la gelosa!!!!
Poi, c’è chi ti dice ” ti stimo tanto “.
Praticamente vuol dire che si, non sei la più figa del reame, ma qualche neurone insieme ce lo metti. Quidi, ti stima, ha molta ammirazione per te quando cuci insieme tutte quelle belle pezze per fare la coperta patchwork, ma non sbava per te.
Questo è certo.
Morale. Se mi ami, dimmelo così. E’ facile, rapido, gratis, e mi fai tanto contenta:)))

Lanterne e Karaoke

3 Gennaio 2005 7 commenti

31 dicembre, ore 19.30.
Devo scegliere che cosa cavolo indossare.
E’ la prima volta che sono in dubbio.
Io non ho mai dubbi sull’abbigliamento.
Ma vado in una casa che non conosco, con persone che non conosco, tutte…ehm…mature.
Mi aiuta lui.
Mi guarda, è appoggiato al tavolo della cucina come fosse in finestra, e osserva i miei cambi d’abito.E’ il primo uomo in grado di dare un’opinione che si possa ascoltare.
Gli altri che ho avuto mi hanno sempre detto solo una cosa: ” stai benissimo “.
Potevo anche avere su un abito fatto di bucce di melanzana, stavo sempre da Dio.
Lui no. Critica, elimina, approva. Mi piace quando mi guarda con quell’aria lì.Risultato è: pantaloni di velluto nero, praticamente incollati addosso. Me li ha regalati lui. Mi sento una soppressata. Però sto benissimo. Canottierina di lana nera, sempre regalata da lui.Giacca di velluto nera. Stivali.E quella cintura che da sola potrebbe illuminare Via della Conciliazione. Sempre un suo regalo.
Sembro Cat Woman. O un mignottone.
Comunque va benissimo. L’interessante è che sia sexy, giovane e belloccia.
E lo sono.
La si va.
Villa vicino al mare. Bellissima. Una piscina da sogno, una veranda sulla piscina altrettanto meravigliosa.
Un angolo studiato appositamente per essere illuminato solo da lanterne, comperate in ogni angolo del mondo.
I padroni di casa sono: lui sembra Zio Buck. Quello del film con John Candy.
Una panza esagerata. Simpatico, polemico, magnone.
Lei è isterica. Vorrei dire te credo, con un marito così. Tanto ricco quanto obeso. Probabilmente non riesce ad onorare i suoi doveri coniugali per ragioni adipose:)
Lei è in gonnella leopardata, hogan nere ( ammazza quanto è trendy) cintura alla calamity jeans color cuoio (nc’entra n’piffero), maglia nera. Capello supercotonato e sorriso arcigno. Simpatia inversamente proporzionale al marito. Credo le seccasse bastevomente che fossimo in casa sua. Probabilmente voleva andare in una beauty farm e farsi i fanghi agli zigomi. Ha cominciato a sparecchiare ( poi vorrei dire, ma gente che abita in un posto così, non si merita manco una rumena che lavori la notte del 31? Che tempi, signori!!) quando eravamo ancora seduti. Un’elegantona, praticamente. Ha messo su il Karaoke e ha cantato quello che voleva e pure male.
Alcuni degli altri commensali li conoscevo già, sono amici di LUI.
Persone cui nel tempo mi sono affezionata.
Poi ci sono due trombone di una certa età, con figliole al seguito, e con una fede sparuta al dito ma senza l’ombra di un marito. Probabilmente se la sono data a gambe quando le bilance hanno cominciato a vacillare sotto il peso dele mogli e le di loro rughe a essere di più dei baci che si scambiavano.
Finita la cena mi alzo, cerco il mio nuovo videofonino per scattare delle foto. Lo inquadro. E’ bellissimo. E’ un uomo bellissimo. Mi piace ogni cosa di lui. Ricambia il mio sguardo. Fa un gesto di approvazione. Sorride.
Mi chiedono di cantare una canzone.
Scelgo la solita. Risultato discreto. Potevo fare meglio. Ma sono contenti, applaudono. E grazie. Dopo che ha cantato quel corvo indiano della panterata, anche mia madre poteva andare a Sanremo.
Comunque, il punto essenziale è che dopo abbiamo giocato a tombola.
Io odio la tombola.
Chi ha letto i miei post sa quanto fuggo la tombolata del 25.
Eppure, ero là, completamente rincretinita, il fatto è che con lui accanto giocherei anche a bocce.
Buon anno a tutti:)))