Archivio

Archivio Dicembre 2004

Il mio piccolo personalissimo bilancio

29 Dicembre 2004 9 commenti

Il 2004.

Tutto sommato enormemente migliore dell?anno precedente.
L?anno in cui ho lasciato faticosamente e dopo quattro anni e spiccioli il leone marino.
Dopo di che ho conosciuto, in sequenza:
gollum, l?uomo più nano e secco del centro nord
zum zum, il napoletano cazzaro che stupisce con olfatti speciali
matrix, il coatto de roma sud
Don Ciak Castoro, il fanciullo più dentato che ci sia
by g., il fan dei dirotta su cuba e dei 4 salti in padella
G., il centauro calvo
C, il musicante bello e dannato
A, il principe azzurro con il tulle nel cranio
L?uomo della mia vita ( peccato abbia 46 anni suonati, due figli e una ex moglie ).
L?anno in cui
ho scoperto una donna di intelligenza e ironia rara, la mia amica Patata
c?è stato l?avvicinamento e poi la separazione da mio cugino. ( ancora nzè capito che cià, mi ama, non m?ama, mi ama, non m?ama?).
finalmente ho dato via quel secchio della y 10 ( ora si che ho una macchina che si possa chiamare tale)
L., la mia amica stonata, si è sposata ( beh, anche il marito è un po? stonato, ora faranno la settimana enigmistica insieme, una risposta per tutte ? 10 orizzontale: mezza dozzina. Risposta di L. ? doz ??)
è? morta la nonna C ( ma so che mi guarda, mi voleva così bene)
sono andata a lezioni di salsa ( e quanto so? brava, non fosse che il concubino me fa perde l?allenamento perché ce fosse na volta che va a tempo: solo quando tamburella con le dita sul tavolo, quello di vetro)
ho ritrovato gli amici del liceo, e sono ancora tutti uguali, qualcuno è peggiorato; si sono tutti accoppiati tra loro e sono andati a vivere insieme ( non tutti quanti insieme, e che è, na comunità de recupero? sono andati a vivere per coppie)
ho compiuto trenta anni (ma ne dimostro ancora 25 e peso quanto pesavo a 18, però la crema antirughe contorno occhi che, guarda caso, è all?essenza di pisello, me la sono comprata preventiva )
ho aperto il blog! ( e gnea fate più..)
Ci sono cose che non cambiano mai, invece.
Il lavoro, è sempre lo stesso, peffortuna.
Mamma è sempre un corvo indiano.
Mia sorella è sempre gruppettara.
Io sono ancora allegra.
Ste e Ale sono sempre vicine.
Il mio ex fidanzato è ancora grasso.
Il mio sh continua a fare il difficile, come un uomo che se la tira??lo devi scaldare un po??ma quando si accende?
Cari auguri.
A tutti.

Chat disadventures: il centauro calvo

29 Dicembre 2004 2 commenti


G. in foto era davvero piacevole.
Moro, occhio azzurro, sorriso dolce; posizione seduta, con un fare spontaneo, una fascia vagamente gruppettara intorno ai capelli, ma era estate,e quindi ho chiuso un occhio.
Mi ero chiaramente informata sulle sue abitudini, professione, stato civile, e certo quando aveva risposto che abitava in un monolocale che divideva con un simpatico pulcioso amico a quattro zampe, ma soprattutto quando mi aveva parlato del lavoro con quei giri di parole che sembra chissà che te stanno a dì ma in realtà nascondono il nulla (un pò come questi nuovi gestori telefonici che nte ce fanno capì gnente ma sottolineano sempre che la velocità è 7392113548632222…bdjsshshww byte, così te pare na cosa fica)mi ero una puntina insospettita.
Cioè, mi aveva detto ” mah, guarda, io sono fotografo professionista… praticamente in questo momento lavoro per una azienda che mi ha chiesto un blabla progetto…blabla fotografie….però lo sto ultimando…blabla..ho avuto dei conflitti di vedute con i responsabili…blabla…non credo che in futuro condivideremo altre job experiences...”
IN PRATICA: (come l’ha tradotta la mia amica patata) ” nun sto affà un piffero,faccio mpò de fotografie alle terga di un amico mio e le vendo su internette, mo’ quando nun le vole più nessuno, torno a esse disoccupato
Vabbè.
Comunque, ci diamo appuntamento per un caffè davanti a un noto bar del mio quartiere.
Piove che Dio la manda.
Arrivo, parcheggio là davanti, scendo, comincio a passeggiare su e giù, sotto la grondaia del bar.
A un certo punto parcheggia davanti a me un tale con un piaggio liberty bagnato anche nei calzini.
Bisogna essere tordi - penso io – per girare in motorino co sto tempo “.
Io infatti, avevo lasciato il motorino a casa e preso la macchina apposta, anche se ero vicinissima. Lui invece, che veniva da lontano, non se ne era premurato.
Si toglie il casco. E’ moro, si.
MA SOLO DAVANTI.
Dietro cià du capelli.
Sorride. Ussignur. Cià i denti che se so dati appuntamento tutti all’incrocio.
Beviamo sto caffè, poi lui scappa perchè deve andare a giocare a calcetto.
Però mi chiede se magari ci rivediamo dopo che ha giocato. Esito un pò, gli dico ” sentiamoci “.
Dopo manco mezz’ora mi chiama, dicendomi che la partita era stata annullata per la troppa pioggia.
Mi piacerebbe cenare con te, però visto che piove e sono appena tornato a casa e mi sono appena lavato e cambiato, o vieni a cena qua ma mi pare brutto invitarti subito a casa mia (ma chi t’ha detto che ce sarei venuta) oppure mi vieni a prendere perchè io non ho la macchina, ho solo il motorino “.
Scusa…aripeti mpò?
Me stai a dì che sei l’unico omo de 35 anni che possiede solo due piccole, scivolose ruote su cui poggiare le mie regali terga? Cioè, se io volessi uscì cottè te dovrei venì a prende? Sempre, tranne che d’estate?

Ha cenato da solo.
Quella sera e per sempre.

Come collega preferirei un cactus

28 Dicembre 2004 17 commenti


Lavoro qui da un anno e spiccioli.
Già quando chiamai per rispondere all’inserzione, dal tono sovraeccitato avevo capito che non parlavo con una persona normale.
Ma pensavo si trattasse della segretaria.
Poi invece, con sommo gaudio, ho saputo che ce l’avevo in stanza con me.
A un metro e 23 cm di distanza – li ho misurati stamattina.
Si era presentata come una tipa di quelle molto elseve, tutta figa, griffata dalla mutanda all’agenda, con l’aria tipica di chi si sente molto meglio di te.
Non c’è giorno, nemmeno uno, in cui l’incipit della giornata non sia ” uh mamma, non mi sento per niente bene, penso proprio mi stia venendo la febbre “.
L’alternativa è ” sto a pezzi ” oppure ” sono distrutta “.
Poi, come se distrugge io ancora lo devo capì. Sta seduta tutto il giorno, se tromba è un miracolo da accende un cero a S.Gennaro, l’unico sport che fa è chinarsi per dare da mangiare al gatto eppperò è stanca.
Nze capisce.Sta sempre male. Appena 5 minuti fa mi ha chiesto se, per caso, avevo con me il termometro. Eccerto, perchè io giro sempre col termometro e le supposte pronte nella pochette.
Mi chiede sempre gentilmente di farle il caffè. Lei pare proprio che non riesca a collegare operazione n. 1 accendere la caffettiera, n. 2 inserire la pasticca, n. 3 premere ” on “. Gneafà. Dice che il mio è più buono. Già, perchè notoriamente, il caffè fatto con le pasticche viene una volta come a Posillipo e una volta stile croato in guazzetto.
Ultimamente poi si è convinta che ci sia un virus che è stato studiato apposta per il suo computer. Ha preso di mira proprio lei, e la controlla ogni giorno del calendario. E lei guarda il pc con sospetto cercando di scovare eventuali telecamere nascoste.
Ogni giorno dice che ha fame da morire. Quando arriva l’ora di pranzo, dice sempre ” eh si, ecco, ora esco, non ce la faccio più. Oggi non lo chiamo il bar, vado a prendermi qualcosa, che ogni giorno mi avvelenano con quel maledetto panino. ” Ripete la stessa solfa, a voce alta, almeno 6 volte. Poi, quando tu ti sei rasserenata a passare almeno una mezzoretta in solitudine, ci ripensa. Ogni giorno. E chiama il bar, che gli porta il solito maledetto panino in puro zinco che le fa venire la colite. Ettecredo!
Poi, pensa a voce alta. Tutto il tempo. Le prime volte mi giravo verso di lei, credendo ce l’avesse con me. Poi quando la guardo con gli occhi persi nell’orizzonte, alla ricerca del cugino del suo unico neurone orfano di entrambi i genitori, allora capisco che non parla con me. Parla con il suo altro io. Che, se ne mette due insieme, capace che qualcosa de bono tirano fori.
Ha il pessimo vizio di parlarmi quando sto al telefono. Proprio in quel minutino, viene a dettarmi tutte le informazioni possibili che, ovviamente, necessitano di una nota scritta. Ho cercato di spiegarle che dovrei essere un mammifero raro se riuscissi a sentire due persone contemporaneamente e nel frattempo anche prenderne nota. Poi, se per caso lo fa qualcuno con lei, sbraita come un corvo perchè secondo lei, è mancanza di rispetto. Eccerto.
Mi chiede 4000 cose al minuto. Insieme, congiuntamente. Gli rispondo sempre col sorriso, specie nelle giornata in cui mi sembra un tantinello triste.
Mai che ricambiasse. Se sa che mi è accaduto qualcosa di personale, e per caso faccio qualche pifferata al lavoro, mi dice a voce alta davanti a tutti ” su, non faccia così, non ci pensi a quel cretino “.
E’ perennemente depressa. Ogni circa 22 minti scatta la lacrima. Poi dopo 2 secondi però le passa e ride a crepapelle con l’amica al telefono. Credo che sia sonoramente pazza.
I problemi suoi sono sempre i più drammatici. L’altro giorno mi dice che per lei il 2003 è stato un anno proprio da dimenticare. E io le dico che per me vale lo stesso. E lei mi chiede il motivo. Le ho spiegato che è stato un anno difficile, malattia di papà, il mio ex mi ha cornificato, mi si è allagata la casa e la macchina e mi hanno licenziato. E lei ” beh scusi ma suo padre è stato solo male, poi è guarito, mica è morto. vedrà che ne verranno di anni peggiori “. CCi tua!!! Da darsi una ravanata da camionista contro la sfiga!!!!
Ha 40 anni sonati da un pò. Ieri mi confidava che si sente sempre in colpa…quando ha dei rapporti prematrimoniali…
scusa ripeti mpò? pre-che? pre-matrimoniali, cocca, si nun te l’hanno spiegato, significa antecedenti, prodromici al matrimonio.
Ma te, che trampò sei bona pe fa er brodo, quann’è che te vorresti sposà??
Così le nozze d’argento le fate a 90 anni?
Nte preoccupà stellina, vedrai che dall’Alto ti assolveranno per i peccati prematrimoniali che commetti (quando e cocchì, poi), perchè er tuo è ‘ncaso disperato.

C’hò ancora l’agnello sullo stomaco

27 Dicembre 2004 3 commenti

E’ finita.
Reduce dal tris di festeggiamenti natalizi.
Dunque, il 24 mattina, mentre mi vestivo per andare a ultimare i regali che avevo accantonato, mia madre è riuscita a scartavetrarmi l’anima in quella mezzoretta, e provoca qui, provoca li ( in sostanza pretendeva che, nell’unico giorno in cui non lavoravo e avevo da fare 730239483030 commissioni mie, la aiutassi pure a cucinare e a far la spesa perchè veniva Vodafone – mia sorella – a cena..me sembra mpo’ troppo) alla fine le ho detto quello che pensavo su mia sorella e tutto il resto, così lei mi ha gentilmente invitato a cambiare domicilio per la serata, perchè dice che io, essendo troppo diretta, spesso dico cose che offendono la sensibilità degli altri, e poi non sento il natale come dovrebbe essere sentito (madeche? chi ha parlato?) e quindi forse era meglio che lo andassi a trascorrere con gli amici, ” stronzetti uguali indetici ammè, superficiali e consumisti “.
A me, m’avrebbe fatto solo che un piacere, ma invece poi, nel corso della mattina, ci ripensa, e mi invita a restare.
Che donna generosa!
Vabbè.
Alle 20 arriva Vodafone con tutta la sua allegra brigata gruppettara composta da: l’omo suo; l’amico dell’omo suo che nooso so perchè ma abita colloro ( si perchè a casa de mi sorella la gente va a cena, e poi se je va decide de rimanè a vive là), e il figlio di mia cugina, adorabile ragazzo down che da solo fa quei 3 rintronati messi insieme.
Durante la cena, grazie al cielo, bevo qualcosina di troppo e lo stato di ebbrezza che mi accompagna per il prosieguo della serata evita che io sbraiti come un’aquila e fa si che mi goda il momento come se mi stessi divertendo davvero.
Dopo la cena, scarto dei regali: Vodafone mi regala un pelouche a forma di giraffa piuttosto decente, l’omo suo un libro che appare interessante, l’amico na borsetta de plastica che n’è bona manco pe’ la caritas.
A mia madre, credendo di farle cosa assai gradita, visto che sotto le feste è sempre pervasa da questo misticismo compulsivo, avevo regalato l’ultimo libro del papa, condito da un bigliettino d’auguri non zeppo di falsi complimenti, ma di auguri sinceri, poche ma sentite parole insomma.
Scarta sto regalo e mi guarda con aria sospettosa, con il sopracciglio – uno solo, quello destro – semialzato…e fa ” sarebbe un bel regalo se fosse sentito, ma visto che tu le cose le fai solo per proforma...”..
Doveva scattare il vaffa ma ero ‘mbriaca e non me ne poteva fregà de meno.
mia sorella le da un pacchetto manco incartato, con dentro un foulard ributtante da 50 centesimi.
Mia madre è così contenta che non solo n’altro pò c’hà dormito, ma la mattina dopo le ha ritelefonato per ringraziarla di nuovo di questo magnifico dono.
Però lei non fa parzialità, nonnonnò!!!
Arriviamo al 25.
Ahhhhh la parte migliore.
Dopo varie scazzate mattutine ( mi tengo in allenamento , schivando tutti gli improperi e gli anatemi che la mamma mi scaglia contro, faccio molto sport e digerisco le porcate che si mangiano in queste circostanze ) finalmente riusciamo a raggiungere la casa della zia.
Presenti all’appello: fratello isterico di mamma, con la di lui moglie, che è eritrea e dopo 20 anni che abita a roma ancora ncià capito na sega d’italiano, e il loro figlioletto rosa antico ( embè, incrociato tra nero e rosa, come doveva venì?).
I padroni di casa: sorella maniaco depressa di mamma (la turba è familiare, poi ditemi ancora che la follia non è ereditaria) con il di lei nevrotico marito, e il figlio, mio cugino, più o meno a tratti ancora normale.
I miei, e io.
Mangiamo. Quando si arriva allo scarto dei regali il fratello di mamma c’hà sta fissazione di fare il filmino. Sono 100 anni che fa filmini tutti uguali, l’unica differenza è che di anno in anno la gente è solo più stanca e vagamente più incazzata.
Comunque, gli piace tanto vestirsi da babbo natale per dare i regali al figlioletto rosa antico.
Solo che il fanciullino, che stupido non è, da molti anni ormai ha capito che quello non è babbo natale ma quel minchione di suo padre, e quindi quando due anni fa gli tirò giù la barba e prese una cinquina dal padre per l’insano gesto, si decise che da allora in poi babbino natalino lo avrebbe fatto il bambino e non piu il papà.
Però…c’è un però. Mica che il ragazzino si può divertire come tutti i bambini liberamente. No!!! Vietato recitare a soggetto. Vietato improvvisare. Deve seguire il copione che il papà gli ha preparato, sennò si becca la cinquina.
Quindi il bimbo viene con l’occhio vitreo terrorizzato e consegna i regali a tutti nell’ordine stabilito dall’isterico padre.
Sabato ha sbagliato un passaggio.
In un attimo è scoppiata la guerra in Crimea.
Lo zio si incazza col figlio. Il figlio lo manda a cagare. Il marito di mia zia si incazza con il papà del bambino perchè lo vessa. Cominciano a litigare loro due, e il papà del bimbo se ne va in balcone a sbraitare.La zia si incazza col marito perchè non si fa mai i cazzi suoi.E ovviamente coglie l’occasione per rinfacciargli di quando nel ’72 anche lui si comportò male a una riunione familiare. Lo zio grida più della zia. La moglie di mio zio si incazza più degli altri perchè lei vuole che suo figlio trascorra il natale in pace e invece tutti litigano.A quel punto scatta quell’aquilotto di mia madre che, nel tentativo di sedare gli animi, con quella voce querula che se ritrova, fa incazzare ancora di piu l’eritrea , che siccome non capisce una fava di italiano, pensa sempre che qualunque cosa dici, anche se è ” spegni il forno per piacere ” significhi ” stronza tornatene al paesaccio tuo ” .
Allora mio cugino si incazza anche lui e se ne va in camera sua.
Il bambino rosa antico è triste e piange.
Mio padre, sant’uomo, assiste affranto senza profferire parola ( cià fifa che j’ariva na cinquina pure allui).
Io me diverto na cifra. Sembra na commedia napoletana, invece è tutto vero, gratis, e nun semo manco napoletani.
Poi, come se incazzano je passa.
Dopo 20 minuti tutto torna come prima e si mettono a giocare a tombola.
E giunta l’ora. Io me do.
A giocà a tombola non je la posso fà.
E il 26 c’hanno anche il coraggio di tornare tutti sul luogo e fare il bis, come fossero una famigliola felice desiderosa di passare insieme le feste.
Se questo è il corretto spirito del Natale, dall’anno prossimo posso fare la catechista.

Me c’hanno fregato pure quest’anno.

23 Dicembre 2004 10 commenti

Come ogni anno, a casa mia si arriva al 24 mattina che non si sa ancora come dove quando si deve cenare con che parenti e perchè.
La mia famiglia gruppettara, figlia di fiori ignoti, fluttua trascinata dagli eventi; l’unica in grado di cambiare le nostre sorti è lei: Mia Sorella.
Mia sorella è come L’uomo del Monte. Aspettiamo tutti il suo si.
E’ come Vodafone. Gira tutto intorno a lei.
Sarà perchè pesa quasi na piotta, e la gente te credo che je gira ‘ntorno, confusa, e nel frattempo se perde la strada de casa.
Nell’attesa che qualcosa venga deciso, mi trovo costretta a barcamenarmi tra gli inviti alternativi a quelli familiari che ogni anno ricevo.
Ebbene quest’anno il concubino maturo mi ha espresso il suo piacere nell’avermi con se, in casa di suoi amici e parenti, la notte della vigilia.
Con somma sorpresa, per me, tra l’altro.
Stamani ho aprereso dalla mamma che mia sorella avrebbe trascorso la vigilia per suo conto, perchè quest’anno cià la fase ” ritiro spirituale vojo sta coll’omo e cor cane mio e abbasta “, e quindi mia madre e mio padre sarebbero andati dai parenti di mammà, parenti che io molto detesto e poco sopporto, e che peraltro sono costretta a cibarmi già il 25 a pranzo, sicchè per domani sera ho dato forfait e aderito all’invito del concubino.
Ma, appunto, essendomi sincerata prima di non sottrarmi a nessun affetto familiare. E con la benedizione di mammà, ch’è cosa piuttosto rara.
Non appena confermato, mi chiama lei, Vodafone, per dirmi che ha cambiato idea.
Forse avrà fumato troppo timo e propoli, e così, tanto pe’ cambià, ha cambiato idea.
E ha deciso, nell’ordine,
di non starsene piu in solitudine
e di venire a cena, domani sera, a casa dei miei.
Cioè praticamente s’è autoinvitata.
Con ciò creando disagi alla povera madre che non era preparata a ricevere gente e che sta sgambettando, mentre io scrivo, presumo, tra panettoni e saraghi.
Già perchè mia madre non è capace di opporre resistenza a Vodafone.
Se V. decide di onorarci della sua presenza, subito in terrazza viene alzato il Gran Pavese.
E io mi incazzo.
E già perchè co sto scacco matto, l’infame mi fa passare al solito, come la pecora nera della famiglia, l’assente ingiustificata, quella che nontenepuòfregaredimenodinessunociaiunascarpaalpostodelcuore.
E già bastava questo.
Non paga, la sorte ha deciso di veicolare tutte le sue energie negative verso di me.
Mi richiama il concubino, e mi comunica che, causa eventi imprevisti, il figlio vuole stare con lui domani sera, quindi, nel manuale del perfetto single separato stronzissimo, non essendo presente la voce ” figlio e femmena in contemporanea “, sono stata automaticamente defenestrata.
Cioè, dopo avermi sprantecato i maroni per una settimana, perchè aveva piacere a stare con me, quando finalmente io accetto, mi defenestra.
Così domani sera mi tocca la serata canti balli e cotillon gruppettari a casa mia, con cani e gatti che ballano a tempo come al circo mentre Vodafone suona la fisarmonica, e i miei la guardano con l’aria beota traboccanti di orgoglio genitoriale.
Ciò già la cena sullo stomaco.

auguri

23 Dicembre 2004 6 commenti

solo un augurio per tutti.
Buon Natale, Carrie:)))

Lettera a Babbo Natale

22 Dicembre 2004 11 commenti


Caro Babbo Natale,
per quest’anno ti chiedo poche e semplici cose.
Innanzitutto, vorrei trovare sotto l’albero un bell’esemplare di uomo, diciamo un gran tocco di gnocco, anni circa 38, sana e robusta costituzione, professionista, realizzato, scevro da turbe di qualunque natura, elegante, abbiente, ordinato, altezza 178 circa, simpatico, puntuale, intelligente, colto, ironico, sagace, maturo, indipendente, comprensivo, paziente, pulito, amante degli animali, che mangi in un modo che si possa guardare, intraprendente ma nn invadente, discreto, costante, coerente, pieno di attenzioni ma non soffocante, di classe ma non snob, che sappia cucinare, e che gli vada soprattutto, che sappia fare in tutto in casa e lo faccia col sorriso.
Chiaramente questo uomo appena mi vedrà, uscendo dal pacchetto, si convincerà che sono l’unica donna che ha sempre desiderato e mi sposerà al massimo entro maggio.
Poi vorrei tanto che quel corvo indiano di mia madre si trasformasse in quella mamma bionda del mulino bianco e la mattina mi accogliesse con una camilla o con un fiocchetto sempro caldo, appena uscito dal tostapane, e mi apostrofasse sempre e solo con le parole ” amore “,” tesoro ” ,” bellezza “, ” felicità dei tuoi genitori “.
Vorrei che quella gruppettara di mia sorella si trasformasse in una sorella normale, con una famiglia normale, e che si possa andare a trovarla senza inciampare nell’ultima scultura o marionetta che ha appena creato, oppure nei suoi 494839393 animali di origine imprecisata. Vorrei che quando vado a casa sua tutti mi riconoscessero come sua sorella, e non il contrario, che, invece, sono sempre io che devo spiegare a questo flusso di persone ( pare la stazione, gente che entra, gente che esce, o piuttosto na comunità de recupero) che mi chiede col tono biascicato ” scusssa ma tu chissaresti? ” che sono la sorella della padrona di casa.
Loro mi passano la canna e quando la rifiuto si offendono.
Vorrei che il mio gatto smettesse di giocare a farsi la french manicure con la mia carta da parati.
Che la mia collega di studio avesse la facoltà di parlare solo fuori di qui, diciamo dalle 1830 alle 945 del mattino successivo, così che io non debba sentire tutti i suoi sproloqui maniaco compulsivi.
Vorrei diventare al massimo entro dicembre dell’anno prossimo un professionista schifosamente abbiente e regalarmi per il prossimo natale quell’attichetto su piazza del pantheon che mi garba tanto.
Vorrei che il mio ex fidanzato trovasse uno straccio di donna, così che non debba incollarmelo sempre e solo io.
Vorrei che il mio cane ogni tanto abbaiasse, che tutti pensano che è finto.
Vorrei che quel carciofo che ha il posto auto accanto al mio parcheggiasse 20 cm più in là, così da non diventare una fetta di bresaola ogni volta che scendo dalla macchina.
Vorrei che mi arrivasse un mazzo di fiori in ufficio almeno una volta alla settimana così che la mia collega diventi verde come E.T.
Vorrei diventare talmente figa da non avere più necessità di fare le file agli sportelli perchè inevitabilmente quando entro io si apre un varco e delle piccole ancelle vestite color cipolla gettano petali di rosa quando cammino.
Vorrei diventare più alta di 10 cm.
Vorrei regalarmi un reggiseno taglia terza.
E non avere mai bisogno di fare sport perchè le mie terga sfideranno le leggi di gravità.
Visto come sono brava, non ti chiedo di dimagrire perchè peso già 45 chli.
da qualcosa ti ho esonerato (l’ho chiesto alla Befana nell’84).
Se non riesci a fare tutto, allora mandami solo lo gnoccone che ti ho chiesto più su, a quello non posso proprio rinunciare. :) )))

Natale rilassati, mi stai col fiato sul collo

20 Dicembre 2004 13 commenti


Mancano cinque giorni.
A casa mia c’è la sclerosi più totale.
Mia madre, come ogni anno, strano bipede donna ancora in fase di studio, in prossimità delle feste diventa pessima.
Altro che più buoni.
A parte il fatto che non è mai stata una cattolica praticante, però è qualche anno – sarà la menopausa? – che le è scattato un misticismo incontrollato tanto che i miei amici la considerano ( a ragione ) una invasata.
Ieri, per dire, torno a casa verso le otto.
Lei era li che aspettava come un condor il momento giusto per mordere la preda (io).
Quindi, alla prima occasione, mi ha giustamente ricordato che il mio amore attuale non durerà mai, che non si basa su niente, che non ha fondamenta ( ma si doveva sentire il tono e i termnini scelti che erano uno spasso) e poi mi fa ” oggi che hai fatto? ” ( ho passato il we fuori casa, a casa di LUI)
e io ” niente di particolare, siamo stati a casa
e lei ” ecco, capisco che non vai a messa, almeno però potresti pregare da casa, che mancano cinque giorni a natale
ma che è na candid camera??? ma ke davero davero???? gli ho detto ” a ma’, ma sei vera o t’hanno dipinto?
Mo io dico. Tutti hanno queste mamme che si sperticano nella preparazione della cena natalizia. cominciano a impastare cappelletti ripieni dal primo di dicembre, si fanno venire il vitello col taglio giusto dall’estero.
Girano affannate per mercatini e negozi alla ricerca dei doni per i nipotini. Addobbano la casa come un santuario.
La mia no.
Se ne strafotte di quello che si mangerà e soprattutto dove si mangerà.
Non compone nessun albero e nessun presepe, e quando provavo a farlo io era un’eterna lite per quando poi scomporlo.
Eh si perchè il giorno che io avrei voluto smontare il tutto ( di norma, il 6 gennaio) per lei era sempre troppo presto.
E doveva ancora fargli ” la fotografia “.
Abbiamo 743489447230393 fotografie dell’albero di natale. Tutte uguali. Cambiano solo i cani di casa nostra, che si sono succeduti per generazioni, e che normalmente vengono posizionati sotto l’albero come un panettone.
Sai com’è, fanno decorazione.
Quindi quest’anno per protesta l’albero non l’ho fatto.
Protesta de che, poi, non se n’è accorto nessuno:)
Non fa regali fino all’ultimo. Il 24 pomeriggio però ti mette in croce per accompagnarla (non guida) a comprare di tutto per tutti.
E la stronza sei sempre tu, tu che ti sei anticipata per tempo per pensare a tutti con calma, potevi pensare anche ai regali da parte di lei no?!!!
L’unica cosa legata alle feste è la musica. In casa mia parte ” tu scendi dalle stelle ” dalla metà de novembre. Nze ne pò più.
Ogni volta che rientro in casa lei fa ” senti, che bella musica ho messo ” e io, giustamente,
ah mà, ma è sempre la stessa, ‘a so a memoria ” e lei si offende.
Ieri le ho chiesto dove avremmo cenato il 24, a casa di chi.
Lei fa (come ogni anno) ” ah guarda io quest’anno mi sa che me ne vado a un’eremo ” (Dio volesse che ci vada e che decida di restare a vivere lì?).
Se per caso, ma proprio per caso, prendessi per buono quello che dice, dovrei organizzarmi per i fatti miei.
Ma poi succederebbe che il 24 alle 20 mi direbbe ” dove stai andando? “a casa di…., tu hai detto che vai all’eremo, no?
noi stiamo andando a casa si tua sorella – voce acidissima – tu che fai non vieni? Ecco, come al solito PER TE il natale non conta proprio nulla “.
Quindi, visto che so già come va a finire, faccio finta di non averla sentita.
Stamattina mi fa a colazione ” ma per te che cos’è il Natale?
e io provocatoria come mai ” una gran rottura di maroni.Quello che ha di positivo in casa nostra non c’è, ci restano solo : la messa della vigilia che dura 18374348484 ore, fare regali a chi non te ne può fregar di meno, andare a cena dallo zio che piuttosto andresti volontario in guerra “.
Lei mi guarda incredula e dice ” devono averti scambiato alla nascita, non puoi essere stata partorita da me ” e io ” è quello che ripeto da trent’anni ” ..
Però il Natale rende tutti mooolto più buoni.
Stringo i denti e spero che passi in fretta.

Dammi 3 parole…così in tutto ne conosco 6

16 Dicembre 2004 15 commenti

Iera sera, casa di A.

post eliminato per ragioni affettive:)))

Perchè non posso comprare una consonante?

15 Dicembre 2004 16 commenti


G come Gennaio.
Dicembre non lo sopporto.
O meglio, lo tollero a fasi alterne.
Certo, quando tutto andava bene, quando si era bimbi, quando non c’erano pensieri tranne che scartare i pacchetti, allora si che era musica.
Oggi no. Oggi ho l’ansia. Devo cercare gli ulitmi regali per questo e quello. A lui non so cosa diavolo regalare. Io, la regina dell’accessorio, la quintessenza del saper regalare, l’apogeo del buon gusto, non so cosa regalargli.
Lui è uno di quelli ” le camicie solo su misura, le marche quelle che dico io, la lana mi pizzica, no i genelli no, libri pochi e li decido io, i cd li masterizzo inutile comprarli, soprammobili per carità non so dove metterli, niente elettrodomestici perchè mi urta leggere le istruzioni
EKKKEPPPALLE!!!! Quindi, il ricorso alla cara vecchia camicia e al buon vecchio maglione, gli evergreen, non è percorribile.
Sto cercando da giorni di farmi venire in mente dell’altro.
Ho persino stilato ua lista su un foglio giallo, ma continuo a cancellare e riscrivere.
Fuori un’idea per favore.
Poi, non ho fatto l’albero.
In genere è una cosa cui tengo. E questo mi sembra un pessimo segno. Solo il pensiero di dover rincartare le palline una per una tra una ventina di giorni era devasante. Così non l’ho fatto. E poi i gatti giocano a tarzan e jane con i fili.E il cane con le palline.
Vorrei tornare indietro di 15 anni, ripercorrere tutto da capo, evitando gli sbagli clamorosi finora commessi.
Oppure no, vorrei solo balzare in avanti.
Insomma, sono questi 30 anni che rompono i maroni.Lui solo ieri mi chiede di fare qualcosa insieme a capodanno, ma solo perchè i suoi due amici hanno insistito, ” altrimenti non aavrebbe voglia di fare nulla “( con me?). Mo, che dobbiamo partire per far contenti gli amici, mi sembra veramente improprio.
Insomma, non sento quell’entusiasmo che dovrebbe esserci e la cosa mi urtica bastantemente.
I miei amici saranno tutti insieme, come al solito. Il mio ex fidanzato mi reclamerà a gran voce. A volte mi chiedo se non dovevo restarci insieme, stringere i denti e fare finta che nulla sarebbe mai cambiato.