Sono ufficialmente l’ultima

6 Giugno 2008 6 commenti

Il mio alter ego mi ha fatto scacco matto.

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Vet_compleanno

13 Marzo 2008 6 commenti

Amici, non ce l’ho fatta.

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Sex and LAW and me and the city

30 Novembre 2007 10 commenti

CORNO-vaglia

1 Agosto 2007 11 commenti

Amici, ci siamo.

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Bouquet cercasi – anche a pagamento, pare che funziona

3 Luglio 2007 7 commenti


Giovedì sera, il giorno precedente il matrimonio di Sissi, dopo cena, forse – e spero – sufficientemente avvinazzato, Vet ha esordito con un ? amore, mi prometti che domani farai la brava? ?.
Il che, per carità, può voler dire tante cose, non farti scappare la pipì in chiesa, non ti sporcare il vestitino nuovo, non incastrarti i tacchi a spillo come al tuo solito nel primo sampietrino che capita.
Ma siccome io non sono Sissi, alias non sono scema, avevo già in mente l?immagine del lancio di coltelli che sarebbe seguita a questa avventata, quanto inopportuna frase.
Ma, restando sul vago, ho optato per un ? di cosa stiamo parlando, amore ??, lasciando a lui, se credeva, la possibilità di impiccarsi da solo col laccio della presina.
E lui, non pago, impavido, prosegue con un ? voglio dire, evitiamo di litigare domani sera, so che per te è una giornata difficile, è una delle tue ultime amiche che si sposa, lui ha la mia età, insomma non vorrei che finissimo per discutere ?.
Solo un sms calmante di Margot è riuscito ad evitare che scagliassi il ferro da stiro contro quel bel visino.
Cioè, ma quanto sarai cretino?
Ma gli uomini, mi chiedo, non diventano un minimo saggi nemmeno a 50 anni?
Vuoi evitare un certo tipo di discorso DOMANI SERA quindi me lo anticipi STASERA pregandomi di non aprirlo DOMANI SERA?
Ma i neuroni tuoi so? annati a giocà a nascondino co? le particelle de sodio dell?acqua Lete?
Dopo fugaci chiarimenti, lui ha voluto spiegare l?orribile affermazione con ? volevo dire che noi del nostro futuro abbiamo già parlato, abbiamo detto che, al tempo giusto, faremo ogni cosa anche noi, non vorrei che questo evento fungesse da acceleratore ?.
E che me accelero che devi ancora divorzià? Dovrei prima investire la ex moglie.
Così che, iure hereditatis, ci potessimo anche appropriare dell?altro appartamento.

La mattina seguente, agitata più che mai, apro gli occhi alle 6.30. Cioè, mezzora prima che il parrucchiere andasse a casa di Sissi a coprirle le orecchie a sventola con l?acconciatura.
Indosso l?abito a pois, infilo il cappello da Grace.
Fuori dalla chiesa, tanta gente addobbata nelle guise più curiose.
La madre della sposa col classico capello a panettone.
La testimone, con vestito charleston fucsia e piumette in tinta sulla testa.
La mia amica F., che per me s?è rifatta le tette, d?improvviso sono espanse e sode e abbondantemente esibite in un modellino da geisha. Che, non ha bisogno del cuscinetto sulle chiappe perché è già accessoriata del suo.
L?altra mia amica M. con un cappello a piantana, che fa molto abat jour.
I presenti, metà bolognesi e metà calabresi, si studiano vicendevolmente.

Sissi arriva, accompagnata dal padre, fiero maresciallo, con tette balconate che straripano anche sugli invitati, incede con passo deciso attraverso le navate del monastero, andando a chiudere con un semplice si il cerchio di tutte le sue fatiche.

La cerimonia troppo lunga, condotta da prete cabarettista ed accompagnata da canti parrocchiali oltremodo anni 80, strema le forze di ogni presente, i bambini sono annoiati, Vet vacilla dietro alla cravatta, mentre io realizzo un vero e proprio reportage, traendo in inganno chi pensava stessi compiendo un servizio fotografico per l?intenso legame che mi lega alla sposa, ignorando che stavo solo testimoniando gli eventi per le mie amiche blogghers.

La giornata è proseguita gradevole, unica nota stonata, i sampietrini protagonisti di ogni pavimento, tra i quali ho lasciato numerose parti dei miei sandali sogno_di_sposa.
Ho mangiato dolci e bevuto alcool a sufficienza da sedare il mio nervosismo e da sembrare perfettamente padrona della mia relazione, completamente sotto controllo il corso degli eventi che porteranno anche me alla chiusura del cerchio.
Fino a quando la donna panettone, vedendomi non ha esclamato ? Carrrieeee quanto teeeempo!!!! Questo è il tuo fidanzato! Che occhi sembra Poll Iuman! E voi, a quando le nozze? ?
Guardo Vet che, forse temendo che il ferro da stiro sarebbe arrivato con un giorno di ritardo, ha risposto sorridendo ? presto ?.
Che vordì presto? Presto pe? chi? Presto rispetto a che?
Poi, quando si parla di matrimonio, non è mai troppo presto.

Ed ecco, i momenti finali.
Stavolta, non avevo che pochissime rivali.
Le mie amiche, tutte coniugate.
Le colleghe di Sissi, pure.
I parenti, troppo anziani.
Era mio.
Poi, secondo un ordine di scuderia sottinteso, ma pur sempre esistente, dalla amica più importante era stato passato a quella meno, da quella meno a Sissi, da Sissi?c?ero io, stavolta.
Peraltro, Sissi è proprio l’ultima di noi che ha acchiapato quello dell’ultima sposa, un anno e mezzo fa, durante quel match che ci ha visto lottatrici di wrestling, e che l’ha vista vincitrice solo a fronte di un lancio pilotato che però, dati gli acadimenti odierni, pare che sia comunque risolutivo.
E? il papà a ricordarle il tradizionale lancio del bouquet, che lei, stolta, stava per dimenticare.
Si guarda intorno con l?aria spaesata e dice ?ah si?devo lanciare il bouquet?..un po? esitante.
E? stordita dall?alcol o dall?ebbrezza dell?addio allo zitellaggio?
E? indecisa verso quale delle sue amiche indirizzare il lancio?
E? troppo presa dai suoi punti mille miglia?
Ie fanno male le scarpe?
E? na stronza?
Bona l?ultima.
Mi distraggo un attimo, bevo un sorso di vino, amoreggio con Vet, ed ecco, tragico scenario: una delle invitate, che peraltro era stata al nostro tavolo durante il pranzo, saluta tutti ondeggiando qualcosa nella mano destra. E? lui. Me lo ha scippato.
Vado decisa verso la sposa, e le sussurro ? se po? sapè che te dice er cervello? Vabbè che ultimamente non ci siamo frequentate molto ma?che mi significa regalare il bouquet a quer manico de scopa che c?avrà quasi 50 anni? ?
Lei, con tono comprensivo ? Ecco, appunto, il suo, di fidanzato, temporeggia da 20 anni, lei ne ha 46, che dici, non je lo potevo non dà! E’UN CASO UMANO PEGGIO DEL TUO. ”

RACCOLTA DIFFERENZIATA

5 Giugno 2007 14 commenti


Il matrimonio più temuto si avvicina.
La mia cara ex amica, che per ovvi motivi ci tiene taaaantissimo ad avermi presso di sè – e con me l’amato Vet – nel giorno in cui diventerò più verde di Hulk, ovvero alle sue regali nozze, ha organizzato una serie di pre e post celebrazioni che manco Sissi quando ha saputo che sarebbe diventata imperatrice.
Così, a quaranta giorni dall’evento, è stata organizzata la sua festa di compleanno.
Che, dico, uno già deve sopportare di vederti infarcita di bianco per il matrimonio, anche tempestata di lustrini per festeggiare le 33 lune no.
E così, visto che nè io, nè Vet, je la potevamo fà, ho dato forfait adducendo una trasferta fuori Roma, perchè si sa, il mio fidanzato è atleta, e cià le gare, e io lo seguo, come un impresario, sissì, mica come il suo, che ciavrà anche 3 anni meno, ma in più ha l’addome batraciato.
La settimana seguente, non paga, a distanza quindi di soli 7 giorni dal compleanno, viene organizzato il suo addio al nubilato, degno di una principessa araba.
Ricevo l’sms di una sua collega, che neppure conosco, la quale mi annuncia che – testuale – ” è stata individuata una struttura per festeggiare l’addio al nubilato di Bacheca….ecc.ecc.”
Trattavasi di un noto stabilimento balneare del lido, che, manco a fallo apposta, è stato spettatore del mio primo appuntamento con Vet, figuriamoci se avrei mai potuto appannare quell’infuocato ricordo con la faccia di Bacheca.
Nello stabilimento suddetto, l’addio al nubilato – che da che mondo è mondo, si svolge la sera o due sere prima delle nozze, non un mese, ed in genere con una cena seguita da spogliarelli di unti uomini già seminudi – consisteva in:
lettino – ombrellone – grattachecca – aperitivo – pranzo – percorso benessere – brindisi finale e chi più ne ha più ne metta.
Praticamente dovevo passare le ferie lì.
Ah beh, poi, in ultimo, non d’importanza, il tutto per una modica somma, che neanche menziono per quanto è scandalosa.
Così, una come me, che non la sopporta, e tanto mai sopporta il fatto che si sposi, oltre a farle un simpatico bonifico per mandarla a riposare un mese all’estero, oltre a comprare un abito che al suo cospetto la sposa sembri un pois su un vestito a pois, ed un cappello da diva e delle scarpe da urlo, avrebbe anche dovuto sostenere un costo rilevantissimo per brindare al fatto che, ahilei, non sarà più zitella.
Ma ammazzate cor tubo der gas!
E quindi, ho elegantemente declinato anche codesto invito, assumendo di dover seguire il mio celebre maratoneta in giro per l’Italia.
Qualche mattina fa, per non bastare, mentre ero in seduta sfinaterga al centro estetico, la mazzata finale.
Ho da leggere la mia EX rivista preferita.
In copertina, insieme alle diete a base di tofu dell’ultimo momento, del bikini che diventi Paris Hilton, dell’estirpapeli al cloroformio, un suggerimento davvero prezioso: ” ABITO DA SPOSA? NON GETTARLO, PUOI RICICLARLO! ”
‘Aaaveccelo!!!!!!!!

Prove di maternità

3 Maggio 2007 20 commenti


Orsudunque,
siccome la partecipazione della mia amica bastarda tardava a giungere, qualche giorno fa le ho inviato un sms per averne contezza, e lei prontamente mi ha richiamata.
Per spiegarmi che la celebrazione avverrà di mattina, che come regalo di nozze desiderano denaro contante, per il viaggio di nozze di UN MESE che ? mortacciloro ? faranno negli stati uniti e alle hawaii (che le si incastri una ghirlanda hawaiana nei denti), per chiedere, manco a dirlo, se avessi progressi di rilievo da notiziarle riguardo la mia love story.
Non mi dilungo volutamente sulla circostanza che la detta amica non mi ha mai chiamato, messaggiato o scritto né risposto alle mie telefonate, e mail ed sms e che, invece, alle 8 del lunedì seguente, puntuale come la morte, arrivava la sua mail con le coordinate bancarie.
Ma ti clonassero il bancomat .
Comunque, qualche giorno dopo è arrivata la nota partecipazione, e Vet non ha fatto una piega. Quest?uomo cederà, me lo sento.
Il giorno di Pasqua, nella sua casetta umbra (che lui chiama la NOSTRA casetta, vorrei sottolinearlo grassetto ma non ne sono in grado) sono venuti i figlioli prodighi a pranzo da noi.
Ebbene si, la piccola belva 23 enne ed il belloccio 21 enne (che se non fosse che cià solo 21 anni, è tutto er padre?.gnam) si sono scomodati da Roma per pranzare col papà e con la MATRIGNA.
E mi hanno portato un uovo, rivestito di tulle rosa, al papà uno uguale, però verde.
Ci mancava poco che mi mettessi a piangere.
Si è mangiato, si è chiacchierato, si è finanche fatta la passeggiatina digestiva per le viuzze del paese, con sosta in chiesa.
Che ne so, beatificateme.
Tanto, quando si renderanno conto che, con il mio matrimonio, voglio scippare la pensione di reversibilità alla loro mamma, mi odieranno e finirà questo idillio.
Ma veniamo ai giorni nostri, e quindi all?appena trascorso ponte del primo maggio e della fava e della pecorina.
Vet che, certo, ha la sua età, bisogna capirlo, bramava già dallo scorso anno di trascorrere qualche giorno sulla riviera adriatica.
Ed io, che vi ero già stata una quindicina di anni fa, non premevo per tornarvi. Me lo figuravo come un posto, Riccione, pieno di vitelloni sgangherati col capello ostinatamente lungo anche se demodé oltre misura, di zoccolette minigonnate stivalate che aleggiano per i locali, ma soprattutto, di bande di famigliate e caratterizzato da un mare piatto e cupamente oscuro.
Non mi sbagliavo, ma anzi, è molto deppiù.
Non potevo certo immaginare di finire dentro ad un FAMILY HOTEL.
Ovverosia, uno di quegli alberghi appositamente attrezzati per bambini, con le bici col seggiolino, con i seggioloni colorati, con lo spazio animazione, con i clown, con il menù bimbo, con il distribuisci pannolini, con il parcheggio passeggini.
Ennò.
Orde di piccoli nani urlanti, camerieri veloci, papà devastati, nonne zelanti, mamme esauste, col viso sfinito e adornato solo da un tenero mollettone giallo che, oltre a voler tenere su i capelli ormai unti, vorrebbe sostenere anche una stanchezza dilagante fatta di notti insonni.
Voci da incubo, piccoli gollum che lanciano cucchiaiate di pappe al pollo sulle felpe sogno di sposa altrui, ruote di passeggini sulle ballerine nuove, belvette che giocano agli apaches davanti alla tua porta alle sette del mattino, vociare continuo che impedisce la conversazione, ed al centro di una sala ristorante che vedeva protagonista la tenera età, con una media di 2/3 marmocchi per tavolo, manco fossimo in Francia, dove dopo il 4 figlio non pagano più le tasse, noi.
Io, brillantinata come na palla de natale e Vet, bello, profumato, sfigurati da olezzi di omogeneizzati al tacchino.
Roba che m’era quasi venuta la voglia di acquistare delle terribili calzature Birkenstock con le stampe di fragola. Roba da matti. Perdi il lume in mezzo a tante mamme che basculano dietro ai figli primi passi. E devono stare comode, hai visto mai gli scappasse un ragazzino in strada.
E la proprietaria dell?albergo, querula, ci dice: beh ma ad una coppia (ed ha avuto il buon gusto di non dire GIOVANE coppia ) con tutti questi bambini intorno, magari gli viene voglia di farli, no?
NO.
Mi sono rinfrancata solo perché alla partenza mi ha detto ? tornate presto, vi aspettiamo, lei e Suo marito ?.
Ahmbè. Almeno siamo credibili.

Perchè io valgo – disse l’alluce

28 Marzo 2007 23 commenti

Dice che è primavera.
Ogni tanto tuona, io le ballerine nuove me le sono messe comunque, anche se diluvia, ma è pur sempre primavera.
La mia amica-nemica che si sposa in giugno mi ha mandato un sms, chiedendomi dove deve spedire la partecipazione per me e Vet.
Ho avuto il solito conato pre-festeggiamento altrui, poi ho risposto ” mandala a casa di Vet, Via ecc ecc.”
E lei, insiste, bastarda:
” devo mandarla a Carrie e Vet, col cognome di Vet?”
” Ccitua – penso sommessamente ed aggiungo – si, mandala così ”
Tanto non potremo partecipare perchè a Vet, quando vedrà il mio ed il suo nome accostati insieme al SUO cognome, nella SUA cassetta postale, gli verrà un ictus.
Sono diventata una gazza ladra. Voglio, desidero ed acquisto ogni cosa che faccia ” sogno di sposa “.
Così, ho le sneakers_sognodisposa, la cintura tutta tempestata di brillantini_sognodisposa, gi orecchini a forma di stella_sognodisposa, il fermaglio pieno di brillanti_sognodisposa e, finanche le ballerine silver_sognodisposa. Sogno, si, giusto quello, che, per ora, se continuano a sposà solo gli altri.
La mia esistenza argentata prosegue uguale, ho recuperato una vaga salute dopo un periodo di TUTTOILCORPO_algìa.
Ho attraversato indenne il Vet compleanno, e per mia somma gioia la ex più bastarda di tutte s’è dimenticata di fargli gli auguri. Dio volesse che sia diventata missionaria in sud africa e non torni mai più.
Sto cercando di recuperare anche una forma fisica, purchessia, forma di qualcosa, almeno.
Così, ai quotidiani esercizi per la parte inferiore dell’essere, ho abbinato il massaggio smuovi cellula manuale e meccanico.
Teribbile. Sono ancora più stressata che, concertare con 3 centri estetici gli orari e le sedute e conciliarle con il lavoro, con la lampada (che il colore ha la sua importanza) con la fisioterapia, con il controllo vettesco, con lo shopping, con la piega dei capelli, mica è facile.
Però, è quasi Pasqua.
Avrò qualche giorno per riposare, io e Vet staremo in campagna tra una bruschetta ed il camino, e magari riuscirò ad estorcergli qualche promessa, che ci sta sempre bene.
Le mie amiche sono ormai quasi tutte gravide, quest’anno sarà costellato invece che dai matrimoni ( parte quello della strega) dai battesimi, siamo passati alla fase B, e ci avviamo serenamente verso i 35, chi con un passeggino, chi con una bomboniera, chi con uno spray schiarente, che tutto si può sopportare, ma il capello deve essere biondo. Sempre.

Medieval party

19 Febbraio 2007 23 commenti


Si, in effetti abbiamo fatto pace.
Finanche, ci siamo visti per il S. Valentino, lui ha messo su una tovaglia rossa, una candela rossa, ed i portatovaglioli a forma di cuore che gli ho portato da Lipari. Io, gli ho portato degli gnocchi rossi, di patata e pomodoro, a forma di..cuore. Non siamo vomitevoli? Sissì. Scambio di doni e di biglietti, anche.

Sabato, la mia Grande Sorella festeggiava i suoi meritati 40 anni, e siccome non ero paga di aver passato la domenica precedente con lei ed i suoi amici gruppettari, a mangiar polenta in un casale senza riscaldamenti, ho pensato bene di sfidare l’ignoto, e portare Vet anche alla mega- festa, dove sarebbero stati presenti anche i miei cari parenti.

Sapevo solo che trattavasi di una festa organizzata in stile medievale.
Che vordì, direte voi. Che da mangiare ci sarebbero state pappette di ceci, piselli, lenticchie, sformati di ceci e lenticchie, patate su patate, e che il party sarebbe stato rallegrato da giocolieri e giostre dell’epoca, e da musica in tono, ovviamente. E che, presumibilmente, ci sarebbe stato qualche scemo in calzamaglia. Detta così, sembra un’idea carina.

Nel pomeriggio tento invano di contattare Vodafone o i miei, per conoscere l’indirizzo, dopo aver verificato che Vet fosse nello stato d’animo idoneo per accompagnarmi. Niente. Nessuno è raggiungibile. Sapevo solo che si svolgeva in quartiere Torrevecchia ove (che velo dico affà) se ritrovi la macchina dove l’hai lasciata, già te poi considerà fortunato.
Vet storce la bocca, sostenendo di non sapere nemmeno ” come ci si arriva “.
Lo dirigo io, mentre continuo a cercare qualche parente al telefono, ed ormai quasi arrivati sul posto, finalmente apprendo da un invitato l’esatta locazione.
Pronti?
SANTA MARIA DELLA PIETA’.
Per i non romani o per chi non lo sapesse, l’ex manicomio. PADIGLIONE B.
Giuro, èvvero, dentro a qualche padiglione ormai in disuso, ha preso alloggio una sorta di centro sociale, infatti al piano terreno c’era proprio un concerto rock. Vody, invece, ha pensato bene di festeggiare al piano secondo.
Orbene, per chi non lo conoscesse ancora, Vet è quanto di più maniaco dell’igiene-signorino-precisetti-fighetto si possa immaginare.
Quando ci siamo resi conto, ho proposto di andare via, ma ormai eravamo li e …ci aspettavano e…entriamo. Vet è preoccupato per il suo giubbotto nuovo. Io per le mie scarpe Barbie sogno di sposa. Lui proclama che dentro a un manicomio non si siederà mai, che altrimenti nemmeno la tintoria potrebbe lavare via i bacilli.
Già entrando, riconosco l’atmosfera tipica del centro sociale: quattro sciamannati con il clasico maglione lento e contemporaneamente infittito ( ma come fanno?) circondati da una nuvola fumosa, vagano tra sculture non meglio identificate. Saliamo al primo piano e….eccolo qui, mio papà è stato travestito da menestrello, pover’uomo, che farebbe per la figlia.
Meno male che Vet i miei li conosce già che, altrimenti, l’impatto sarebbe stato troppo forte.
Ed eccola, sopraggiunge mia madre, con tunica fucsia e cinta di corda e tipica veletta medievalstyle…vojo morì, adesso.
Vet sorride, e fino a che sorride, tutto ok.
Ma il meglio è proprio Vodafone che, siccome pesa quell’ottantina, giustamente s’è messa la tunica pure lei, che sfina. Color oro, però.
Balla al centro della sala, sulle note di qualche flauto, zompettando come se avesse sei anni e i genitori l’avessero portata ad Eurodisney.
L’uomo di Vody, seduto su un tipico sgabelletto, con una coperta avvoltolata intorno, recita la parte di un santone che, con bastone ricurvo, legge e profetizza con pergamene e candele.
Ci buttiamo sul cibo, consapevoli che le pappette di legumi cagioneranno degli effluvi poco gradevoli almeno per due giorni.
I giocolieri ed i trampolieri ci dilettano con le loro acrobazie, mio papà riprende tutto con la videocamera, nsia mai si perdesse qualche performance, Vody tiene la giostra dei nastri e tutti i suoi amici le girano intorno (e gira tutto intorno lei, vedi che lo slogan ritorna sempre).
Un vecchio amico di Vody mi riconosce.
“Daiiii Carrie, sono anni che non ti si vede! Ma che ce fai qua?”
“Eh, dice che è la festa di mia sorella, non potevo mancare, fa 40 anni…”
“Beh vabbè ma hai ADDIRITTURA portato il fidanzato…non hai paura che ti lasci?”
Non ci avevo pensato. Mi volto. Vet ha l’aria confusa, come dopo un sinistro stradale.
Saluto cordialmente tutti.
Per oggi forse è abbastanza, non forziamo la mano.
Lo zio sindacalista, la zia ipocondriaca, il cuginetto rosa antico (frutto della commistione di zio romano e colf somala), il nipote down…me li conservo per un’altra volta.

La maledizione della Peroni

31 Gennaio 2007 18 commenti

Non è contro-pubblicità, pubblicità occulta, messaggio piu o meno subliminale.
E’ proprio vero.
Quel posto porta incredibilmente sfiga.
Almeno, ammè.

1992, 16 settembre
Oggi compio 18 anni. Sono fidanzata da due anni con G., lo adoro e penso mi adori anche lui. E’ un pò rustico, a volte, ma è di buona famiglia, essere sgarbato fa parte del suo personaggio, ma sotto sotto è dolce e mi adora.
E’ tutto il giorno che aspetto davanti al mio telefono a disco rosa, rosa come il copripiumone, come l’abat-jour, come lo scendiletto, come il lampadario, come le pareti. Forse dovrei smetterla co sto rosa. Che, in effetti, ormai sono grandicella.
Chissà perchè non suona. Non se l’è mica dimenticato, nonnonnò, è solo che è impegnato. Eccerto, uno studente ripetente di 18 anni, come volete che non sia molto impegnato?
Chiudo gli occhi e comincio ad immaginare la serata che mi attende.
Lui viene a prendermi. Col sì. Ebbè, la macchina non ce l’abbiamo ancora. Ma va bene uguale. Io mi vesto bella, coi capelli belli cotonati. Ao, cotonati, si, è il 1992, poco va andavano ancora le maniche a pipistrello.
Lui mi porta un mazzo di rose rosse con un bigliettino amorevole e mi porta a cena in un posto bellissimo ed elegante dove mi ricorderà che ami ama, e mi regalerà un anello stupendo.
Sono le 19.30, minchia. Ma dove cazzo è finito? Prima che la mia serata sia vanificata in un mare di fantasie, lo chiamo io. Se si è dimenticato della mia festa, glielo ricordo, così che tutto non vada in fumo, non si può avere tutto dalla vita oh.
- Amore, ciao, ti ricordi che giorno è oggi?
- No, veramente no.
- Ma amore, è il mio 18 compleanno!
- Ah. Significa che ce dovemo vedè??
- Eh beh, amore, non festeggiamo?
- Vabbè, te porto in un posto, e te vengo pure a prende, ma solo se paghi te.

Andammo a cena alla Birreria Peroni, a mangiare crauti e salsicce. E pagai io.
Non portò nessuna rosa e nessun biglietto, non ricevetti nessun anello, ma una penna stilografica. Poi, quando vuotai il sacchetto della confezione, scoprii un biglietto che diceva “a G. per il giorno della sua cresima, tanti auguri dalla zia Carla “. Era riciclata.

Un giorno di febbraio, 2005
Io e Vet stiamo insieme da qualche mese, ormai sono pazza di lui!!!Abbiamo passeggiato per il centro, e ora ci fermiamo a spizzicare qualcosa alla Birreria Peroni, qui, dietro Piazza Venezia. Quanti anni che non vengo qui! Certo che ero proprio una ragazzina deficiente e cotonata a quei tempi.
Ceniamo.
- Amore, quanto ti adoro, non puoi capire, sono troppo innamorata di te!!!
- Mi ami pazzamente eh. Cosi tanto che non potresti vivere senza me?
- Ma certo tesoro!!!
- Mannaggia…
- Come, mannaggia? Perchè, non vorresti che fosse così?
- No. Io non ti ricambio.

Quella stessa sera, davanti alla Peroni, lasciai Vet, e fino a quando, tempo dopo, lui non ci ripensò, io trascorsi buoni 20 giorni stordita dall’alcool a fumare canne insieme alla mia migliore amica, registrando canzoni improbabili e strappacore.

Ieri sera
Sono due anni e mezzo che io e Vet stiamo insieme, Ormai è fatta.
Quasi fatta, ci sto lavorando.
Viene a prendermi in ufficio perchè ha voglia di vedermi, cucciolo.
Andiamo a cena nel nostro solito posto, una pizzeria in Via Nomentana. E’ chiuso, capperi.
Non sappiamo dove andare. A Vet viene in mente che gli andrebbe qualcosa di romano. E opta per la Birreria Peroni.
Sono due anni che non ci entriamo. Da quando, una sera, ci siamo detti cose spiacevoli e poi ci siamo lasciati. Poi certo, tutto è finito a posto, oggi Vet mi ama e me lo dice spesso, e vuole passare la sua vita con me. In una forma un pò inusuale (io a casa mia, te a casa tua), però, per adesso, famoselo bastà, no? Poi, ci sto lavorando su sto punto, l’ho appena detto.
Vabbè. Secondo me porta male, ma andiamo a sta birreria.
Ceniamo, io trippa (lo so, sono una chiavica) lui goulash con patate,
Anche il dolce, perchènno.
Fine cena, io:
- Amore, perchè non scacciamo la maledizione della birra Peroni, tu mi giuri eterno amore e mi dici che mi vuoi sposare, proprio qui dentro, proprio stasera?
- Uffa, sempre lo stesso discorso, non puoi chiedere la stessa cosa ogni tre giorni, ti ho detto che ci sto pensando, ma lasciami il tempo, non si sta piu un giorno sereni!!!

E’ partito il vaffanculo. Non lo sento da ieri.
La prossima volta, venisse giù il mondo, piuttosto il Kebab in uno scantinato alla stazione Termini.